questa rassegna dovrebbe essere incorniciata


questa rassegna dovrebbe essere incorniciata


26 Marzo 2008
Visto che il Cavaliere ha i suoi interessi in conflitto, a Emilio Fede la trattativa fra Alitalia e Air France proprio non piace.
Acido, chiama più volte «Spinettà o Spinetta che dir si voglia» l’amministratore delegato della compagnia francese.
Nella sua francofobia si fa spalleggiare dal segretario della Cisl, Bonanni, che un rimedio per la crisi Alitalia ce l’ha: usare i soldi di Enel, Eni, Finmeccanica.
Dopo questo rigurgito statalista, Fede si commuove per i dipendenti a rischio.
Appena evocata la «liberticida» par condicio, il Tg4 la viola di nuovo.
Si parla di pensioni?
Dieci secondi a Veltroni, ancor meno a Casini, un minutone a Berlusconi, che ricorda il suo glorioso passato e anticipa un magnifico futuro.
Fede guida poi un finalino non male con il direttore di «Chi», Alfonso Signorini.
Si parla di belle coppie, resistenti, impermeabili, esemplari: quella dello stesso Fede
(e Signorini nota: «Fede, non porti la fede?»)
e quella di Veltroni.
(anche lui «senza fede»)
Per una volta e per forza di cose, Berlusconi è ignorato.
Del Tg5 non possiamo che dire bene: equilibrato, a parte un Tremonti minaccioso e senza repliche.


Hai mai visto il film "Cruising", con Al Pacino? Un poliziotto (Pacino) è "infiltrato" nell'ambiente gay della sua città per indagare su una serie di omicidi e alla fine affiora la sua omosessualità latente.
Attento! A forza di sciropparti i TG per recensirli, potresti scoprire che ti piacciono e vedere affiorare il tuo bananismo latente...![]()








28 Marzo 2008
Si vede che la campagna elettorale sta entrando in dirittura e lo si vede dai telegiornali berlusconiani, che ormai hanno rotto gli argini: il Capo occupa ogni spazio.
Ieri era trino:
- un Berlusconi per l’Alitalia,
- un Berlusconi per attaccare il governo Prodi, sentina di ogni orrore;
- un Berlusconi contro la par condicio che gli vieta Porta a Porta.
E qui, la verità è andata a farsi friggere: la colpa è di Veltroni il quale, avendo rifiutato Vespa, impedisce lo show solitario di Berlusconi.
E allora?
C’è una legge e, finché c’è, va rispettata.
Non un cenno, non una parola sulla fuga di Berlusconi all’idea di un faccia a faccia con Veltroni, che sarebbe la vera notizia.
E stiano attenti i colleghi della Rai non berlusconiani: il Cavaliere ha scoperto che la Rai «è sempre in mano ai comunisti» e ne farà strage.
Poi c’è il caso Fede.
Se Corrado Calabrò rivede il Tg4 di ieri sera, monologo del «Leader del Popolo della Libertà», sviene.
E dovrebbe anche risentirsi: quando Fede, con molto sussiego, annuncia che nel corso della notte, darà 4 minuti anche a Veltroni, non siamo per caso di fronte a una ribalda presa in giro?


29 Marzo 2008
A coloro che incappano in una giornata storta o malinconica, consigliamo la visione del Tg4 di Emilio Fede.
Ah - ha ripetuto ieri sera - sono schiavo della par condicio e mi tocca dare gli spazi col bilancino (sospiro di routine) e allora… ecco Berlusconi, il leader del Popolo della Libertà!
E, tanto per risparmiare, di Berlusconi ce n’erano due, quello con le donne della Libertà che «ci daranno il dono delle loro particolari capacità»
(frase, ci sia consentito dire, un tantino ambigua)
e quello che mobilita i «difensori del voto» per smascherare i certissimi brogli che i comunisti tramano ai suoi danni.
«Sapete – ammiccava l’esperto Fede – basta un niente…».
Esauriti i vari Berlusconi, vai con Veltroni.
Ed ecco il conto: 10 minuti complessivi al Capo, 45 secondi al Nemico.
E sempre in nome di questa stravagante par condicio alla berlusconiana, Studio Aperto ha raccontato della vendetta del Supremo: non è andato da Lucia Annunziata
(l’ultima volta che si sono incontrati, Berlusconi ha dato fuori da matto)
così che anche Veltroni ha dovuto rinunciare.


30 Marzo 2008
Tutti i telegiornali di Silvio Berlusconi rispettano la consegna: l’Alitalia non deve “diventare francese”, tutti i grandi paesi hanno una loro compagnia aerea, l’uomo della Provvidenza metterà assieme una “cordata” salvifica che difenderà l’onore nazionale offeso e – sia ben chiaro – quando andrà al governo, Spinetta dovrà sloggiare e in fretta.
Ora, siamo certi che i francesi non vedano questi tg, altrimenti non si spiega come mai siano ancora lì a trattare con il rischio che, una volta firmato un qualsiasi foglio di carta, arrivi questo anziano minaccioso a strapparlo, come ha già fatto con il programma di Veltroni.
Ma c’è poco da scherzare, la recita è tragica: nessuna “cordata” si farà mai viva per accollarsi un’azienda carica di debiti avvenire.
Quindi, delle due l’una: o ristruttureranno come Spinetta o Berlusconi
(che, per ora, è solo un “ex”)
ha già promesso che li coprirà di soldi pescati, guarda caso, nelle tasche degli italiani.
Ma tutto questo i tg Mediaset non lo diranno mai: suonano il tamburo del nazionalismo, plaudono con largo anticipo al Salvatore e mostrano – orrore – Fede commosso al ricordo dei voli di gioventù.


01 Aprile 2008
Evviva!
L’Expò universale del 2015 si terrà a Milano.
Chissà se lascerà qualcosa di memorabile: senza l’esposizione del 1889, Parigi non avrebbe la Tour Eiffel.
La notizia ha aperto tutti i telegiornali di ieri, con giubilo ed eccitazione nazionale.
Il merito di questa vittoria è di molti: governo, diplomazie ufficiali e parallele, imprenditori speranzosi, amministrazione di Milano.
Ma guarda un po’ la combinazione, Studio Aperto e ed Emilio Fede hanno volutamente conglobato il tutto nella sola figura di Letizia Moratti, per eliminare ogni riferimento al governo Prodi.
Il Tg5 si è persino allargato.
Ai suoi microfoni chi c’era?
Ma Lui proprio Lui, che si è a lungo schermito fino a cedere e confessare: «Merito mio».
Fra qualche mese, vedrete, anche l’Expò finirà fra le «grandi opere» partorite dal genio del Cavaliere.
A Prodi si lasciano soltanto anatemi, accuse e torte in faccia: è responsabile di tutto; scippi, inflazione, par condicio, crisi dell’Inter, treni in ritardo, repressione tibetana, prezzi delle pere, estinzione del panda.
Per Milano no, Prodi non c’entra, è stata la Moratti, ispirata dall’Unto del Signore.