Questo pensiero è il mio pensiero.Lungi dal voler essere il "dizionario" del perfetto comunista, voglio soltanto dire la mia sulle cose che fanno allontanare un simpatizzante, e rendono vana la propaganda.
A volte, molte volte, per la verità, i libri più impensati danno perle di saggezza.
La saggezza sembra un opzional per il comunista, ma tuttavia "cuore caldo e mente fredda" sono parole molto sagge.
Cuore caldo e mente fredda, poichè nel comunista deve esistere la passione per le proprie idee, e tenere d'occhio l'obiettivo, senza perderlo di vista, tutto deve concorrere al raggiungimento dell'obiettivo. Quindi le dispoute personali, le riparazione delle offese vanno in secondo piano, davanti alla meta da raggihngere, che appagherà molto di più di oggni tipo di soddisfazione personale.
Ricordo come i compagni dei miei primi anni di lavoro, erano pazienti spiegandomi ogni cosa, a loro devo molto, e come invece mi urtavano i "sapientoni" che ti parlavano con disprezzo. Ora se questi ultimi avessero avuto una meta, invece della volontà di mettere in mostra il loro sapere, spesso un psuedo sapere, non avrebbero causato in me e molti giovani una repulsione. Insegnare il comunismo, è un po come fare il padre, insegnare senza avere modi e atteggiamenti di superiorità, senza voler avere ragione a tutti i costi, rimandando magari una cosa importante alla prossima discussione, e magari sorvolando sulle non importanti.
Un comunista non deve mettere timore, deve anzi, invitare a parlare, giovani e meno giovani, dialogare, magari iniziando non con frasi trite e ritrite e slogan, ma con parlare semplice, che si possa capire. Il tempo farà il resto.
Il comunista non deve dare atteggiamento di persona superiore, ma di persona alla mano, in modo di poter attivare la simpatia e il dialogo anche con i semplici, le persone timide. Ma non deve perdere il rispetto e deve comunque farsi rispettare, con dolcezza ma severità se richiesta.
Dalle parole del Ché : "siate duri senza perdere la tenerezza".
Eskimo63°