Liberalizzazione della gestione dell’acqua insieme ad altri ‘bla’ -decisamente subordinati- formeranno il d.l. d’anticipo sulla prossima finanziaria, come da piano triennale di Tremonti. Sicuramente qualcosa sarà frutto di copincolla da Bersani, ma ciò che ci allarma -e che dovrebbe di molto allarmare gli italiani- è proprio la ‘privatizzazione dell’acqua’. L’acqua, insieme al sole, è la vita, non solo dell’umano essere, ma di tutto il resto che -a torto o a ragione- ha consentito il diritto d’esistere ‘a gratis’. Siamo arrivati al punto in cui per esistere dobbiamo pagare in denaro, che così chi non lo possiede muore? Parrebbe di si, in armonia con la politica planetaria verso coloro, non possidenti d’acqua e neppur di pecunia, stanno estinguendosi (crepando). Le acque minerali che vanno da quella che ti salva il fegato a quella che ti fa dimagrire hanno già puppato -grazie ai consumatori credenti- ma evidentemente, oltre agli irriducibili bevitori da rubinetto, molto si può ancora lavorare su docce, lavatrici et similia ed ecco il decreto che trasformò la francescana ‘sor aqua molto umile et casta’ in ‘sor acqua crestosa e puttana’.
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