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  1. #1
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    Predefinito La laicità al tempo di Berlusconi

    Dov'è la vera laicità


    GIAN ENRICO RUSCONI


    Non poteva Berlusconi risparmiarsi la frase che suona infelice in bocca ad uno statista: «Il mio governo non può che compiacere il pontefice e la Chiesa»? No. Non poteva.

    È il suo modo di essere schietto e popolare presso i suoi elettori. In questo caso non vuole lasciare dubbi sul fatto che il governo si atterrà zelantemente alle indicazioni della Chiesa in tutte le questioni sul tappeto, anche su quelle che dividono profondamente i cittadini italiani.

    Ma evidentemente per Berlusconi i cittadini che dissentono (con rispetto) dalle indicazioni della Chiesa su alcuni importanti problemi, non contano. Non sono rappresentati dal suo governo. Il suo è un governo che «sta dalla parte della Chiesa», non laicamente dalla parte della intera comunità dei cittadini. Come se i valori della giustizia, della tolleranza, dell’attenzione per i più deboli fossero prerogativa dei credenti. Come se i discorsi sui diritti umani o sul rispetto della vita fossero monopolio esclusivo degli uomini di Chiesa.

    È questa la scelta della «vera laicità», predicata da tempo dai clericali e fatta propria dal centrodestra?

    In effetti nelle parole del presidente del Consiglio la separazione tra Chiesa e Stato è evocata in modo paradossale, quando dice «lo Stato laico ha tutto il diritto di seguire la propria impostazione nell’azione di governo». La scelta appunto di stare con una parte dei cittadini, di quelli che l’hanno votato.

    Tutto questo non ha nulla a che vedere con la soddisfazione condivisa da tutti circa il «nuovo clima che si è instaurato in Italia», purché si riconosca che non è merito esclusivo della coalizione di centro-destra.

    Ma lasciamo da parte le dichiarazioni di principio e chiediamoci se ci saranno delle conseguenze pratiche della visita di Berlusconi in Vaticano. Dalla riservatezza delle dichiarazioni ufficiali, emesse dopo la visita, non è dato capire se ci saranno iniziative particolari. Forse lo può dire soltanto chi sa leggere tra le righe del documento e sa interpretare i sussurri dei sacri palazzi.

    Verosimilmente gli uomini di Chiesa non hanno alcun interesse a turbare l’idillio con il governo sollevando con clamore, frontalmente, le due questioni che più stanno loro a cuore: il finanziamento della (loro) scuola privata e la modifica della legge 194. Sui punti caldi della passata legislatura - coppie di fatto, normative sulla fecondazione assistita o sulle malattie terminali - possono stare tranquilli: non se ne farà nulla. Circa le perplessità sulla questione del finanziamento delle strutture ecclesiastiche tramite l’otto per mille continuerà l’efficace congiura del silenzio stampa e mediatico.

    Per il resto adotteranno una strategia di pressione indiretta. Magari attraverso l’uso spregiudicato delle regioni (si veda l’atteggiamento anticipatore del governatore della Lombardia, Formigoni). E soprattutto terranno sotto tiro le velleità laiche del Partito democratico.

    Il partito veltroniano rimane sostanzialmente sprovveduto e impreparato ad affrontare la nuova situazione. Si lascia ricattare dalle ridicole accuse di «laicismo». Si lascia intimidire dalla proclamazione della «non negoziabilità dei valori». Non osa spostare i termini della laicità dai problemi del credere/non credere alla questione centrale della democrazia che riguarda la piena legittimità di tutte le visioni morali della vita, razionalmente e pubblicamente argomentabili.

    Si tratta ovviamente di problemi impegnativi e difficili, che sono affrontabili soltanto con un soprassalto culturale e politico che in questo momento non si vede da nessuna parte. Tanto meno in una cultura di centro-destra che nasconde la sua povertà e le sue contraddizioni dietro lo zelo verso la dottrina della Chiesa. È il tempo del «compiacere» berlusconiano.

    Tratto da LA STAMPA del 07/06/2008

  2. #2
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    Non condivido per niente questo intervento politicamente "interessato" di Rusconi altro dispensatore (non si capisce in virtù di quale investitura)del verbo laico. Oltre tutto,l'intervento si apre con una affermazione attribuita a Berlusconi, che non mi pare il premier abbia mai pronunciato.Se l'avesse pronunciata davvero(mi si citi però la fonte)si tratterebbe di una frase infelice.
    Per il resto,mi pare un elenco di intenzioni e disegni attribuiti a Berlusconi e a questo governo che si vuole dipingere come "nemico della laicità".
    Un processo alle intenzioni privo di qualsiasi riscontro.
    omar proietti

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Lincoln Visualizza Messaggio
    l'intervento si apre con una affermazione attribuita a Berlusconi, che non mi pare il premier abbia mai pronunciato.Se l'avesse pronunciata davvero(mi si citi però la fonte)si tratterebbe di una frase infelice..
    Per il nostro Lincoln l'unica cosa importante è non parlar mai male di Berlusconi.

    "Il mio governo non può che compiacere il Papa"

    Ringrazio il Papa per l'apprezzamento sul nuovo clima che si è instaurato in Italia con l'avvento della nostra parte politica al governo. Noi facciamo riferimento al Ppe e per il Vaticano questa è una cosa apprezzabile. Noi siamo dalla parte della Chiesa: crediamo nei valori della tradizione cristiana, nel valore irrinunciabile della vita, nel ruolo e nel valore della famiglia, nella difesa dei diritti umani, della solidarietà, della giustizia, della tolleranza. Rispettiamo chi è più debole: malati, bambini, anziani, emarginati. Siamo sullo stesso piano su cui opera la Chiesa". Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla vigilia dell'incontro che avrà con Papa Benedetto XVI alle ore 11.

    http://notizie.tiscali.it/articoli/p...state_123.html

  4. #4
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    Se la fonte è questa,si conferma in effetti che Berlusconi quella frase così come è stata riportata da Rusconi,non l'ha mai pronunciata.Tutt'al più gli si può rimproverare avendo incontrato il Papa in qualità di premier e non di leader di un partito affiliato al PPE, un eccesso di zelo politico unitamente ad un eccesso di captatio benevolentiae e di ruffianeria tipici peraltro del personaggio in questione.
    Quanto ai valori della famiglia,dei diritti umani,della solidarietà,della giustizia e della tolleranza e al rispetto dei più deboli e degli emarginati, ci credo anch'io che sono laico.Non mi risulta che siano valori di esclusiva pertinenza della Chiesa e di chi si professa cattolico.
    omar proietti

  5. #5
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    beh la si sa che la famiglia è uno dei grandi valori della destra, in effetti tutti i capoccia di famiglie ne hanno tutti almeno due.

    Per quanto riguarda la tolleranza e la solidarietà, poi, ci hanno vinto le elezioni battendo su questi temi, grazie ai loro media gli italiani stanno diventando ogni giorno piu' tolleranti e solidali che mai, ha fatto bene n Silvio a ricordarglielo al Papa che è merito suo se siamo diventati una nazione gentile.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    beh la si sa che la famiglia è uno dei grandi valori della destra, in effetti tutti i capoccia di famiglie ne hanno tutti almeno due.

    Per quanto riguarda la tolleranza e la solidarietà, poi, ci hanno vinto le elezioni battendo su questi temi, grazie ai loro media gli italiani stanno diventando ogni giorno piu' tolleranti e solidali che mai, ha fatto bene n Silvio a ricordarglielo al Papa che è merito suo se siamo diventati una nazione gentile.
    Solo che non è stato gentile verso donna Veronica inziare le visite ufficiali proprio da dove la sua presenza sarebbe stata di un qualche imbarazzo.
    Questo a riprova di come il capo dello stato vaticano, abbia sempre ben presente il ruolo di capo religioso, ed i capi di stato e di governo ad inchinarsi davanti a chi non riconosce nemmeno il loro matrimonio.

 

 

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