



La presenza dell’esercito rappresenta una presa in giro sia per i cittadini che per le forze armate.
Non è con loro che si risolve il problema.
E’ inutile pattugliare le strade quando succede che le forze dell’ordine arrestano qualcuno e poi questi, entro brevissimo tempo, viene rimesso in libertà.
Questo comportamento è una incentivazione voluta e programmata alla delinquenza.
Questo segue un preciso dettato di dimostrare a tutti il mondo che il paese italico è il luogo dove esiste la massima libertà per delinquere.
Questa forma di abbindolare i cittadini assicurandoli attraverso una tuta mimetica non è sufficiente. I cittadini non hanno necessità di panacee ma di realtà .
Pertanto la casta partitocratrica non è solamente colpevole di raggiro della popolazione, ma è doppiamente colpevole che, con la scusante di una situazione creata appositamente di disordine, può far accettare il principio di usare l’esercito.
Per fortuna che questa operazione è il segnale che la democrazia è stata abusata e pertanto si è resa l’opinione mondiale consapevole in quale abisso siamo caduti.
Nessuno politico del mondo crede che l’esercito serva per l’ordine pubblico in rapporto alla delinquenza.


E' una presa in giro.
2500 soldati sparsi in tutta Italia a fare pattugliamenti per sei mesi = una presenza impalpabile per la popolazione = utilità 0%.
un azione seria, giusta o sbagliata che fosse, sul territorio nazionale richiedeva altri numeri. questa invece è una pupazzata a effetto a cui molti hanno abboccato.
nel frattempo silvietto provvede a salvarsi un altro pezzetto di chiappa.


Vista sotto l’ottica di contenere la delinquenza spicciola dilagante hai perfettamente ragione.
Tuttavia occorre dare atto che il numero crescerà immancabilmente visto anche la riposta positiva di arruolamento da parte dei militari.
Ma se il numero dei soldati lo vedi attraverso la sua funzione di contenere movimenti di massa di cittadini allora sono più che sufficienti.
Allora non è il più numero che conta, ma il deterrente psicologico della eventuale possibilità di volume di intimidazione grazie alle armi.
Poi per certe operazioni che sono in testa della casta partitocratrica non tutti i militari sono adatti.


A chi e a cosa serve l' esercito nelle città:
http://www.frontefriulano.org/public...16.06.2008.pdf


Però dobbiamo essere obbiettivi.
La Padania è una colonia ma nessuno vuole ammetterlo.
roma ci assecondava non facendo vedere in modo appariscente il nostro stato di schiavitù.
Praticamente siamo dei servi, ma non vogliamo atteggiarsi a tali.
Per 50 anni vi è stata una assurdità storica.
Nel mondo vi è una colonia che non è occupata da un esercito coloniale.
E’ vero che siamo comandati da legati romani di rigorosa altra origine etnica culturale, ma quando questo diventa evidente, per essere “”in””, abbiamo sempre detto nulla altrimenti passiamo per razzisti, e questo fa poco fine.
Però adesso siamo alla frutta, è vero che il petrolio costa appena 140 dollari al barile, è vero che i cereali sono aumentati solo del 40% , è vero che per adesso esistono solamente delle velate constatazioni di un magnate russo del metano che preconizza il petrolio a 250 dollari al barile: tuttavia qualcuno, non perfettamente consapevole di essere carne da sfruttamento, incomincia scalpitare.
Conseguentemente roma, con grande rincrescimento, ha detto apertamente che non può più partecipare alla sceneggiata di non avere un suo esercito per occupare le sue terre che non danno più affidamento.
Pertanto il fatto che adesso avremmo un esercito aumentato in due giorni per legge di 500 unità , è anche colpa nostra.
Se incominciamo a sbuffare, la partitocrazia non ci aiuta più nella nostra recitazione di far finta di non essere dei semplici schiavi con le caratteristiche contrattuali dei servi della gleba.
Tuttavia ci hanno detto di stare tranquilli che non ritorneranno più i periodi come a Torino in Piazza San Carlo ed a Milano con Bava Beccarsi quando i soldati erano disposti su due linee con l’ordine “prima fila in ginocchio, fuoco”.
Adesso con due colpi in aria sparisce qualsiasi assembramento.
E questo lo sappiamo tutti ecco perché con 3000 soldati, roma ritiene che basti ed avanza.


da Corsera
All'assembela Confesercenti
Berlusconi: «Contro i blocchi antidiscarica userò la forza, basta con la deriva anarchica»
Il presidente del Consiglio di fronte ai nuove proteste: «Non si può
consentire a nessuna minoranza di occupare ferrovie e autostrade»
Silvio Berlusconi
NAPOLI - Il premier ritorna sul caso Campania e in generale sulle proteste che paralizzano ogni giorno l'Italia da nord a sud, DAI CAMIONISTI AI PESCATORI. «Non si può consentire a nessuna minoranza a occupare ferrovie e autostrade: lo Stato difenderà la legalità usando la forza con l’esercito». Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all’assemblea di Confesercenti, ribadisce la linea dura annunciata qualche giorno fa a Napoli, proprio mentre in quelle zone sono in corso manifestazioni di protesta: dalle auto-lumaca sulla tangenziale all'occupazione di strade e municipalità
«FOLLIA DEMAGOGICA» - «Se siamo in questa situazione - attacca - è per la follia demagogica del passato. Ora ho in mano la soluzione e non torneremo verso l’anarchia. Lo Stato non verrà meno al suo ruolo altrimenti cesserebbe di essere se stesso». Quindi un avvertimento a chi pensa di alzare di nuovo barricate quando la scelta della discarica di Chiaiano sarà definitiva: non saranno consentite proteste estreme e interverrà la forza pubblica.
Le manifestazioni di protesta a Chiaiano (Pressphoto)
DERIVA - Berlusconi aggiunge: «Dobbiamo recuperare la legalità. Non sarà più consentito una deriva anarchica che il paese stava pericolosamente prendendo. Non consentiremo più che una minoranza organizzata non rispetti la legge, blocchi i lavori, occupi strade o ferrovie. Garantiremo legalità e sicurezza. Se lo Stato non garantisce questo perde la sua legittimazione - insiste - ma io su questo ho le idee ben chiare».
IRRESPONSABILI - Oltre che contro le derive anarchiche il premier punta il dito anche contro certi «comportamenti irresponsabili» che ha potuto verificare definendo l'immondizia per strada una «pura follia demagogica» che ha portato un danno gravissimo all'immagine dell'Italia e di Napoli nel mondo, al made in Italy e al turismo. «Io - ha assicurato - sono lì a risolvere questa tragedia che vede un paese non saper risolvere uno dei problemi più semplici e credo di avere in mano le soluzioni. Ma - ha aggiunto - mi muovo tra mille difficoltà. Non voglio aprire polemiche - ha quindi concluso - ma veramente a volte mi cade il cuore davanti a certi comportamenti irresponsabili».
25 giugno 2008
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Occhi aperti: è in atto la strategia internazionale per tenere i popoli sotto stretta sorveglianza e reprimere ogni dissenso.
Silvio e Maroni intanto ce ne danno un' assaggio per abituarci gradualmente.
Poi il Trattato di Lisbona unificherà il trattamento per tutti quanti.
25 giugno 2008
AREA RASSEGNA STAMPA | Esteri | Rassegna stampa
Vietato protestare
Vittorio Sabadin - La Stampa
I giornali inglesi la buttano in politica e vedono nel voto in programma per oggi alla Camera dei Comuni l’ennesima occasione nella quale il governo di Gordon Brown potrebbe andare sotto.
Ma la legge che verrà votata (e che quasi sicuramente sarà approvata) a Westminster avrà conseguenze molto più importanti e in un certo senso anche storiche.
Per la prima volta, uno Stato democratico impedirà ai cittadini di fare valere le loro proteste quando un’autostrada, un aeroporto, una ferrovia, una centrale nucleare o un impianto eolico deve essere costruito sul loro territorio.
E’ la fine di una espressione tipicamente inglese, ma diventata abituale in tutte le democrazie: «not in my backyard», non nel mio cortile, che in Italia è stata applicata all’alta velocità della Valle di Susa come agli inceneritori dell’immondizia di Napoli, per non parlare di quando si riaprirà seriamente il dibattito sul ritorno al nucleare: sono opere sicuramente necessarie, ma - per favore - fatele da un’altra parte.
Come tanti governi europei, anche quello di sinistra di Gordon Brown è stanco di assistere alle continue proteste delle comunità locali ogni volta che si parla di nuove opere che rivestono un’importanza strategica, come le turbine eoliche e le moderne centrali nucleari che dovrebbero ridurre la dipendenza dal petrolio. La legge inglese prevede che i cittadini possano trascinare in giudizio il governo e che le decisioni possano essere riviste. Gli avvocati pronti a perorare cause non mancano e anche nei casi migliori passano anni prima che si arrivi ad una soluzione definitiva.
La nuova legge, il Planning Bill, stabilirà che sia un comitato formato da esperti, nominati dal governo, a decidere in quali località installare i nuovi impianti o fare passare le ferrovie ad alta velocità (il Network Rail è già pronto a realizzare sei nuove tratte), costruire dighe o centri di raccolta e di riciclaggio dei rifiuti, senza che le comunità locali abbiano la possibilità di esprimersi. «E’ un’iniziativa antidemocratica - ha detto all’Independent Naomi Ludhe Thompson, dell’associazione Amici della Terra - che impedisce alle persone di essere coinvolte in scelte che modificheranno la loro vita. Finora la gente poteva chiedere un’indagine, convocare testimoni ed esperti, ma ora potrà solo protestare inutilmente senza che il governo sia obbligato a rispondere».
Molti parlamentari, sia laburisti che conservatori, hanno espresso dubbi sul provvedimento, che conferirà tutti i poteri ad un comitato che nessuno avrà eletto. Dal loro punto di vista, oltre alla democrazia, bisogna difendere la rappresentatività parlamentare e - anche se non lo dicono - la possibilità di sfilare in testa al corteo di protesta ed essere intervistati dalla tv. John Grogan, uno dei leader dei laburisti ribelli, ha spiegato che c’è un limite ai vantaggi del governare attraverso anonimi comitati di esperti. «Ogni progetto deve avere una firma sotto, deve avere un parlamentare che si alzi e spieghi alla gente perché è necessario». Il leader dell’opposizione, David Cameron, sostiene che il provvedimento «è un divorzio dal processo democratico, che priva le persone del fondamentale diritto di esprimersi sia a livello nazionale che locale».
Nonostante un’opposizione trasversale è molto probabile che il progetto venga approvato. Brown lo ha limato in questi giorni per renderlo più accettabile con «comitati di verifica» che dovrebbero evitare di trasformare la commissione in un organo dittatoriale. Inoltre, dopo due rinvii, il giorno del voto è stato scelto con cura: alla vigilia dell’elezione del deputato di Henley al posto del nuovo sindaco di Londra, Boris Johnson. L’elezione sarà un affare tra conservatori e liberal-democratici e molti parlamentari dell’opposizione saranno nel collegio per la campagna e non voteranno.
Comunque la si giudichi, la nuova legge inglese costituirà un precedente importante per tutte le democrazie che sono alle prese con sfide che non riescono a governare. Forse, se vorremo fermare la Cina, dovremo come i cinesi fare prevalere l’interesse pubblico su quello privato, almeno nelle grandi opere. Inoltre, molti autorevoli esperti sostengono che la crisi dell’energia, del cibo e dei mutamenti climatici rappresentano ormai un pericolo maggiore del terrorismo per la sicurezza nazionale degli stati.
Per affrontarlo con la fretta che è necessaria, sembra pensare Gordon Brown, non c’è altro modo che sospendere la democrazia (come è stato in parte fatto per combattere Al Qaeda), togliendo la parola a tutti gli ostinati difensori dei cortili di casa.


L’era della democrazia con impostazione illuminista sta fornendo risultati deludenti per la globalizzazione
Diventa sempre più difficile imporre la volontà ai popoli.
Nell’intervallo di tempo necessario per arrivare ad impiantare obbligatoriamente un cip ad ogni essere umano, forse hanno deciso che l’esercito è ancora sempre l’antico, mai obsoleto miglior mezzo di convincimento di massa.
Un esercito che non risenta e non sia inquinato dal senso popolare dovuto alla coscrizione obbligatoria, ma dipenda dalla paga del soldato mercenario.

