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Discussione: Storico precedente

  1. #1
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    Smile Storico precedente

    da Repubblica


    Scuse storiche di Stato con un discorso del premier in Parlamento
    e un fondo di 2 miliardi di dollari da destinare a ex studenti e discendenti


    Il Canada chiede scusa ai nativi
    "Risarciremo abusi e violenze"


    I bimbi indigeni venivano strappati alle famiglie e costretti all'integrazione
    Un'inchiesta scoprì soprusi fisici e sessuali in oltre 100 istituti con 150 mila vittime
    di MARCO GRASSO



    Manifestazione dei nativi canadesi

    THOMAS Loutit ha passato otto anni in quella scuola. Otto anni in cui è stato obbligato a cancellare la sua identità culturale e etnica. Otto anni in cui ha subito violenze sessuali. Michael Cachagee aveva 4 anni quando venne strappato alla sua famiglia e portato in una delle tante scuole religiose fondate e sovvenzionate dallo Stato canadese dal 1870 al 1970. Con una sola missione: "cristianizzare e civilizzare" gli indigeni. L'obiettivo, nelle parole di un alto funzionario degli Affari Indiani del 1920, era quello di "distruggere l'indiano finché è bambino".

    Questa sorte in cento anni ha travolto 150 mila piccoli appartenenti ai gruppi etnici aborigeni Inuit, First Nations e Metis. Frammenti di vite spezzate a cui oggi il governo del Canada, per bocca del Primo ministro Stephen Harper, chiederà ufficialmente scusa. Non solo. Per 90 mila di loro, tra cui figurano sopravvissuti e discendenti, riceveranno un risarcimento miliardario, di 2 miliardi di dollari.

    Una prima commissione governativa cha ha coinvolto tutte le parti in causa, comprese le comunità e diversi rappresentanti religiosi, ha concluso nel 1996 che il programma ha danneggiato in maniera irreversibile generazioni di aborigeni e ha distrutto la loro cultura. Il primo risultato del gruppo di lavoro è stato quello di fare chiudere i battenti all'ultima di quelle 130 scuole. "Ne abbiamo voluto fare parte - dice un portavoce ecclesiastico - perché volevamo dire la nostra. Non tutti hanno partecipato a quegli abusi".

    Che il vento sia cambiato si intuisce anche dalla dichiarazione del ministro degli Affari Indiani, quello attuale, Chuck Strahl: "E' un rispettoso e sincero riconoscimento di un'estesa devastazione culturale, che ha compreso traumi fisici, abusi sessuali, e continua a perseguitare quelle generazioni anche oggi". L'atto ha seguito di pochi mesi quello del governo australiano nei confronti degli Aborigeni. Ma il Canada è andato più in là, e oltre alle scuse ufficiali ha aggiunto un risarcimento economico.

    A occuparsi del compenso sarà una commissione creata con parte dei 4,9 miliardi di dollari, cifra più alta della storia del Paese, raggiunta al termine di un accordo tra governo, confessioni religiose e rappresentanti indigeni, al termine di una class action promossa dai nativi. Riceveranno un risarcimento tutti gli studenti delle scuole incriminate, mentre un'ulteriore somma andrà alle vittime di abusi sessuali. A coordinare la commissione sarà Harry LaForme, primo e unico aborigeno a essere nominato giudice di Corte di Appello. LaForme viaggerà attraverso il Paese per ascoltare storie di studenti, insegnanti e testimoni e per educare i canadesi sul "lato oscuro della storia del Paese".

    Stasera il Canada si fermerà. Maxi-schermi sono stati allestiti in molte città per seguire il discorso di riconciliazione del primo ministro. Il Parlamento fermerà tutti i lavori. C'è grossa attesa anche tra le associazioni dei nativi, che oggi sono più di un milione. Alcuni di loro, soprattutto Inuit (quelli che un tempo venivano chiamati eschimesi, termine oggi considerato dispregiativo) e Metis (discendenti di famiglie indiane incrociate con europei), protesteranno perché i risarcimenti vengano allargati alle persone escluse perché le loro scuole non fanno parte della "lista nera".

    Le comunità indigene puntano il dito verso quel programma di colonizzazione, non solo culturale, e lo ritengono alla radice degli alti tassi di suicidi (11 volte superiori tra gli Inuit e i First Nations rispetto agli altri canadesi) e di dipendenze da droghe e alcool che affliggono le loro comunità. Nonostante le minoranze etniche siano trattate relativamente bene in Canada, rimangono la parte più povera e svantaggiata del Paese.

    Cachagee ha passato dodici anni e mezzo in quelle scuole, dal 1944. "Sono stato picchiato, messo sotto l'acqua bollente, mi hanno obbligato a mangiare cibo andato a male, mi hanno chiamato in tutti i modi possibili - ricorda - ho sofferto grande rabbia e dolore. "Phil Fontaine, oggi leader della comunità dei First Nations, gruppo etnico discendente da varie tribù indiane, è stato uno dei tanti a subire violenze sessuali e uno dei primi a denunciarle: "Hanno inflitto qualsiasi tipo di abuso su bambini innocenti, ci sono migliaia di queste storie. Questo è un giorno storico, è importante che queste vicende si conoscano". E forse, dice qualcuno, questo giudizio è più importante per i carnefici che per le vittime.

    (11 giugno 2008)

  2. #2
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    Pero' anche a casa nostra.......


    da RAINEWS24

    Roma | 20 giugno 2008
    Il Codacons: l'ampliamento della base Usa di Vicenza non ci sarà

    Soldati Usa

    L'ampliamento della base Usa di Vicenza non ci sarà. Lo annuncia il Codacons, secondo il quale il Tar del Veneto avrebbe "accolto in pieno" il ricorso presentato dall'associazione. Il deposito della sentenza, attesa in un primo tempo per ieri, è avvenuto stamane.
    "Siamo in attesa di leggere le motivazioni della decisione - spiega il presidente, Carlo Rienzi - ma ci sembra una sentenza di grande sensibilità giuridica e civile che da' ragione a tutta quella parte di popolazione che lamentava si volesse modificare l'habitat e l'ambiente della città di Vicenza senza nessuna partecipazione dei cittadini".
    Nel motivare la decisione - spiega il Codacons in una nota - il Tar Veneto sottolinea che è mancata la consultazione della popolazione interessata, nonostante fosse prevista dal memorandum Usa-Italia.

    L'associazione dei consumatori elenca poi "i danni gravi" che con la richiesta di pronunciamento da parte del Tar ha voluto impedire, a partire dal "forte impatto sulla situazione ambientale ed urbanistica e rischi di danneggiamento delle falde acquifere" che l'allargamento della base avrebbe potuto creare.

    Secondo il Codacons, il Tar avrebbe accolto in particolare i dubbi manifestati sulla Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) depositata dalla Regione che - sottolinea l'associazione - "pur intitolata 'Progetto ovest', sembra riferirsi al vecchio progetto e non tenere in alcun conto il progetto alternativo richiesto dal Commissario Costa che prevedeva accesso alla base da nord". Sempre secondo il Codacons è da ritenersi "illegale anche l'autorizzazione del direttore generale del Ministero della Difesa senza la previa verifica ex ante delle condizioni apposte all'autorizzazione stessa".

  3. #3
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    Fuori tutte le basi straniere.

  4. #4
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    Dopo l'ottima decisione del Tar, ora il referendum popolare con il quale si esprimerà la popolazione vicentina, come già promesso da Variati per ottobre.

    No Dal Molin!

  5. #5
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Il nostalgico...

    La Russa: ricorso al Consiglio di Stato. No al referendum.

    http://www.agi.it/ultime-notizie-pag...m1016-art.html

    (AGI) - Roma, 21 giu. - "Manterremo gli impegni" con gli americani. E' quanto afferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa in una intervista al Corriere della Sera nella quale commenta la sentenza con cui il Tar del Veneto ha sospeso i lavori per l'ampliamento della Base Usa di Vicenza. "Abbiamo dato mandato all'Avvocatura di Stato di presentare ricorso al Consiglio di Stato - annuncia poi La Russa - per chiedere di poter riprendere i lavori della Base". Secondo il ministro della Difesa, "i cittadini non parteciperanno al referendum" che "fatto cosi ha valore zero". Comunque - aggiunge - "non ci faremo imporre le decisioni dalla piazza: il progetto - dice ancora La Russa - e' stato gia' modificato dal governo Prodi, l'aeronautica ha fatto dei sacrifici per venire incontro alla comunita'. Era tutto sistemato. Quel progetto, dopo le modifiche concordate va bene. Non deve essere cambiato".(AGI)

  6. #6
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    OK Via le basi militari straniere, e poi ... ? Noi abbiamo la forza di difenderci da soli ?

  7. #7
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    IL Malanese LaRuzza e un'allegra brigata



  8. #8
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    A proposito delle basi USA



    da Corsera


    21 giu 21:03
    Nucleare: scarsa sicurezza in basi Usa europee, anche a Brescia

    WASHINGTON - L'arsenale nucleare Usa in Europa non viene trattato con le procedure di sicurezza previste. Lo denuncia un rapporto interno dell'aviazione militare americana datato febbraio 2008, ottenuto solo ora dalla Federation of American Scientists (Fas). Tra le basi a rischio anche quella italiana di Ghedi Torre, in provincia di Brescia, dove sarebbero stoccati tra i 20 e i 40 ordigni nucleari. (Agr)

  9. #9
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