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Discussione: "Si va avanti"

  1. #101
    Federalista Europeo
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    Citazione Originariamente Scritto da Leader Maximo Visualizza Messaggio
    è proprio la mutazione di Maastricht e del PSC che non mi piace... in sostanza non fanno altro che togliere strumenti di politica economica agli Stati nazionali per darli progressivamente ad un ente (la BCE) che dovrebbe attuare una politica monetaria unica per tutta l'eurozona... e visto che la BCE non risponde direttamente alla popolazione europea come invece facevano i governi nazionali con le banche centrali nazionali, mi sembra che il livello di democraticizzazione sia calato più che aumentato.
    Una buona politica economica inoltre nasce da un mix tra politica fiscale e monetaria.. quando la politica monetaria è unica per Paesi strutturalmente diversi ed inoltre persegue instancabilmente sempre lo stesso obiettivo (lotta all'inflazione) è chiaro che posson sorgere dei problemi
    Hai perfettamente ragione, ci sono contraddizioni evidenti nella situazione attuale.
    Ma allora, visto che la BCE non risponde direttamente alla popolazione europea, così come le banche nazionali rispondono ai governi degli stati, la cosa più logica non è creare un vero governo per l 'eurozona? Cioè, un governo con tutti i crismi: stato e potere statuale, partecipazione popolare alla scelte politiche, voto e sanzione elttorale... mi sembra difficile che la situazioen possa reggere ancora per molto, e mi sembra ancora meno possibile immaginare che un ritorno ai governi nazionali possa essere di qualche aiuto.

    no grazie, non cedo sovranità ad organi che per le loro azioni non rispondono direttamente a chi li ha eletti.. ed il Trattato di Lisbona non andava certo in questa direzione
    Sono daccordo con te, anche se propriamete è una delega (reversibile) di sovranità, non una cessione (irreversibile, e sancita dalla creazione di uno stato).
    Poi questa storia della BCE completamente indipendente non è proprio corretta:

    Yesterday the German Chancellor has declared ““If we decide to subject the actions of the ECB to political contingencies, there will always be one or several countries with good grounds to influence the ECB. I say beware: we need crystal-clear principles or we will shake confidence in the euro” (Financial Times 11-06-08).

  2. #102
    Federalista Europeo
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    Predefinito Una Falsa Unione Non Puo’ Essere Riformata

    Comunicato stampa del Comitato per lo Stato Federale Europeo -

    Il risultato del referendum irlandese sul trattato di Lisbona non ha fatto che mettere ancor più in evidenza uno stato di incapacità decisionale e di confusione che di fatto era già palese. Il fatto che il NO ad un trattato così modesto, che non mette in gioco alcun significativo trasferimento di sovranità nazionale a livello europeo, sia prevalso in uno dei paesi che ha maggiormente beneficiato negli ultimi trent’anni dalla sua adesione alla Comunità europea, conferma quanto distanti i partiti ed i leaders politici siano ormai dalle opinioni pubbliche e come il futuro dell’Europa sia lasciato al caso. Nonostante i successi conseguiti in diversi campi, l’Unione europea resta una falsa unione, in cui qualsiasi riforma è condannata ad essere annacquata da mille reticenze, ambiguità e rallentamenti. L'avventura
    dell'unificazione del continente, che ha consentito all'Europa occidentale di godere di oltre mezzo secolo di pace e di prosperità, sta quindi minacciando seriamente di fallire.

    E' legittimo sperare che l'Unione europea possa portare a compimento negli anni a venire ciò che essa non è stata capace di fare fino ad oggi? La risposta è no.

    Molti uomini politici in Europa, anche se non vedono con chiarezza l'obiettivo dell'unità federale, sanno che la salvezza del continente passa per un rafforzamento radicale delle istituzioni dell'Unione.
    Ma le loro dichiarazioni e le loro proposte, fino a che vengono avanzate nell'attuale quadro a ventisette suonano inevitabilmente come velleitarie e propagandistiche. E' urgente che essi si rendano conto del fatto che in questo quadro qualunque progetto che si proponga di realizzare una solida unione politica, quale che sia la sua forma, è ormai divenuto impraticabile. E qualcuno sembra incominciare a capire che la sola via attraverso la quale il processo può riprendere e diventare irreversibile è quella di un
    cambiamento del quadro.
    La responsabilità di questa azione profonda ricade sui Paesi fondatori e in primo luogo dalla Francia e dalla Germania. Ad essi spetta il compito di:
    - rilanciare la costruzione europea fuori dai Trattati esistenti, che ormai non offrono margini di progresso in senso federale;
    - sottoscrivere un patto federale, attraverso il quale gli Stati disposti a farlo trasferiscano a livello europeo la sovranità in campo militare e nella politica estera;
    - assumere l'impegno di convocare un'Assemblea costituente da eleggere nei paesi che abbiano sottoscritto e ratificato il patto, con il mandato di redigere la costituzione dello Stato federale europeo aperto a quanti vorranno aderirvi, a partire da quei paesi che hanno già aderito all’euro.
    13 Giugno 2008

  3. #103
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    Insomma sti qua rigettano la teoria dei piccoli passi sognando che la classe dirigente europea divenga europeista.
    Sognano che i cittadini dell'UE, attanagliati da crisi economica, incoscienti del sistema politico europeo, impauriti dagl effetti negativi della globalizzazione, drogati dai media si ribellino a un sistema che nemmeno conoscono.
    Se seguissimo i cittadini nei momenti di crisi economica e sociale come l'odierno saremmo già presto tornati ai dazi e all'esercito ai confini.
    In questo momento serve come il pane un elite illuminata, è vero, ma questa non passa dai governanti di francia e germania ma dalla continua operazione dei piccoli passi. Ha funzionato per 50 anni, funzionerà ancora.
    Ripeto che condivido molto di quello che dite sulla necessità di un'Europa (in parte) diversa ma non capisco tutta questa utopia aleggiante di chi sogna euronuclei o rifondazioni dall'inizio (tipo EuropeCountry).

    Io credo che si debba aspettare i fenomeni naturali che si stanno palesando da tempo. Non servono analisi acerbe come le attuali di coloro che già vogliono governi europei. Sarà l'evidenza della necessità di chiudere i baracconi chiamati stati nazionali che ci darà l'opportunità di crescere.
    Piano piano si stanno svuotando gli stati nazionali, quando si sarà finita questa operazione arriverà la democrazia compiuta e totale, ma per questa serve che gli stati nazionali vengano cancellati perchè accettare una democrazia sopra le loro teste significa auto-negare ciò che molti credono, ossia che la democrazia possa avere luogo solo all'interno degli stati nazionali. Gli stati nn si uccidono tutto di un colpo: è un processo parziale, lungo e necessario. A piccoli passi.

  4. #104
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    Tendenzialmente sono anche io per la politica dei piccoli passi, ma bisogna anche saperli fare, e con l'andazzo Convenzione - Costituzione - Lisbona abbiamo raggiunto il peggio

  5. #105
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    E magari alcuni che oggi brindano all'Irlanda fino ad ieri la citavano come esempio del fatto che l'Unione europea era sbilanciata e fosse meglio uscirne.

  6. #106
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    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    E magari alcuni che oggi brindano all'Irlanda fino ad ieri la citavano come esempio del fatto che l'Unione europea era sbilanciata e fosse meglio uscirne.

  7. #107
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1987 Visualizza Messaggio
    Insomma sti qua rigettano la teoria dei piccoli passi sognando che la classe dirigente europea divenga europeista.
    Sognano che i cittadini dell'UE, attanagliati da crisi economica, incoscienti del sistema politico europeo, impauriti dagl effetti negativi della globalizzazione, drogati dai media si ribellino a un sistema che nemmeno conoscono.
    La teoria dei piccoli passi puo' funzionare per un po'... prima di fare i passi decisivi. si poteva accettare il periodo di transizione prima del mercato unico, del serpente monetario e dei parametri prima della moneta unica, per integrare realtà sociali-politiche-economiche molto diverse tra loro. E poi? che passi intermedi ci sono ancora da fare? o si accetta lo status quo ad libitum o si procede. non c'è molta alternativa...
    Nessuno sta sognando che la classe dirigente sia già europeista, o lo diventi tutto d'un tratto: c'è una semplice considerazione da fare. Gli stati hanno una dimensione, i problemi da affrontare una più grande. Quando si ferivica un problema cosa fanno gli stati? provano a risolvere la cosa nell'ambito nazionale... vedi ad esempio il problema (ormai imbarazzante) dell'energia. Ci prova l'Ungheria a far l'accordo con la Russia, l'Italia a mandr l'Eni in Nigeria... quanto durerà la situazione non completamente ostile e quando cominiceranno le richieste indiane e cinesi a lasciarci senza una goccia di petrolio? Un governo, quando si trova alle strette cerca delle soluzioni... i federalisti propongono/tengono sul campo l'opzione federale della creazione di un potere di diverse dimensioni.


    Se seguissimo i cittadini nei momenti di crisi economica e sociale come l'odierno saremmo già presto tornati ai dazi e all'esercito ai confini.
    In questo momento serve come il pane un elite illuminata, è vero, ma questa non passa dai governanti di francia e germania ma dalla continua operazione dei piccoli passi.
    Non saranno il massimo Merkel e Sarko, non saranno Mitterand e Khol, ma senza accordo accordo/iniziativa franco tedesca che Europa vuoi fare? Spagna Portogallo e Estonia e Italia...? L'Europa passa da lì. Credo di averlo scirtto almeno 600 volte il perchè, ti cerchero qualche vecchio thread...


    Ha funzionato per 50 anni, funzionerà ancora.
    Ti sembran pochi 50 anni??? son 5o anni che si fanno piccoli passi... siamo ancora in porto, quando prendiamo il largo? E poi, per 40 anni abbiamo auto la gabbai bipolare, poi qualche anno di unipolarismo... adesso siamo in pieno balance of power.

    Ripeto che condivido molto di quello che dite sulla necessità di un'Europa (in parte) diversa ma non capisco tutta questa utopia aleggiante di chi sogna euronuclei o rifondazioni dall'inizio (tipo EuropeCountry).
    Rifondazione dall'inizio.... pensa al Bund tedesco rifondato con la federazione (in quel caso monarchica) bismarkiana o al passaggio radica.le tra gli articles of confedertion e la federazione in USA e vedi che non sono tanto teorie aleggianti. aleggianti mi sembrano le tua quando credi che si possa continuare a vivere in queste condizioni, tutto sommato accettabili (non siamo ancora alla fame) per altri 50 anni...

    Io credo che si debba aspettare i fenomeni naturali che si stanno palesando da tempo. Non servono analisi acerbe come le attuali di coloro che già vogliono governi europei. Sarà l'evidenza della necessità di chiudere i baracconi chiamati stati nazionali che ci darà l'opportunità di crescere.
    A sì, e chi poi prenderà la decisone di crescere? I 237 governi delle regioni indipendenti una volta smantellati i govenri. Auguri, già vedi come sia difficile mettere d'accordo 27 paesi, figuarti quando sarà il Veneto a doversi accordare col tirolo, con la slovenia, con le 20 germanie...

    Piano piano si stanno svuotando gli stati nazionali, quando si sarà finita questa operazione arriverà la democrazia compiuta e totale, ma per questa serve che gli stati nazionali vengano cancellati perchè accettare una democrazia sopra le loro teste significa auto-negare ciò che molti credono, ossia che la democrazia possa avere luogo solo all'interno degli stati nazionali.
    Ma i detto, sono un fedralista europeo, voglio estendere la democrazia oltre gli stati nazionali. Ma tu ragioni come se la democrazia possa esistere fuori dagli stati tout court... abbiamo visto quanto può essere democratica l'Onu, la lega delle nazioni, la stessa UE... alla fine sono i poteri costituiti in stato a dettare le regole del gioco, decidere se accettarle e poi ad averla vinta.

    Gli stati nn si uccidono tutto di un colpo: è un processo parziale, lungo e necessario. A piccoli passi.
    50 anni di integrazione e la mazzata russo/sino/indo/americana?

 

 
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