





Il pane in città non è in mercato di libera concorrenza ma in oligopolio collusivo.E' già stato provato che le panetterie fissano un prezzo concordato che lo vogliano o no per non far scattare i benefici della concorrenza.










E' la mia idea
E questo è un piccolo indizio di una supposizione ardita... Che la concorrenza non abbassa il prezzo dei beni.
Dirò un'altra cosa: quando apre un supermercato in questo sputo di città ci sono due tre mesi di sottocosto, e la gente va, compra e diventa 'fedele'. Una volta fidelizzata la gente, i prezzi tornano sulle medie che gli altri distributori non hanno abbassato nel periodo di cui parlo.
Non sono studi accademici, ma risultati di ricerche sul campo (accompagnando la moglie)
E, già che ci siamo... Qui lo Stato non interviene (e se interviene è solo per proteggere il mercato come dovrebbe essere e non è)




quando la concorrenza è equilibrata, ovvero quando molti venditori possono coesistere i prezzi cmq tendono ad allinearsi verso il basso.
(nel modello di concorrenza perfetta infatti ci sono moltissimi venditori che vendono il medesimo prodotto a prezzo identico).
cmq la concorrenza offre il prezzo naturale.
sul fatto che possano esitere cartelli tra panettieri non ci credo, basta che uno non sia d'accordo e che fissi prezzi un po' più bassi per sottrarre moltissimi clienti agli altri.
la teoria dei giochi la trovo molto più affidabile delle paranoie sospettose.