Franco Bevilacqua. come avete potuto notare ho preferito mettermi un po' discosto dalle polemiche, che forse io stesso e la mia veemenza avevano in un certo modo suscitato.
ora mi sembra che sia il momento ed il caso di puntualizzare cio´che emerge dalle vostre e stesse risposte, anche tenendo conto che il quesito non era se i "comunitaristi" erano, sono o provengano dal marxismo o dal movimento comunista, ma, bensi, che cosa ci fanno andando nelle varie liste della sinistra con scritti e personaggi ambigui.
Inanzitutto un ringraziamento va ad Obzudi, che ha ripescato una controinformazione, peraltro datata, sull'argomento fatta dai compagni di alcuni collettivi romani.
Ma sembra che questi novelli "Goasthbusters" alla fine scrivano il 90% per cento di cose false. Ma come a solito di tale affermazione non si da ne spiegazioni, ne fonti. Forse come per i testimoni di geova e´nel libro: purtroppo non posseggo un tale libro ne testi esaustivi dove si possa fare la esegesi della vera verita´'
Un lavoro di contrinformazione tale ha richiesto anni di racolta, verifica ed anche rischi e non puo´ essere liquidata con l'accusa di falsita´se non si hanno e si diano prove di possedere una verita´altra. A menoche' non sia un atto di fede proveniente da creduloni ed adepti.
Ma piu´che la semplicioneria, la mancanza di ogni analisi er punti di discussione del"militante di base" nemau, cio' che spinge alla riflessione e' l'operazione pseudointellettuale della corradi che getta dentro anche il peso dei suoi titoli accademici.
Ma bisognerebbe risalire ad anni addietro per capire la stessa esistenza di un'uiversita' ad Arcavata, nata in moñenti di scambi, favori, patteggiamenti fra cricche e fibbie della politica. A chi chiedeva sviluppo per il sud fu contrbbandata un'universita' di cui ancora oggi non si capiscono le ragioni d'esistenza se non nel aver creato posti e sinecure per clientes et amicis (degli amici).
La corradi, prof. ed accademica in tale ateneo difende i comunitaristi, e lo fa parlando di tuutt'altre cose, in effetti facendo melina in modo intellettualoide sicura che nessuo abbia le conoscenze o lá mancanca di rispetto ai suoi titoli accademici per contradirla.
ma vediamo un po´: la prima affermazione e' sul significato e l'uso del termine "community" nella lingua anglosassone. So bene che lei ha studiato e vanta un titolo americano, di conseguenza dovrebbe sapere bene cosa si intende con questo termine e che neanche da lontano a la pur minima correlazione col comunitarismo (neologisma di coniazione italiana atto ad indicare una neoideologia ed una viosione politica.
"community" e "Community esprit" in anglo sassone indicano la comunita' degli abitanti di un quartiere che si organizzano, sia per renderlo piu´vivibile, sia per aver voce nei momenti di rivendicazioni verso le locali autorita'. Vi assicuro che cio´funziona bene e queste community ed associazioni di abitanti esistono da sempre ed in ogni quartiere. Cio´permette alle personi comuni di aver voce senza la mediazione e la dimenticanza di partitini, assessori ed altro.
Quindi la Corradi, ancora professoressa, ci paragona il comunalismo con il comunitarismo: Forse l'assonaza dei nomi servira´meglio all'ínganno?
Cosi incomincia con una sequela di movimenti antinglesi e di origine religiosa, nell'índia coloniale. Una sfilza di nomi ed opere da atterrire un comune mortale ed evitare a priori qualsiasi critica. Certo chi conosce l'argomento? chi la puo' contradire in un campo di cui ella crede di possedere il monopolio della conoscenza.
Si sbaglia e si contradice: primo perche´evita di parlare del piu´importante di questi movimenti: il "naxitalismo" (posso indicarvi il testo francese: Les naxitalistes, ed les nuit rouges, paris) movimento sia anticoloniale, sia anticaste e caso strano per lo piu' guidato da donne, ed abbastanza libertario tanto da essere definito banditismo.
I punti di correlazione con láttuale comunitarismo non li vedo, se non in una forzatura ideologica per dare basi nel tempo all'attuale comunitarismo.
Ed in piu´sulla base di tali cose ne deduce che i "comunitaristi" sono comunisti (neanche loro lo affermano) e decide di sbattere la porta di una lista dove manca il rispetto per professori, filosofi ed intellettuali anche se di nomina personale.
Certo che in un dibbattito vi e' bisogno di pluralita', ma anche di rettitudine e pulizia intelletuale; e nonostante mi sia sforzato nel minestrone propinatici dalla prof. non ho trovato buona fede, bensi parzialita' e partigianeria verso i comunitaristi.
Bene credo che preve abbia un posto anche per lei e che li trovera' un ambiente piu' adatto alle sue visioni.
franco




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