KOSOVO, PREMIER SERBO TADIC APRE A IPOTESI PARTIZIONE

BELGRADO - La Serbia insiste nella rivendicazione della propria sovranita' sul Kosovo - la provincia a maggioranza albanese autoproclamatasi indipendente il 17 febbraio scorso -, ma e' pronta a ''considerare'' come ultima opzione anche l'ipotesi di una spartizione, laddove ogni altro sbocco dovesse rivelarsi impraticabile. Lo ha detto il presidente serbo, il filo-europeo Boris Tadic, aprendo per la prima volta in modo esplicito la porta a una prospettiva di divisione territoriale della regione, finora rigettata ufficialmente tanto dai serbi quanto dagli albanesi, oltre che dalla comunita' internazionale.

Intervistato dall'emittente B92, Tadic si e' mostrato convinto che vi siano ancora spazi negoziali per superare la secessione di febbraio (giundicata peraltro da Pristina come un passo definitivo e avallata dalla maggioranza dei Paesi occidentali, sebbene non dalla Russia ne' dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu) e ''trovare una nuova soluzione nel quadro del concetto di autonomia sostanziale'' del Kosovo.

Se questo auspicio dovesse fallire, egli si e' detto tuttavia ''pronto a considerare anche l'opzione'' di una spartizione: facendo riferimento indirettamente al possibile distacco dal resto del Kosovo dell'area di Kosovska Mitrovica, l'enclave settentrionale (limitrofa alla Serbia) in cui si concentra cio' che resta della minoranza etnica serba della ex provincia e su cui Pristina non esercita di fatto alcuna autorita'.

''Ogni iniziativa - ha sottolineato il presidente a tal proposito - e' legittima, poiche' tutto e' preferibile a una situazione nella quale una parte ha perduto tutto e un'altra ha tutto guadagnato''. ''L'indipendenza unilaterale - ha concluso Tadic - non ha portato stabilita''' nei Balcani. (ANSA)
30/09/2008 16:26