[quote=Eginardo;8078017]François Thual, Il mondo fatto a pezzi, Edizioni all'insegna del Veltro, Parma 2008, pp. 130, € 15,00
Con la secessione del Cossovo, il numero degli Stati formalmente “indipendenti” è arrivato a centonovantaquattro, contro la cinquantina di Stati che esistevano nel 1945. A che cosa corrisponde questa proliferazione? Quali sono le forze che agiscono per frantumare il pianeta? Che cosa possiamo presagire da questa balcanizzazione mondiale? Questo fenomeno è un fattore di pace o di ulteriori conflitti?
François Thual mostra come il narcisismo identitario delle comunità etniche e la loro aspirazione a un’indipendenza puramente formale producano una polverizzazione geopolitica funzionale a una nuova strategia di dominio imperialista.
Lungi dal costituire un antidoto alla mondializzazione, la regressione tribale ne costituisce lo stadio avanzato.(STRONZATE!! E' L'ESATTO OPPOSTO SEMMAI...IL LOCALISMO E' IL PRINCIPALE NEMICO DELLA GLOBALIZZAZIONE E DELLA MONDIALIZZAZIONE ..soprattutto sotto l'aspetto economico, le multinazionali competono molto + facilmente in un mondo globale e "tutto uguale" che non in un mondo che conserva le culture e le peculiarità locali, e difatti guarda caso spingono in quella direzione..)del pianeta rappresenta uno dei fenomeni geopolitici più caratteristici del secolo appena iniziato.
L'Autore
François Thual (1944), ex funzionario civile del ministero francese della Difesa, insegna al Collège Interarmes de Défense e all’École Pratique des Hautes Études. (IL SUO CURRICULUM DIREI CHE E' UNA GARANZIA...FUNZIONARIO DI UN PAESE CHE E' IL PIU' CENTRALISTA E NAZIONALISTA D'EUROPA, SUL CUI MODELLO E' STATA FATTA L'ITAGLIA...SE LO DICE LUI SIAMO A POSTO..)Autore di una trentina di opere dedicate al metodo geopolitico ed alla sua applicazione in diverse zone del mondo, si è occupato in particolare di geopolitica delle religioni (Ortodossia, Islam sciita, Buddhismo).
COMUNQUE IL LOCALISMO O LE "SECESSIONI" NON POSSONO ESSERE CONSIDERATE UN BENE O UN MALE "IN GENERALE", PERCHE' DIPENDE SEMPRE DAL CONTESTO. A NOI SICURAMENTE CONVERREBBE STACCARCI DA UN PAESE ALTAMENTE CORROTTO, INEFFICIENTE, MALANDRINO, STRACCIONE E SEMPRE PIU' "TERRONE", SIA ECONOMICAMENTE SIA PER AVERE SERVIZI E QUALITA' DELLA VITA DECENTI, SIA CULTURALEMENTE PER NON ESSERE COMPLETAMENTE ANNIENTATI (SIAMO GIA' A BUON PUNTO) DALLA "CULTURA" MEDITERRANEA DEL CENTRO-SUD, E PER NON ESTINGUERCI....AD ALTRI POPOLI INVECE NON CONVIENE E INFATTI NON RIVENDICANO NULLA (VEDI ANDALUSI, OCCITANI, SICILIANI, NAPOLETANI E QUANT'ALTRO)
poi tale allarmismo è ridicolo in Europa, dato che si sta creando uno Stato europeo, e se cambiano i confini interni a livello di stabilità-instabilità non cambia nulla, ma anzi, si creano enti maggiormanete capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini (dando migliori servizi e avvicinando il potere al territorio), cosa che i grandi paesi, e soprattutto l'Itaglia, hanno dimostrato di non saper fare