Cari amici, possiamo parlare della Guarda de Fier di Codreanu como uno movimento tradizionale?


Cari amici, possiamo parlare della Guarda de Fier di Codreanu como uno movimento tradizionale?


Non credo. Ricordo che Guènon metteva in guardia il buon Lovinescu dal cercare di trovare la Tradizione in simili movimenti...
Un saluto,
Talib
“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”
Proverbio arabo


Comunque si scrive "Garda de Fier".
Anch'io credo che la G.d.F. (NB da non confondersi con la nostra Guardia di Finanza!) - nonostante presentasse un contenuto di "spiritualità" maggiore di qualunque altro movimento para-fascista, nazionalista, o conservatore dei suoi tempi, fosse anch'essa un fallimento, dal punto di vista tradizionale. Ritengo che nessun integrismo sia più possibile in campo cristiano, senza automaticamente finire per andare a servire fini demoniaci.
Micrea Eliade - nonostante non abbia mai rinnegato la sua militanza giovanile - non volle più saperne.
C'è un altro scrittore tradizionalista rumeno novecentesco, Micrea Tamas, ma non so che cosa ne pensasse.


La Guardia di Ferro servì fini demoniaci? Ma siamo pazzi?!?!


En cuanto a la "Guardia de Hierro", lo que me dice no me parece completamente tranquilizador; desconfío siempre de ciertas "revelaciones" y "misiones" (no he visto sino demasiadas cosas de esa clase); y no pienso que actualmente un movimiento "exterior" cualquiera, en Europa, pueda realmente estar fundado sobre principios tradicionales. Me parece lo mejor el mantenerse todo lo posible al margen de todas esas actividades, que no pueden ser más que inútilmente peligrosas.
[Guénon, Lettera a Vasile Lovinescu, 28 agosto 1936]
Può darsi ci sia un altro accenno alla questione nella corrispondenza con Lovinescu, ma -a quanto mi ricordi- questo è il più esplicito in materia.
"In girum imus nocte et consumimur igni"


Non mi sembra abbia detto questo (in ogni caso chiarirà Ormriauga, se vuole). In ogni caso, sicuramente nell'ascesa e nell'opera del Nazismo tedesco c'è stato lo zampino del "Cattivone"... di riflesso, chi l'ha servito ed appoggiato, in buona o in mala fede, non ha certo fatto gli interessi delle forze della Tradizione (come, ovviamente, non l'ha fatto chi stava dall'altra parte... ennesima dimostrazione che gli ausiliari del Misericordioso non confondono mail il Re del Mondo col Principe di questo mondo).
Eliminata ogni ambiguità sulla questione "tradizionalità o meno della Guardia di Ferro", ci si può ora permettere di citare anche un aneddoto curioso, sul quale non esprimo alcun commento. La moglie di Codreanu ha raccontato in un'intervista di diversi anni fa, che due anni dopo la morte del Capitano, la sua salma fu prelevata dalla fossa comune nella quale era stato sepolto, e che con gran stupore di tutti, essa era incorrotta. Il che, nella Chiesa ortodossa come in quella cattolica, è un segno di santità.
Un saluto,
Talib.
“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”
Proverbio arabo


So per testimonianze umane indirette e per fonti bibliografiche che in alcune chiese ortodosse il Capitano viene rappresentato con l'aureola propria dei santi.
Al di là di questi particolari, penso che basti studiare l'operato dei diversi Cuib e l'operato dei singoli legionari per rendersi conto di quanto esso fosse addirittura antitetico al nazismo. Anzi, aggiungerei che, escludendo il nemico comune, nazismo e Guardia di Ferro non avessero nessun punto di convergenza. Sono stati più gli avvenimenti storici che non la visione del mondo a farli marciare l'uno di fianco all'altro. (n.b. con questo non voglio buttare a mare l'esperienza delle Waffen SS, specialmente la componente rexista e cattolica di Leon Degrelle, ultimo cavaliere della Tradizione).
Infine vorrei far notare una cosa: l'operato dei Cuib rumeni è forse l'unica esperienza moderna in chiave politica di perfetta e armonica fusione del piano ascetico-contemplativo con quello dell'azione.


Infatti non ho affatto detto quello. (Lo dice uno a cui è capitato quasi di commuoversi alla lettura di certi brani del Capitano).
In ogni caso, comprendo la retoricità della risposta-esclamazione di Sikeliòtes nel suo valore semantico 'supersegmentale', più che letterale.
Il mio avviso è - ribadisco - che non è più possibile, in àmbito cristiano, alcuna Controffensiva partendo da un'istanza integr(al)ista. E non lo era già più nella prima metà del Novecento. Solo che lo si doveva ancora capire (sperimentare storicamente).


Punto 1) Io veramente non capisco: spiegami quale sarebbe la demarcazione tra integralismo e integrismo (o meglio: coerenza) e soprattutto perchè dovrebbe essere abbandonata una via sulla base di un successo o insuccesso empirico.
Punto 2) Il cristianesimo non ha alcuna controffensiva da portare avanti: ha solo anime da salvare.
Punto 3) (ma questo non è indirizzato a te, è più una "risposta-esclamazione" - per usare i tuoi superbi termini - nei confronti di un mondo cieco!) Di tradizionalismi ad hoc senza autorità non se ne può più.


Punto quattro : che ne dici di una camomilla?
1) Non "sulla base di un successo o insuccesso empirico" ma sulla base degli effetti, casomai - che è cosa diversa. Non sto certo rimproverando alla Guardia di Ferro di ... avere perso.
2) Perfettamente daccordo.
3) Anche di neo-integrismi fatti di ego non smorzato, e giustificato con cause teologiche, non se ne può più. (Ma questo, naturalmente, non è indirizzato a te ... ).