Sorelline
A volte
si mettono a litigare
per un fiocco da mettere sui capelli.
A volte
si fanno dispetti
cattivi e sciocchi.
Chissà perché.
Forse non sanno
che noi femmine
possiamo solo accettare di venire sconfitte?


Sorelline
A volte
si mettono a litigare
per un fiocco da mettere sui capelli.
A volte
si fanno dispetti
cattivi e sciocchi.
Chissà perché.
Forse non sanno
che noi femmine
possiamo solo accettare di venire sconfitte?
di necessità virtù


Zagare
Io sono come il profumo
effimero delle zagare.
Il suo tempo migliore
è il crepuscolo, quando
il buio va sulla luce
e, lentamente, nei modi
gentili della primavera,
la spegne a terra.
Ed ecco che, ebbra e
con vaporosa allegrezza,
espando a mezz'aria,
proprio come il profumo
delle zagare, la leggerezza
della mia anima che effonde
nei cuori, il mio tenero
malinconico sorriso!
Anna Maria Farricelli
Autori Vari, Festival Poetico Il Federiciano, Edizione 2016, pagina 11
di necessità virtù


Parlando col vento
Tu vivi nei mille cieli e sulla punta delle foglie tremolanti, sulle cime dei monti e nei fiocchi di neve cadenti, nei silenzi aperti, scoprendo i misteri e negli spazi vuoti con forza trascinati, sulle onde del mare e nelle vele bianche, nelle placide notti e nelle brezze mattutine, nei capelli scompigliati e sui tetti scoperchiati
Quanto sei libero, vento
sei
una limpida
assenza e
l’incorporea
presenza
sei
invisibile
come il silenzio e
intoccabile
come le nuvole
sei
un morbido soffio e
la spaventosa
tempesta
sei
un lamento
esasperato e
il non-respiro
sei
l’inaudibile forza e
un bacio lieve
che accarezza
le guance
Quanto sei fragile, fortissimo vento
Mary Ann
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


istanti
marzo in frantumi
vetri in aria
assenza di vento
mary ann
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


*
solitudini
triste e solo il mare d'inverno
scuro
deserto
parlano onde - risponde il vento
mary ann
2006
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


il volo
mi vesto
ed esco
nonostante
il fresco
indosso
la pioggia –
la mia
invisibile veste
voglio volare
sulla città
posare
lo sguardo
umido qua e là
inizia ora
il mio
lungo viaggio
solitario
sopra le strade
le piazze
e le vie
dell’antica città
osservo
le vuote vetrine
con sguardi
umani
imprigionati
mi burlo
dei rari passanti
ignari
della mia presenza
guardandoli
dritto negli occhi
tamburello
sui incroci deserti
calpesto
i ponti
con miei
umidi passi
poi salto giù
divisa in gocce
sfioro
le acque
del fiume
con la mia
liquida veste
e lo saluto
con gli occhi –
due lacrime verdi
un attimo -
e sono di nuovo
lassù
nell'abbraccio del cielo
e volo lenta
sopra i tetti
dell’amata città
scruto dall’alto
i vicoli chiusi
le viuzze strette
le strade deserte
lasciando
nel vuoto
le mie
bagnate impronte
mi butto
di corsa
sulle macchine
ferme in fila
e vi lascio
i disegni
colorati
con limpide
gocce.
d’un tratto
rallento
piego
le mie ali
trasparenti
e scendo giù
mi riposo un po’
seduta
sui marciapiedi
è alba
si sveglia pian piano
la città
sta per finire
il mio volo
nella veste
di pioggia
torno
nella mia casa
appesa nell’aria
e con l'ultimo tocco
sfioro
il lampione solitario
lui
stupito
mi saluta
girando la testa
Mary Ann
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”






Non pronunciasti mai il mio nome.
Nè io il tuo.
Grande fu il timore che alla magica evocazione
Il mondo intorno, muro di Gerico, crollasse.
(P.H. 2017)
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)

