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Discussione: Matti Da Slegare

  1. #11
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    Sono molto impegnato anche sul fronte dell'assitenza a mio figlio. E' in una comunità e stò da mesi aspettando che si liberi un posto "contrattualizzato" o che la ASL decida di contrattualizzare il suo posto in aggiunta agli altri.
    Un impresa ciclopica, mi resta solo di chiedere una mano al Presidente della Repubblica !
    Nel frattempo pago la retta e di questo passo finiremo sotto ai ponti.
    A parte queste amenità mi piacerebbe attirare la vostra attenzione su una pratica che mi dicono comune nell'SPDC di nostra conoscenza:
    nei periodi delle feste (Natale, Pasqua) e durante i "ponti" i residenti nei CRT (reparti residenziali dei CPS per chi non lo sapesse) vengono inviati in ... vacanza nell'SPDC per permettere agli addetti dei CRT (infermieri e medici) di chiudere e godersi le loro vacanze !
    Guarda caso una delle persone che durante il periodo di Pasqua 2007 ho visto sul letto di contenzione all'SPDC me lo sono rivisto dopo pochi giorni al CRT.
    Cosa ne sai ?
    Se fosse una prassi comprovabile, ma i registri delle presenze e le motivazioni dell'invio all'SPDC saranno forse taroccati, sarebbe una notizia bomba da inviare in galera un pò di personaggi.
    Cosa mi dici ?

    ceriseb

    P.S.
    Chi ci legge e non ha frequentato gli SPDC o i CPS ci prenderà per matti ma ... provare per credere. Si parla tanto dello scandalo dei carceri dei Talebani o di altre atrocità che succedono nel mondo ma a volte basterebbe girare l'angolo nelle nostre città per constatare le pazzie che siamo in grado di fare anche a casa nostra.
    Risposta:
    Questa cosa la sapevo ed è già stato fatto presente ai capi dipartimento, la risposta del nostro "amico" Leo è stata: "è una strategia terapeutica, molti la domenica tornano dalle famiglie così mantengono i rapporti, e quelli che vanno in spdc... serve per monitorarli". Come vedi sono stroonzii ma furbi e con questa minchiata stratosferica se la cavano anche legalmente!!!
    Un abbraccio, Alice.

  2. #12
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    e questi malati in itala con una legge SCELLERATA sono stati scaricati sulle FAMIGLIE!!!!!!

    un familiare certe cose non le deve vedere devono rimanere tra i curanti e il malato

  3. #13
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    Il Sistema Sanitario Nazionale non solo non mette a disposizione di chi soffre di disturbi mentali e dei suoi famigliari un'assistenza domiciliare ma non garantisce neanche un sistema di Pronto Soccorso.
    Per intenderci in caso di crisi gli addetti di una normale ambulanza di solito non intervengono perchè si ritengono (giustamente) incapaci ad affrontare questo genere specifico di emergenze, spesso suggeriscono l'intervento delle Forze dell'Ordine. Immaginate voi con quale competenza queste ultime possono agire e con quali effetti devastanti sull'equilibrio del malcapitato.
    Non resterebbe quindi che "convincere" l'interessato a farsi accompagnare al più vicino Ospedale attrezzato con un pronto soccorso psichiatrico, ammesso che vicino sia.
    Pensate che ormai esistono ambulanze attrezzate per fronteggiare emergenze cardiache piuttosto che pediatriche. Il disturbo mentale invece non viene considerato ! Ancora una volta un problema fai da te per i genitori / parenti.
    Poi leggendo i giornali apprendiamo di qualche disperato che si è buttato giù dalla finestra o che a preso a pugni il vicino di casa. Ma il parente, il vicino, l'amico che in genere si erano accorti da tempo di comportamenti "strani" chi avrebbero dovuto chiamare, a chi si sarebbero dovuti rivolgere: ai CPS, all'assistente sociale ? Ma ... non diciamo ...... "sciocchezze" !
    Basta, mi stanno di nuovo ricrescendo le unghie.


    http://www.forum.rai.it/index.php?sh...703&=f30&st=80

  4. #14
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    E' un po' off-topic (non tanto) ma guardateli, si parla di sistema sanitario nazionale, e dei problemi di comunicazione coi pazienti:

    http://it.youtube.com/watch?v=uZPLfdP_Syw

    http://it.youtube.com/watch?v=si9VkF3aU9o&...feature=related

    http://it.youtube.com/watch?v=NMLpMITjpzc&...feature=related

    Avevo anche un video migliore di una puntata di Minoli con tutto il cucuzzaro su questa cosa, ma non lo trovo...

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    ascolta (anzi, leggi) che io ci sto lavorando proprio in questi giorni, e sto facendo tirocinio proprio in una struttura manicomiale (Struttura Psichiatrica Diagnosi e Cura) dove entrano i malati un fase acuta e/o in seguito a TSO (trattamento sanitario obbligatorio); il ricovero dura una settimana, eventualmente rinnovabile, ma quasi mai si protrae per 340 gg
    Le cinture di contenzione le ho viste coi miei occhi, ma sono molto più morbide di quelle raccontate nel post di apertura: consentono di arrivare a toccarsi la faccia con entrambe le mani, che possono arrivare quasi a congiungersi
    certo, io non posso sapere cosa succede in tutti gli SPDC italiani, per cui ci vado cauto
    Versione Completa: L'assistenza psichiatrica
    ceriseb21 May 2008, 11:15
    Appunti mattacchioni

    Alla fine degli anni ’80 avevo deciso di separarmi, mia moglie afflitta da anni da gravi disturbi psicotici non poteva dedicarsi ai due figli di dieci e quattordici anni e tanto meno al menage famigliare, la mia intensa attività professionale mi portava tra l’altro a frequenti viaggi all’estero. Avevo quindi preso questa non facile decisione per salvaguardare il mio equilibrio indispensabile ad accudire ai figli. Prima di parlarne con mia moglie ho chiesto udienza allo psichiatra che l’aveva in cura convinto di ricevere da lui suggerimenti e consigli su come comunicare la decisione di separarmi alla sua paziente al fine di causarle la minore sofferenza possibile. L’illustre luminare mi ha cacciato dal suo studio dichiarando che da cattolico praticante e contrario al divorzio non voleva diventare mio complice.
    Il professionista, noto come uno dei padri della psichiatria italiana, fra i tanti riconoscimenti ricevuti durante la sua carriera è stato insignito della Medaglia d’Oro Albert Schweitzer per “L’umanizzazione della medicina”.

    All’età di 17 anni mio figlio ha cominciato a manifestare i primi esordi della schizofrenia, brutta bestia di cui purtroppo la psichiatria per ora capisce ben poco. Nel periodo che trascorre tra la diagnosi e l’assestamento della terapia possono accadere episodi d’aggressività e violenza che si manifestano spesso durante le ore serali o notturne. Peccato che non esista un servizio di pronto soccorso psichiatrico a domicilio, inutile rivolgersi alla guardia medica o al pronto soccorso che non intervengono in questi casi. In pratica si dovrebbe convincere il malato a farsi accompagnare di buon grado al pronto soccorso psichiatrico dell’ Ospedale attrezzato più vicino. Avete mai visto un mattacchione convinto di essere tale andare sua sponte in Ospedale ?
    Morale i malati e i famigliari devono arrangiarsi con il fai da te.

    Nel 2007 mio figlio è stato ricoverato d’urgenza nel reparto psichiatria dell’Ospedale Niguarda di Milano da dove è stato dimesso dopo circa due mesi. Dalla frequentazione del reparto ho imparato tante cose.

    Per riuscire a parlare con il Primario ed essere finalmente informato sullo stato di salute di mio figlio ho dovuto intraprendere una battaglia non da poco durata quasi una settimana. Alla fine, munito del viatico di indispensabili numerose e autorevoli raccomandazioni, mi è stata concessa udienza dall’illustre Primario Professore che con malcelata insofferenza mi ha informato sulla situazione.
    Grazie.

    Difficile riuscire a parlare con il medico di guardia che quasi sempre doveva recarsi altrove per una non meglio definita e ricorrente emergenza.
    Mi avevano insegnato che “l’emergenza” è una situazione occasionale imprevedibile ed eccezionale, ma quando diventa la prassi cos’è ?

    Al Niguarda viene messa a disposizione dei ricoverati un ambiente pomposamente chiamato “Sala Televisione” con tre scomodissime e scalcinate panchine di ferro, il posacenere è un piatto di plastica usa e getta che non viene mai gettato e sempre colmo di cicche, non vi è neanche un tavolo o una mensola.

    Nel corridoio non vi sono sedie ma in compenso è consentito sedersi per terra, l’orologio a muro segna ostinatamente sempre la stessa ora.

    Le camere, a due letti, sono fornite di una sedia.
    Meglio non incoraggiare la sedentarietà.

    L’accesso al reparto, ad “alta protezione”, tenuto chiuso a chiave, è consentito solo al personale medico e, negli orari previsti, ai rarissimi famigliari in visita. Il fatto che la maggior parte dei pazienti (quale migliore definizione !) non riceve visite e non ha contatti d’alcun genere con l’esterno non sembra costituire un problema.
    Forse è considerato parte della collaudata terapia: “quello che non strozza ingrassa”.

    Non circolano giornali né esiste un sistema audio per la diffusione di musica o delle notizie dal mondo esterno, cose che evidentemente non sono considerate utili per i ricoverati.
    Meglio non distrarli troppo.

    Le pareti delle camere e del reparto sono tenute rigorosamente spoglie forse perchè un poster con un’anonima vista delle montagne o del mare potrebbe stimolare inconsulti impulsi d’evasione.

    Durante i mesi caldi i più fortunati possono sperare di ricevere dai parenti in visita un gelato che và rigorosamente consumato subito, non è consentito conservarlo nel frigo del reparto.

    Ai pazienti per i quali è necessario ricorrere al letto di contenzione, dopo averli denudati, è riservato il conforto e la compagnia degli altri malati e dei famigliari in visita.
    Certo una buona e rilassante terapia per tutti nel pieno rispetto della privacy e della dignità del malato.

    Ai mattacchioni che spesso si soffermano dietro al vetro della porta d’ingresso sognando la libertà viene concessa la consolazione di fare quattro passi in un piccolo cortiletto ingentilito al centro da un quadrato di erba incolta tipo savana circondato da un camminamento ricoperto di cicche. Mi ricordo quando da piccolo mi portavano allo zoo a vedere le scimmie che freneticamente e quasi in preda a moto perpetuo passavano dalla zona protetta dai vetri a quella “aperta”, la differenza è che nella zona “aperta” il pavimento era ricoperto dalle bucce d’arachidi. Le scimmie non fumano.

    La manovra delle tapparelle non è consentita agli ospiti e queste sono generalmente lasciate alzate cosicché i pazienti si svegliano all’albeggiare proprio come i polli d’allevamento.

    Gli orari sono come quelli degli altri reparti: sveglia prestissimo, prima colazione, visita intorno alle 10 del medico di turno o del Primario seguito dal codazzo di assistenti deferenti, colazione alle 12 cena alle 18,30. Durante il resto della giornata niente, non resta che confrontarsi con i propri incubi.
    Perché non proporre per qualche giorno gli stessi orari al primario e agli assistenti ?

    Durante le visite del mattino i medici chiedono ai pazienti di raccontare i sogni della notte, per fortuna a me non è mai stato chiesto, ho evitato una denuncia per sognati atti d’aggressione.

    Ho avuto l’impressione che i pazienti entrino come esseri umani per essere poi trattati come cose.
    Forse la mentalità manicomiale, nonostante la legge 180, non ha ancora abbandonato gran parte degli psichiatri.

    I famigliari: chi sono ?
    Un fastidioso impiccio ai quali rifilare il mattacchione quando è dimesso, in genere più “nervoso” di quando è entrato.

    Ma i pazzerelloni chi sono ? Gli ammalati o i medici ?
    Ardua risposta, credo che nel nostro Paese l’assistenza psichiatrica debba fare ancora molta strada.
    A molti psichiatri proporrei di sognare, solo sognare, di avere un figlio ricoverato in un reparto psichiatria, le cose migliorerebbero subito.



    http://www.forum.rai.it/index.php?sh...703&f=30&st=10

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da pacatamente Visualizza Messaggio
    e questi malati in itala con una legge SCELLERATA sono stati scaricati sulle FAMIGLIE!!!!!!

    un familiare certe cose non le deve vedere devono rimanere tra i curanti e il malato

    Come spesso accade, non son d'accordo con te...
    I malati devono essere tolti alle cure di questi pseudomedici, alcuni (non tutti) dei quali invece di curare gli ammalati, cercano solo di renderli innoqui, di farli sopravvivere, a volte con criteri assai discutibili...

    Questa ragazza di cui porto la testimonianza (ma se andate sul link ne troverete altre) i problemi maggiori li ha avuti proprio dalle cure che ha subito, medicinali su medicinali, a dosi da cavallo, a volte mischiati in cotail letali, a volte con medicinali che a niente servivano, ma somministrati perchè di moda...

    Qualcuno di voi ha mai sentito parlare del comparaggio farmaceutico?

 

 
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