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Discussione: La resa ai....

  1. #1
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    Predefinito La resa ai....

    ....clandestini

    Ci rendiamo conto. Governare l'Italia è inutile, ma speravamo che stavolta ci scappasse almeno qualche briciola (di buon senso). E invece eccoci qui a celebrare la vittoria dei magistrati e quindi dei clandestini e dell'immondizia.
    Dispiace ammetterlo, ma la verità è questa: dopo tanto parlare e dopo tante aspettative, siamo al punto di partenza.
    Non succederà nulla di risolutivo da qui all'eternità.
    Il nostro non è un discorso menagramante. È la descrizione della realtà. Dunque.
    Ieri al convegno dell'Anm (Associazione nazionale magistrati), il presidente delle toghe, Luca Palamara, ha detto che con l'introduzione eventuale «del reato di clandestinità si creeranno gravi disfunzioni, specialmente al Sud» (dove non funziona niente, figuriamoci i tribunali). Una sua opinione personale? Magari. Fosse così ci si potrebbe passar sopra.
    È la convinzione di (quasi) tutti i giudici e loro colleghi delle Procure.
    Traduciamo per i non addetti ai lavori: i magistrati si oppongono in massa all'idea di impacchettare gli immigrati irregolari; non se la sentono di affrontare un supplemento di lavoro che li costringerebbe a un tour de force effettivamente pesante. Di conseguenza non c'è da illudersi: la norma più severa contenuta nella nuova legge da approvare in Parlamento verrà buttata via. È una certezza, non un'ipotesi pessimistica.
    Dovuta anche ad un'altra circostanza: sempre ieri, il premier si è incontrato con il Papa, di cui è nota la contrarietà al reato di clandestinità, e pare lo abbia tranquillizzato.
    Traduciamo ancora per chi non avesse dimestichezza con il linguaggio alla vaselina della politica: dato che Benedetto XVI e i giudici sono per la linea morbida, addio linea dura. Si resta allo status quo. Come prima, più di prima... Il clandestino era e rimane intoccabile.
    Se poi aggiungete che Gianni Letta, famoso mediatore fra interessi inconciliabili, ha brigato per non irritare l'universo mondo, il quadro è completo.
    Il governo ha fatto la voce grossa accogliendo le istanze degli elettori, ma dopo essersi scontrato con la dura concretezza della situazione, si è affrettato a dire: abbiamo scherzato.

    Mi correggo.
    Non lo ha ancora detto, siccome però non siamo scemi vi garantiamo che lo dirà presto.
    Immagino la incazzatura del ministro Maroni. Il quale tuttavia dovrà sfogare la sua rabbia mordendosi i glutei. L'Italia è questa roba qui. Da sottolineare che la sinistra, udite le raccomandazioni del Pontefice, non ha gridato all'indebita ingerenza. Al contrario ha applaudito.
    Riservandosi di accusare la Chiesa di intollerabili intromissioni quando prendesse posizione sull'aborto e sull'eutanasia. Ottimo in proposito l'editoriale di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera (ieri).
    Non è finita qui. Luca Palamara è intervenuto anche sull'aggravante (oltre che sul reato) di clandestinità. Non si può applicare, ha detto, perché discrimina gli stranieri irregolari rispetto agli imputati di casa nostra.
    Scommetto una cifra che la Corte costituzionale (di sinistra), se interpellata, darà ragione al presidente dell'associazione magistrati. Il quale non ha neppure nascosto le sue perplessità circa l'idea di istituire a Napoli una superprocura dedicata ai rifiuti. Che secondo lui darebbe vita a una sorta di tribunale speciale. Inaccettabile.
    Cari lettori, in estrema sintesi, ci terremo i clandestini e l'immondizia napoletana. La beffa più i danni.
    Al governo un semplice invito: ma va' a ciappà i ratt.

    Vittorio Feltri www.Libero-news.it di oggi

    saluti

  2. #2
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    È una convinzione che viene da lontano quella dei magistrati - alcuni magistrati - d’essere non servitori dello Stato cui spetta d’applicare le leggi, ma detentori di supreme verità sociali e morali.
    In questa versione sublimata i giudici e i Pm debbono tutelare, più di quanto faccia il Quirinale, più di quanto faccia il Parlamento, più di quanto faccia la Corte costituzionale, i supremi valori della Repubblica.
    Oppongono i loro dinieghi nel nome d’una sacralità del diritto e dei diritti sulla quale ritengono d’essere gli unici a potersi pronunciare.
    Ho osservato che questa concezione è tutt’altro che nuova.
    Essa fu applicata nel 1994, con melodrammatica enfasi mediatica, dal pool di «Mani pulite», per bloccare un decreto dell’allora guardasigilli Biondi che limitava la possibilità d’arrestare chi non fosse indiziato di reati gravissimi.
    Il pm Antonio Di Pietro si presentò in televisione e con voce rotta annunciò le dimissioni sue e dell’intero pool.
    Il decreto fu ritirato. Le dimissioni anche. Adesso manca il ricorso alla sceneggiata, ma i no rimangono.
    Aprendo il congresso dell’Associazione nazionale magistrati il presidente Luca Palamara ne ha allineato un bel numero: alcuni stagionati, altri attuali.
    No al reato di clandestinità, no alla clandestinità come aggravante per chi deve rispondere d’altro, no alla superprocura contro l’emergenza rifiuti, no alla separazione delle carriere.
    Quanto alle correnti dell’Anm, Palamara ha detto che sono l’espressione «dei diversi modi di intendere il mestiere del magistrato».
    Ma quanti modi ci sono? Sarebbero gradite ulteriori delucidazioni.

    Questo per l’Anm. Ma anche le singole toghe si danno da fare.
    Un giudice di Milano ha ritenuto «manifestamente irragionevole» la già accennata aggravante della clandestinità, un suo collega l’ha collegata a «contingenti ragioni di politica emergenziale e sicuritaria (sic!)».
    (Per verità in un diverso processo un diverso giudice - sempre a Milano - è stato di parere opposto, a conferma di quanto siano coerenti e certe, nell’applicazione pratica, le leggi italiane).
    Un nuovo 1994? Non fino a quel punto.
    L’ho già accennato, non ci sono drammi in Tv, ed è una differenza positiva.
    Ma c’è anche, a mio avviso, una differenza peggiorativa.
    I giudici «redentori» di «Mani pulite» si sentivano interpreti e guide d’un moto collettivo di ribellione e di indignazione. Con i loro no alcuni giudici d’oggi contrastano invece un’azione - contro l’immigrazione illegale, contro lo scandalo dei rifiuti - che gode del più ampio sostegno popolare, e che perfino una parte dell’opposizione parlamentare condivide. Questi giudici del no rappresentano solo se stessi.

    Mario Cervi www.ilGiornale.it di oggi

    saluti

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    È una convinzione che viene da lontano quella dei magistrati - alcuni magistrati - d’essere non servitori dello Stato cui spetta d’applicare le leggi, ma detentori di supreme verità sociali e morali.
    In questa versione sublimata i giudici e i Pm debbono tutelare, più di quanto faccia il Quirinale, più di quanto faccia il Parlamento, più di quanto faccia la Corte costituzionale, i supremi valori della Repubblica.
    Oppongono i loro dinieghi nel nome d’una sacralità del diritto e dei diritti sulla quale ritengono d’essere gli unici a potersi pronunciare.
    Ho osservato che questa concezione è tutt’altro che nuova.
    Essa fu applicata nel 1994, con melodrammatica enfasi mediatica, dal pool di «Mani pulite», per bloccare un decreto dell’allora guardasigilli Biondi che limitava la possibilità d’arrestare chi non fosse indiziato di reati gravissimi.
    Il pm Antonio Di Pietro si presentò in televisione e con voce rotta annunciò le dimissioni sue e dell’intero pool.
    Il decreto fu ritirato. Le dimissioni anche. Adesso manca il ricorso alla sceneggiata, ma i no rimangono.
    Aprendo il congresso dell’Associazione nazionale magistrati il presidente Luca Palamara ne ha allineato un bel numero: alcuni stagionati, altri attuali.
    No al reato di clandestinità, no alla clandestinità come aggravante per chi deve rispondere d’altro, no alla superprocura contro l’emergenza rifiuti, no alla separazione delle carriere.
    Quanto alle correnti dell’Anm, Palamara ha detto che sono l’espressione «dei diversi modi di intendere il mestiere del magistrato».
    Ma quanti modi ci sono? Sarebbero gradite ulteriori delucidazioni.

    Questo per l’Anm. Ma anche le singole toghe si danno da fare.
    Un giudice di Milano ha ritenuto «manifestamente irragionevole» la già accennata aggravante della clandestinità, un suo collega l’ha collegata a «contingenti ragioni di politica emergenziale e sicuritaria (sic!)».
    (Per verità in un diverso processo un diverso giudice - sempre a Milano - è stato di parere opposto, a conferma di quanto siano coerenti e certe, nell’applicazione pratica, le leggi italiane).
    Un nuovo 1994? Non fino a quel punto.
    L’ho già accennato, non ci sono drammi in Tv, ed è una differenza positiva.
    Ma c’è anche, a mio avviso, una differenza peggiorativa.
    I giudici «redentori» di «Mani pulite» si sentivano interpreti e guide d’un moto collettivo di ribellione e di indignazione. Con i loro no alcuni giudici d’oggi contrastano invece un’azione - contro l’immigrazione illegale, contro lo scandalo dei rifiuti - che gode del più ampio sostegno popolare, e che perfino una parte dell’opposizione parlamentare condivide. Questi giudici del no rappresentano solo se stessi.

    Mario Cervi www.ilGiornale.it di oggi

    saluti

    Ottimo l'articolo di Cervi, uno dei più prestigiosi commentatori politici italiani. In Italia, purtroppo, la magistratura è controllata politicamente e le parole del presidente Palamara non lasciano dubbi sul fatto che sia schierata a sinistra.
    Ora, questa magistratura politicizzata boicotta le giuste iniziative del Governo. L'eventuale introduzione del reato di immigrazione clandestina è già molto difficile, sia politicamente (vedi Pd e Vaticano) che dal punto di vista della sua applicazione.
    Se poi la Magistratura, anziché fare il suo dovere, si mette a fare politica, la frittata è fatta.

  4. #4
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    Il Governo, messo sotto pressione dalla Lega, ha fatto un piccolo errore.

    Non c'era nessun bisogno di fare tutto quel bordello per fare diventare reato l'immigrazione clandestina.

    Con molta più semplicità, senza ribellioni di tutta la sinistra che ha subito colto l'errore, bastava fare diventare reato la mancata osservanza al decreto di espulsione.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    ....clandestini

    Ci rendiamo conto. Governare l'Italia è inutile, ma speravamo che stavolta ci scappasse almeno qualche briciola (di buon senso). E invece eccoci qui a celebrare la vittoria dei magistrati e quindi dei clandestini e dell'immondizia.
    Dispiace ammetterlo, ma la verità è questa: dopo tanto parlare e dopo tante aspettative, siamo al punto di partenza.
    Non succederà nulla di risolutivo da qui all'eternità.
    Il nostro non è un discorso menagramante. È la descrizione della realtà. Dunque.
    Ieri al convegno dell'Anm (Associazione nazionale magistrati), il presidente delle toghe, Luca Palamara, ha detto che con l'introduzione eventuale «del reato di clandestinità si creeranno gravi disfunzioni, specialmente al Sud» (dove non funziona niente, figuriamoci i tribunali). Una sua opinione personale? Magari. Fosse così ci si potrebbe passar sopra.
    È la convinzione di (quasi) tutti i giudici e loro colleghi delle Procure.
    Traduciamo per i non addetti ai lavori: i magistrati si oppongono in massa all'idea di impacchettare gli immigrati irregolari; non se la sentono di affrontare un supplemento di lavoro che li costringerebbe a un tour de force effettivamente pesante. Di conseguenza non c'è da illudersi: la norma più severa contenuta nella nuova legge da approvare in Parlamento verrà buttata via. È una certezza, non un'ipotesi pessimistica.
    Dovuta anche ad un'altra circostanza: sempre ieri, il premier si è incontrato con il Papa, di cui è nota la contrarietà al reato di clandestinità, e pare lo abbia tranquillizzato.
    Traduciamo ancora per chi non avesse dimestichezza con il linguaggio alla vaselina della politica: dato che Benedetto XVI e i giudici sono per la linea morbida, addio linea dura. Si resta allo status quo. Come prima, più di prima... Il clandestino era e rimane intoccabile.
    Se poi aggiungete che Gianni Letta, famoso mediatore fra interessi inconciliabili, ha brigato per non irritare l'universo mondo, il quadro è completo.
    Il governo ha fatto la voce grossa accogliendo le istanze degli elettori, ma dopo essersi scontrato con la dura concretezza della situazione, si è affrettato a dire: abbiamo scherzato.

    Mi correggo.
    Non lo ha ancora detto, siccome però non siamo scemi vi garantiamo che lo dirà presto.
    Immagino la incazzatura del ministro Maroni. Il quale tuttavia dovrà sfogare la sua rabbia mordendosi i glutei. L'Italia è questa roba qui. Da sottolineare che la sinistra, udite le raccomandazioni del Pontefice, non ha gridato all'indebita ingerenza. Al contrario ha applaudito.
    Riservandosi di accusare la Chiesa di intollerabili intromissioni quando prendesse posizione sull'aborto e sull'eutanasia. Ottimo in proposito l'editoriale di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera (ieri).
    Non è finita qui. Luca Palamara è intervenuto anche sull'aggravante (oltre che sul reato) di clandestinità. Non si può applicare, ha detto, perché discrimina gli stranieri irregolari rispetto agli imputati di casa nostra.
    Scommetto una cifra che la Corte costituzionale (di sinistra), se interpellata, darà ragione al presidente dell'associazione magistrati. Il quale non ha neppure nascosto le sue perplessità circa l'idea di istituire a Napoli una superprocura dedicata ai rifiuti. Che secondo lui darebbe vita a una sorta di tribunale speciale. Inaccettabile.
    Cari lettori, in estrema sintesi, ci terremo i clandestini e l'immondizia napoletana. La beffa più i danni.
    Al governo un semplice invito: ma va' a ciappà i ratt.

    Vittorio Feltri www.Libero-news.it di oggi

    saluti
    Bene, l'alternativa qualè? La sinistra fa schifo e lo ha dimostrato, la destra non riesce a governare perchè le lobby si oppongono, quindi? Dittatura? No perchè altre idee non me ne vengono...

  6. #6
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    Noi siamo un popolo cattolico, noi non conosciamo la democrazia, non abbiamo fiducia nella democrazia, ma dobbiamo renderci conto che non esistono altre soluzioni.
    E tu sei l'esempio più limpido; il momento è difficile e la scappatoia è la dittatura.

    Serve pazienza, guardare dentro casa nostra invece di ascoltare le bugiarde "sirene" provenienti da fuori, e aver fiducia nei pochi, di destra o di sinistra, che siano credibili quando promettono "democrazia".
    E non spaventarsi davanti a duri o elastici ostacoli.
    Magistratura, burocrazia, banche, mafie e camorre, ecco i nemici da battere o almeno da ridurre a patti.

    Ora c'è Berlusconi con il suo governo?
    Se ci rendiamo conto delle enormi difficoltà che si trova davanti per sciogliere i nodi che frenano il nostro progresso democratico forse la nostra fiducia e la nostra speranza potrebbero fare il miracolo.

    saluti

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    Noi siamo un popolo cattolico, noi non conosciamo la democrazia, non abbiamo fiducia nella democrazia, ma dobbiamo renderci conto che non esistono altre soluzioni.
    E tu sei l'esempio più limpido; il momento è difficile e la scappatoia è la dittatura.

    Serve pazienza, guardare dentro casa nostra invece di ascoltare le bugiarde "sirene" provenienti da fuori, e aver fiducia nei pochi, di destra o di sinistra, che siano credibili quando promettono "democrazia".
    E non spaventarsi davanti a duri o elastici ostacoli.
    Magistratura, burocrazia, banche, mafie e camorre, ecco i nemici da battere o almeno da ridurre a patti.

    Ora c'è Berlusconi con il suo governo?
    Se ci rendiamo conto delle enormi difficoltà che si trova davanti per sciogliere i nodi che frenano il nostro progresso democratico forse la nostra fiducia e la nostra speranza potrebbero fare il miracolo.

    saluti
    Gli ostacoli al progresso democratico per lui sono i suoi processi, le intercettazioni e le sue tv... Ah, dimenticavo.. E Letta al Colle... Per il resto il popolo può anche bruciare assieme alle immondizie...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Gli ostacoli al progresso democratico per lui sono i suoi processi, le intercettazioni e le sue tv... Ah, dimenticavo.. E Letta al Colle... Per il resto il popolo può anche bruciare assieme alle immondizie...
    oltre a insultare sai fare qualcos'altro?
    cmq durante il governo prodi napoli straripava di immondizia ora si sta piano piano pulendo!
    se continuate a rosicare cosi tra 5 anni(se vi va bene) o tra 12 anni come starete?
    m.calu[img]

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da m.calu Visualizza Messaggio
    oltre a insultare sai fare qualcos'altro?
    cmq durante il governo prodi napoli straripava di immondizia ora si sta piano piano pulendo!
    se continuate a rosicare cosi tra 5 anni(se vi va bene) o tra 12 anni come starete?
    ------------------------
    Vedi, amico; chi è fatto di cacca vive, mangia e sputa cacca.
    Da grandi diventeranno puzzolenti fascista o comunisti.
    Poveracci e puzzolenti.
    A metà strada fra il fare pena e il fare schifo.

    saluti

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    ------------------------
    Vedi, amico; chi è fatto di cacca vive, mangia e sputa cacca.
    Da grandi diventeranno puzzolenti fascista o comunisti.
    Poveracci e puzzolenti.
    A metà strada fra il fare pena e il fare schifo.

    saluti
    Citazione Originariamente Scritto da m.calu Visualizza Messaggio
    oltre a insultare sai fare qualcos'altro?
    cmq durante il governo prodi napoli straripava di immondizia ora si sta piano piano pulendo!
    se continuate a rosicare cosi tra 5 anni(se vi va bene) o tra 12 anni come starete?
    Questo è l'ordine giusto dei post...

    Io non ho insultato nessuno, ho esposto fatti.. Perchè è un fatto che le priorità di Berlusconi siano le intercettazioni e salvare Rete-4;

    Andate su www.camera.it e osservate..

 

 
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