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Discussione: Grazie Irlandesi!!!

  1. #61
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    Cerchiamo di ritornare un po' più IT con un articolo, ben fatto come al solito, di Lucio Caracciolo.

    Il trionfo dell´euronoia
    di Lucio Caracciolo
    Dopo il no del referendum irlandese al Trattato di Lisbona le cancellerie sono in fermento. Non è la vittoria degli euroscettici ma degli euroannoiati. Ci vuole una terza fase della costruzione europea, con chi ci sta. Nel mondo multipolare abbiamo bisogno di un polo europeo.
    (articolo pubblicato su la Repubblica il 14/6/08)


    Si può superare la soglia dei cinquant´anni senza sapere a che sesso si appartiene? E vietarsi rigorosamente di indagare al riguardo? Pare proprio di sì, se parliamo di Unione Europea.

    Sappiamo bene quello che l´Ue non è né vuole essere – né Stato né mera alleanza fra Stati – ma preferiamo non indagare su che cosa sia o voglia diventare. E´ un´entità sui generis, stabilisce l´eurolingua brussellese, offrendo così il suo contributo alle più disinibite teorie transgender. Ma dopo il "no" irlandese al Trattato di Lisbona possiamo continuare a far finta di nulla? A non chiederci che tipo di casa stiamo costruendo, chi è abilitato ad accomodarvisi e per quale scopo? Possiamo.

    Tale è almeno la convinzione dei leader europei, non importa se di destra, di centro o di sinistra, se francesi o lettoni, ciprioti o portoghesi. I quali sanno benissimo che se affrontassero la questione alla radice – se tentassimo di stabilire fini e confini dell´Unione Europea – rischierebbero la cacofonia. Ognuno disegnerebbe la propria Europa. Ispirata alla propria storia, geografia, cultura. Riferita alla percezione dei propri interessi e del proprio elettorato, che a oltre mezzo secolo dai Trattati di Roma resta rigorosamente nazionale.

    Sicché, un minuto dopo che le agenzie avevano battuto la notizia del rigetto irlandese di questa sorta di testo unico europeo – lungo quanto un codice ma ancor meno leggibile – nei palazzi di Bruxelles e nelle cancellerie continentali ci si interrogava su come rimediare a un risultato che fino a ieri non si era inteso prendere in considerazione. Si studiavano sofisticati meccanismi per aggirare le conseguenze di un paradosso tipicamente europeista: a tre milioni di elettori irlandesi è stato affidato di decidere per quasi mezzo miliardo di europei.

    E ciò perché Dublino aveva aperto un varco nel consenso di tutte le altre capitali dell´Unione: siccome oggi qualsiasi trattato europeo sarebbe brutalmente bocciato dagli elettori, meglio non sottoporglielo. Classico riflesso paternalista dell´ortodossia brussellese: l´Europa è fatta per gli europei non dagli europei. Meglio lasciar scegliere chi sa, per il bene di tutti.

    E´ per questo che dopo lo schiaffo olandese e francese alla cosiddetta "Costituzione europea", quasi tutti i governi avevano optato per la ratifica del nuovo testo – grosso modo quello vecchio, meno il riferimento costituzionale nel titolo, indigeribile dalle opinioni pubbliche più nazionaliste – passandolo allo scontato vaglio dei parlamenti. Se poi la piccola Irlanda si rivolgeva ai cittadini, poco male. Si pensava che quel paese miracolato dai quattrini comunitari non avrebbe rifiutato il "sì". Forse omettendo di considerare che proprio perché avevano ottenuto dall´Europa quel che loro interessava, la passione degli irlandesi per l´impresa comunitaria aveva perso d´intensità.

    Sarebbe però affrettato rubricare il voto irlandese come vittoria degli euroscettici. Ciò presuppone l´esistenza di un soggetto Europa di cui dubitare. Ma qui manca il soggetto. A meno di non qualificare tale quell´entità sui generis di cui nemmeno i periti in European studies – nuova branca dell´entomologia – riescono a determinare senso e natura. Certamente il Trattato di Lisbona non aiuta a discernere il profilo dell´Unione, fondata sul principio, caro a Delors, per cui "l´Europa avanza mascherata". Oppure qualcuno immagina che gli elettori irlandesi si siano torturati nell´esegesi dei suoi 418 articoli?

    Più che dagli euroscettici, il rifiuto emana dagli euroannoiati. Per i quali vale l´osservazione di Ralf Dahrendorf: "Quel che c´è di peggio nell´Unione Europea è la noia mortale che circonda la maggior parte dei temi che vi si affrontano". E, potremmo aggiungere, il clima nebbioso e furtivo in cui vi si decide di questioni vitali per la nostra esistenza.

    Il trionfo dell´euronoia è una pessima notizia. Se lo scetticismo è il sale della democrazia, la noia ne è il nemico più insidioso. In questa pseudo-Europa indecifrabile e geneticamente à la carte si diffonde il virus che assimila le scelte etico-politiche alla pura tecnica. Sicché non abbiamo bisogno di leadership politica – il "che fare" – ma di competenze pratiche – "come fare".

    Il marchio distintivo dell´Ue è infatti la sottrazione di importanti quote di sovranità alla sfera democratica – quella degli Stati – per trasferirla in un ambito che, con qualche ottimismo, potremmo battezzare parademocratico. Nel senso che Commissione e Parlamento europeo offrono una parodia delle procedure democratiche, ma non configurano affatto un sistema democratico. Non per la maligna volontà di qualcuno. Per il semplice fatto che la democrazia presuppone lo Stato. Ciò che l´Unione non è.

    Vi sono certo Stati non democratici, ma non democrazie senza Stato. La questione che il referendum irlandese torna a proporci e che i nostri governanti vorranno schivare è semplice: vogliamo una democrazia europea? Se no, conviene rinunciare alla democrazia o all´Europa? Se sì, in quale Stato e con quali frontiere? Diamo una risposta chiara a queste domande. Magari sotto forma di una breve, solenne dichiarazione. Poi sottoponiamola al voto di tutti i cittadini dei paesi comunitari.

    Dalla lezione irlandese potrebbe così scaturire la terza fase della costruzione europea. La prima, quella eroica, ha preso impulso dalla catastrofe della guerra: allora le Comunità europee erano sinonimo di riconciliazione franco–tedesca, integrazione nell´Occidente antisovietico e relativo benessere. La seconda fase, annunciata dall´unificazione tedesca e dal suicidio dell´Urss, ha prodotto Maastricht: l´ultimo urrà del funzionalismo, che pretendeva di transustanziare l´economia in politica, l´euro in integrazione geopolitica. La terza dovrebbe prendere atto del fallimento di quell´alchimia. Per costruire un progetto europeo con chi ci sta e senza chi ne diffida. Oppure per rinunciarvi. Nella chiarezza e nella democrazia.

    Viviamo in un mondo multipolare senza un polo europeo. Ci sta bene? Vogliamo che altri decidano per noi e su di noi? Sarebbe ben curioso che nello spicchio di mondo dove è stata concepita la liberaldemocrazia, se ne celebrasse il funerale con tanta indifferenza.
    Probabilmente né a Roma né a Parigi né a Berlino – non parliamo di Londra, Varsavia o Riga – si vive un senso di emergenza. La parola d´ordine è business as usual. Ai nostri governanti questa Unione indefinita e indefinibile va benissimo. In fondo, resta fedele al motto di Jean Monnet: "L´essenziale non è sapere dove andare, ma andarci". Astuto. Il guaio è che gli irlandesi, dopo olandesi e francesi, confermano che si può prendere in giro qualcuno a lungo o molti per qualche tempo, non tutti per sempre..

  2. #62
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca Beccaria Visualizza Messaggio
    Se argomenti mi fa anche piacere...
    Cosa vorresti "democratizzare"? Il patto di stabilità? La presidenza della Bce? Le direttive (che poi vengono attuate dagli stati come gli pare)?

  3. #63
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    Da democratizzare e da rendere partecipativo ce n'è, altro chè

  4. #64
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    Non esistono i Popoli, non esiste la loro autodeterminazione in quanto in una struttura sociale, riferita a un qualsiasi gruppo umano (Italiani,Europei,Palermitani,ecc...) in qualche misura questa autodeterminazione tende a mancare. Nel contesto odierno gli Stati Nazionali non possono essere più garanti della grande tradizione civile Europea con cui fino a questo secolo abbiamo prosperato, Nonostate io non sia entusiasta di questo trattato e nonostante penso che l' Europa, come tutti i grandi stati che si stanno formando su questo pianeta, si stia muovendo verso un abbassamento della qualità del diritto della libertà, questo avviene per condizione storiche, e io penso sia necessario, non un male necessario , ma solo necessario, che non si arresti il processo di unificazione degli Stati Europei in quanto gli Stati Nazionali sempre più si fanno garanti di un Non-Diritto. Gli Stati Nazionali non sono più idonei storicamente, tutto qui, ed è anche inutile parlare di Popoli, più che altro la gente pensa al propio cortile perchè mai nella storia dell' umanità e decaduto così tanto come oggi nel 21° secolo il concetto di Popolo e di Nazione.

    Napolitano lo sa bene, egli è un Europeista con un sogno, e percepisce che lo stato nazionale non riesce più a tutelare un diritto reale dei cittadini perchè debole e delegittimato, al momento si può avere solo un forte e autolegittimato grande stato Europeo che possa essere garante di un diritto, minore in qualità a quello attuale, ma più efficace sulla carta, quello che noi dobbiamo fare e far migliorare nel tempo questa situazione e riportarla a livelli ottimali, non arrestarla.

  5. #65
    CATANIA 2-0 PALERMO - HAHAHAHA
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Ma a te sembra normale che 852 000 persone possano bloccare un processo che ne coinvolge 400 milioni ?
    Ma certo.

    Per approvare il trattato, tutti i paesi dell'Unione europea devono dire sì. L'Irlanda ha detto no.

    Comunque, una domanda - ti sembra normale che pochissimi persone, nelle migliaia (i parlamentari dei paesi europei), possono approvare un trattato del genere senza coinvolgere i 400 milioni di cui tu parli?

    Ci dovrebbe essere un referendum pure in Italia.

    Purtroppo però, l'Unione europea non crede nella democrazia, perché teme molto dare l'ultima parola ai cittadini. È uno schifo, e solo questo motivo giustifica la bocciatura del trattato di Lisbona.

    Adesso si ricomincia da capo, ed i cittadini, gli elettori vengono davvero coinvolti.

  6. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Ma a te sembra normale che 852 000 persone possano bloccare un processo che ne coinvolge 400 milioni ?
    Vedi dove sbagli? Consideri quegli 800.000 e passa come parte assoluta di un unico corpo. Non è così! Altrimenti gettiamo tutti i trattati internazionali nel cestino per la raccolta della carta e torniamo al modello Vestfaliano.
    Lo hanno ratificato 18 paesi, quindi non direi che sono proprio 400.000.000 i coinvolti finora. Inoltre il fatto che il Trattato sia demandato al popolo è un fattore altamente democratico. Andrebbe messo a referendum anche da noi, come suggerisce la Lega. Anche noi potremmo dar sorprese...
    Inoltre bisogna vedere se il miliardario "eccentrico" che ha denunciato l'irregolarità della ratifica inglese del trattato, riuscirà nella sua battaglia legale, volta a portare ad una consultazione popolare per la questione.

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da L. Lawliet Visualizza Messaggio
    Non esistono i Popoli, non esiste la loro autodeterminazione in quanto in una struttura sociale, riferita a un qualsiasi gruppo umano (Italiani,Europei,Palermitani,ecc...) in qualche misura questa autodeterminazione tende a mancare. Nel contesto odierno gli Stati Nazionali non possono essere più garanti della grande tradizione civile Europea con cui fino a questo secolo abbiamo prosperato, Nonostate io non sia entusiasta di questo trattato e nonostante penso che l' Europa, come tutti i grandi stati che si stanno formando su questo pianeta, si stia muovendo verso un abbassamento della qualità del diritto della libertà, questo avviene per condizione storiche, e io penso sia necessario, non un male necessario , ma solo necessario, che non si arresti il processo di unificazione degli Stati Europei in quanto gli Stati Nazionali sempre più si fanno garanti di un Non-Diritto. Gli Stati Nazionali non sono più idonei storicamente, tutto qui, ed è anche inutile parlare di Popoli, più che altro la gente pensa al propio cortile perchè mai nella storia dell' umanità e decaduto così tanto come oggi nel 21° secolo il concetto di Popolo e di Nazione.

    Napolitano lo sa bene, egli è un Europeista con un sogno, e percepisce che lo stato nazionale non riesce più a tutelare un diritto reale dei cittadini perchè debole e delegittimato, al momento si può avere solo un forte e autolegittimato grande stato Europeo che possa essere garante di un diritto, minore in qualità a quello attuale, ma più efficace sulla carta, quello che noi dobbiamo fare e far migliorare nel tempo questa situazione e riportarla a livelli ottimali, non arrestarla.
    Non saranno forse più dei garanti, ma in una fase multipolare non cè via di scampo senza una vera unità europea.

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Ma a te sembra normale che 852 000 persone possano bloccare un processo che ne coinvolge 400 milioni ?
    Il punto è che il processo non coinvolge 400 milioni di persone.... io sono andato sulla pagina wikipediana del Trattato è ho calcolato quanta gente ha votato a favore del Trattato fuori dall'Irlanda e sono arrivato a 4750 persone.

    In Irlanda se si fosse votato in parlamento ci sarebbero stati solo 6 voti contrari....e in molti paesi dove il Trattato è stato approvato con ampie maggioranze parlamentari dei referendum popolari lo avrebbero bocciato.

    Al di là dell'essere pro o contro.... c'è un palese problema di rappresentanza della volontà popolare.

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da L. Lawliet Visualizza Messaggio

    Napolitano lo sa bene, egli è un Europeista con un sogno, e percepisce che lo stato nazionale non riesce più a tutelare un diritto reale dei cittadini perchè debole e delegittimato, al momento si può avere solo un forte e autolegittimato grande stato Europeo che possa essere garante di un diritto, minore in qualità a quello attuale, ma più efficace sulla carta, quello che noi dobbiamo fare e far migliorare nel tempo questa situazione e riportarla a livelli ottimali, non arrestarla.
    Non per dire, ma Napolitano dicendo quello che ha detto, ha trattato come paria il popolo Irlandese nella sua interezza. Che abbassi un attimo la cresta. Come si permette di dire una cosa del genere?
    Il popolo italiano nemmeno si è pronunciato su quel trattato. Non è detto che l'esito sarebbe stato diverso da quello irlandese.
    Poi una cosa che non posso concepire: se manca la legittimazione alla base, come speri che il vertice ce l'abbia? Non puoi fondare una casa comune degli europei, se le stanze non comunicano bene, sono sporche, hanno ognuna dei differenti problemi. Per diventare una federazione, ha bisogno innanzitutto di essere meno ipocrita. Non si è mai visto, nemmeno nelle dittature più brutte, un sistema non democratico che pretenda che i suoi componenti siano tutti democratici.

  10. #70
    Omia Patria si bella e perduta
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    Non esistono i Popoli, non esiste la loro autodeterminazione in quanto in una struttura sociale, riferita a un qualsiasi gruppo umano (Italiani,Europei,Palermitani,ecc...) in qualche misura questa autodeterminazione tende a mancare. Nel contesto odierno gli Stati Nazionali non possono essere più garanti della grande tradizione civile Europea con cui fino a questo secolo abbiamo prosperato, Nonostate io non sia entusiasta di questo trattato e nonostante penso che l' Europa, come tutti i grandi stati che si stanno formando su questo pianeta, si stia muovendo verso un abbassamento della qualità del diritto della libertà, questo avviene per condizione storiche, e io penso sia necessario, non un male necessario , ma solo necessario, che non si arresti il processo di unificazione degli Stati Europei in quanto gli Stati Nazionali sempre più si fanno garanti di un Non-Diritto. Gli Stati Nazionali non sono più idonei storicamente, tutto qui, ed è anche inutile parlare di Popoli, più che altro la gente pensa al propio cortile perchè mai nella storia dell' umanità e decaduto così tanto come oggi nel 21° secolo il concetto di Popolo e di Nazione.

    Napolitano lo sa bene, egli è un Europeista con un sogno, e percepisce che lo stato nazionale non riesce più a tutelare un diritto reale dei cittadini perchè debole e delegittimato, al momento si può avere solo un forte e autolegittimato grande stato Europeo che possa essere garante di un diritto, minore in qualità a quello attuale, ma più efficace sulla carta, quello che noi dobbiamo fare e far migliorare nel tempo questa situazione e riportarla a livelli ottimali, non arrestarla.
    La realtà ti smentisce ogni giorno perché gli stati nazionali sono ancora oggi gli attori della scena internazionale e questo vale per quelli grandi (Stati Uniti e Russia), per quelli medi (Iran e Venezuela) e per quelli piccoli (Singapore e Libia).

    Il Trattato di Lisbona e la precedente Costituzione europea sono stati fermati dal voto di popoli e io per popolo intendo una comunità di cittadini.

    Non esiste un sogno europeo, solo l'incubo dell'infallibilità della BCE.

 

 
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