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Discussione: Gherra!!!!

  1. #1
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Angry Gherra!!!!

    L’articolo sulla “NUOVA” di oggi riporta l’agghiacciante ipotesi, ora al vaglio dei tecnici del ministero delle Attività produttive, di costruire una centrale nucleare nel Cirras.

    Una simile eventualità, anche solo ipotetica, è sufficiente per lanciare un serio allarme sociale e politico che coinvolga tutto il Popolo Sardo, le cui conseguenze potrebbero essere molto gravi.
    C’è in gioco il futuro e la dignità di tutti i Sardi, e non, a cui sta a cuore l’avvenire dell’Isola.

    Il ritorno al nucleare, espresso dal Pdl nella campagna elettorale alle ultime elezioni politiche, dovrebbe indurre ad una immediata dichiarazione del Partito, contro ogni proposito del genere in Sardegna. Un evento simile a quello che viene agitato accentuerebbe ulteriormente la condizione di COLONIA dello Stato italiano con l’aggiunta della servitù energetica oltre a quella militare, e petrolchimica.

    A cosa infatti servirebbe l’energia prodotta, se non per essere trasferita, attraverso il nuovo cavo SA-CO-I, in “continente”?
    Non mi soffermo ora sugli eventuali apocalittici scenari che sconvolgerebbero un territorio estremamente sensibile nell’ecosistema esistente, sia naturale che antropico. A cominciare da una ulteriore “militarizzazione” di svariati kmq di territorio sottratti alle attività produttive agricole.

    Ed il Ministro, stando all’articolo, promette “un interessante tornaconto per chi ospiterà una centrale nucleare. Per esempio: il Comune e quindi i cittadini che vi risiedono avranno degli sconti sulle rispettive bollette”. Come se in Sardegna ci fosse qualcuno (se mai ce ne siano stati) “con l’anello al naso”. Affermazioni del genere, rischiano di apparire provocatorie. Tra l’altro, nel sito del Comune di Santa Giusta, sul cui territorio ricade la località di Cirras, viene annunciata per mercoledì 25 giugno la presentazione al pubblico del “Progetto impianto a ciclo combinato” per la produzione di energia elettrica, in totale contrasto con l’ipotesi nucleare.

    L’argomento in discussione, basterebbe per mandare all’aria, se mai ce ne siano state le intenzioni, qualsiasi accordo con il Pdl alle elezioni sarde de 2009.



    “LA NUOVA (Nuova Sardegna), 23 giugno 2008


    A Cirras la prima centrale nucleare sarda?
    L’ipotesi sarebbe già al vaglio dei tecnici del ministero delle Attività produttive

    ORISTANO. La piana di Cirras, tra Santa Giusta e Arborea, era stata proposta dal Pdl, nella recente campagna elettorale per le politiche, tra i siti in grado di ospitare una delle future centrali nucleari in Italia che usano le tecnologie di terza generazione.
    Questa ipotesi sarebbe ora al vaglio dei tecnici del ministero delle Attività produttive.
    L’analisi tecnica è legata a una serie di elementi che sono stati ritenuti fondamentali per ospitare una centrale atomica. Primo fra tutti, il fatto che la zona è antisismica. La Sardegna è infatti la regione geologicamente più vecchia d’Italia. In secondo luogo, la disponibilità di grande quantità d’acqua, altro elemento fondamentale, che verrebbe garantito dalla diga Eleonora d’Arborea.


    Ci sono poi altri elementi di valutazione, certo non secondari. Per esempio, la vicinanza a infrastrutture come il porto, l’aeroporto e la linea ferroviaria. Gli “esperti” del Ministero quando hanno puntato l’obiettivo sull’isola non avrebbero sottovalutato neppure il problema dello smaltimento delle scorie radioattive.
    Il precedente governo Berlusconi— lo ricordano tutti — aveva ipotizzato di stipare le barre radioattive proprio nelle profonde miniere del Sulcis. Rispetto al passato, forse quelle voci potevano essere solo delle provocazioni, ma oggi c’ò il rischio concreto che le miniere di Buggerru, di Masua, forse di Ingurtosu, possano diventare veramente la pattumiera per le scorie radioattive delle nuove centrali che il governo si appresta a realizzare. I costi del greggio, oramai alle stelle, e la richiesta di energia alternativa, sono i fattori che stanno condizionando le scelte dell’esecutivo di centrodestra, nonostante il «no» del referendum.
    Ma se Cirras ospiterà veramente uno di questi siti il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, ha promesso un interessante tornaconto per chi ospiterà una centrale nucleare. Per esempio: il Comune e quindi i cittadini che vi risiedono avranno degli sconti sulle rispettive bollette. L’eventualità di realizzare nell’isola una delle centrali atomiche ò comunque un’ipotesi che sicuramente scatenerà molte reazioni. La Sardegna che ha puntato in questi anni tutto sull’ambiente e sul rilancio del turismo di qualità, rischia di vedere penalizzati gli sforzi fatti sino a oggi dal governo regionale.
    Non ò difficile prevedere la nascita di un fronte del no anche e soprattutto per l’ubicazione della centrale nucleare.
    Prima di tutto la vicinanza con lo stagno di Santa Giusta che già non gode di buona salute.
    E poi, come sottovalutare la vicinanza con il comprensorio di Arborea, in quel Campidano campione di zootecnica che ha realizzato la sua fortuna grazie alla produzione del latte. E infine, la centrale sorgerebbe a pochi chilometri dal Golfo di Oristano, tra Capo Frasca (servitù militare in procinto di smantellamento) e l’area marina del Sinis. Se la scelta del governo per Cirras verrà dunque confermata, ò prevedibile una stagione di contestazione.
    C’ò chi già evoca la protesta per la discarica di Chiamano nel Napoletano. Ma qui non ci sarà bisogno di portare l’esercito, c’ò già.
    http://www.regione.sardegna.it/docum...0623092416.pdf

    •   Alt 

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  2. #2
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    ido chi ses cuntentu che paska!

  3. #3
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    no alle scorie e al nucleare...
    spero che il psd'az metta davvero in discussione l'eventuale alleanza col pdl e con chi non agisce per il vero bene del popolo sardo...
    A FORAS

  4. #4
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    Predefinito Affan.....

    Pare che ciò che si temeva, possa diventare realtà....
    Mi sembra giusto però ricordare che in questo sito, già in parecchi avevamo previsto che la decisione del governo Berlusconi di riprendere con l'energia nucleare avrebbe interessato la Sardegna. C'erano stati in questa direzione tentativi, proposte e altre operazioni non andate a buon fine...

    Questa volta però, l'assenza di politici Sardi di peso nelle stanze dei bottoni (a parte un figlio d'arte non certo famoso come il padre) lasciava presagire che poteva trattarsi di scelte tutt'altro che casuali......

    E non finirà con la centrale nucleare, no! Seguiranno siti di stoccaggio di scorie radioattive, prima giustificate dalla presenza della nuova centrale....
    Poi, ci vorrà poco a giustificare il trasporto e lo stoccaggio di materiali radioattivi provenienti dall'italia col fatto che geologicamente la Sardegna è la più stabile delle regioni, e che cosa fatta capo ha!
    Ho scoperto su internet che sul sito di Gian Valerio Sanna, il problema veniva affrontato già il 18 Giugno, prima che sulla NUOVA, anche se con forte ritardo rispetto ai sospetti che avevamo espresso, Su Ghurtu, Simone Spiga ed io.

    » 18/06/2008 - Una centrale nucleare in Sardegna: il probabile sito individuato dal Governo nella piana di Cirras (Oristano)


    Dopo il verde giardino del rododendro di villa Certosa ora il Presidente del Consiglio ha pronto un altro bel regalo per la nostra isola: una centrale nucleare.

    I presupposti, allo studio del nuovo Ministro dell’ambiente, ci sono tutti: una terra antisismica, la piana di Cirras (Oristano) supportata dalla preziosa ed indispensabile acqua della diga Eleonora d’Arborea, le miniere del Sulcis per stiparci le scorie radioattive.

    Dopo aver scippato i voti ai sardi promettendo nuove pentole e tegami e aver scaricato i Parlamentari Sardi, privandoli di posti nel governo, ora il Presidente da Arcore ci vuole imporre la servitù da nucleare.

    Entro la fine di quest’anno il Governo – come ha confermato lo stesso Presidente del Consiglio - punta a definire i criteri per l'individuazione dei luoghi idonei. Con una apposita legge delega, suggerita dal ministro Scajiola, sarà possibile realizzare così nuove centrali.

    Nonostante le ferree opposizioni di studiosi ed esperti la via indicata dal Governo sarà quella del nucleare di terza generazione.

    I Sardi avranno comunque una buona contropartita: saranno riconosciuti sgravi in bolletta a famiglie e imprese.

    Un ritorno a quel nucleare che un Referendum aveva bocciato e che ora ci minaccia prepotentemente, complice anche il caro petrolio.

    Ci immaginiamo tutti quella bella centrale atomica sulla verde piana di Cirras, davanti al Golfo di Oristano che si affaccia sullo stagno già malato di Santa Giusta.

    Grazie al suggerimento dell’onorevole Pili è stato inoltre individuato il sito dove smaltire le scorie: le miniere.

    Le profonde gallerie di Masua per il Governo sono proprio il luogo ideale per seppellire quelle scorie radioattive nelle viscere della montagna.

    Più che un sogno questa centrale potrebbe essere un incubo per una parte del Campidano che vuole scrollarsi la sua economia povera investendo sul turismo.

    Al di la dei rischi ben noti viene difficile pensare ad un simile accostamento tra Nucleare e ambiente.

    Nell’isola incontaminata, a parte le cementificate coste, che tutto il mondo ci invidia e che è stata promossa anche di recente per avere le migliori spiagge del Mediterraneo.

    I matrimoni sono sempre più in crisi, si sa, ma quello che ci sta preparando questo Governo non può consumarsi così passivamente sulla pelle dei Sardi.

    Come possiamo conciliare il corso della politica mondiale per la difesa dell’ambiente sposata da tempo anche dalla Giunta regionale con una nuova servitù da nucleare?

    Questa pericolosa strada potrebbe essere il colpo mortale per il rilancio tanto auspicato della nostra economia turistica.

    Il rilancio della immagine dell’isola nel mondo potrebbe subire un rallentamento se il Governo Berlusconi confermerà questa scelta disastrosa.

    In questi anni abbiamo scommesso sulle fonti alternative e quelle scelte quali eolico e fotovoltaico, per citarne alcune, anche se a volte sono state penalizzanti per l’ambiente e il paesaggio, possono dare una concreta risposta alle esigenze energetiche.

    Ma la centrale nucleare no, proprio non la vogliamo.

    Ci accontentiamo sicuramente di più del giardino di Porto Rotondo.
    Elia Sanna"


    E' giusto rendere merito comunque a tutti quelli che hanno vigilato e continuano a vigilare sul problema, anche se la parte politica di riferimento di Gian Valerio Sanna è la stessa che ha prodotto e reso operativa prima lasciare le chiavi al nuovo inquilino di Palazzo Chigi, una curiosa ma splendida legge che assimila l'argomento e le notizie su centrali nucleari e siti di stoccaggio , alle informazioni riservate e sensibili che giustificano il segreto di stato.
    Diciamo chè c'è una buona dose di ipocrisia, in questo genere di posizioni mai del tutto trasparenti e chiare.

    Chi di sicuro ci deve chiarezza è trasparenza è comunque la dirigenza nazionale del nostro Partito, dalla quale finora non ho sentito reazioni di sorta.
    Eppure, se la notizia fosse vera, un fatto del genere escluderebbe automaticamente qualsiasi ipotesi di accordo col centro destra (senza per questo dover fare accordi alternativi col centrosinistra, che di colpe ne ha da vendere per conto suo), già ampiamente sputtanato sull'argomento delle servitù militari, e tantissime altre cose.......... Pili docet.......

    BISOGNA DIRLO A VOCE ALTA !!
    Di fronte a questa cosa il fatto dei rifiuti napoletani è una cazzata piccola piccola che pure ha scandalizzato tutti, me per primo.
    MA TRA UN PO' DI ALIGA E UNA CENTRALE NUCLEARE E RIFIUTI RADIOATTIVI, NE CORRE!!

    Diamo alle cose il peso che meritano davvero

    Perciò ORA BASTA!!!!!!!!

    COMO, GHERRA!!
    VOGLIAMO PRENDERE UNA POSIZIONE CHIARA, ALMENO ADESSO?




  5. #5
    meglio soru
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    Citazione Originariamente Scritto da sa socca Visualizza Messaggio
    MA TRA UN PO' DI ALIGA E UNA CENTRALE NUCLEARE E RIFIUTI RADIOATTIVI, NE CORRE!!
    e magari bisognerebbe ricordarlo a quelli che da destra strumentalizzarono le proteste indipendentiste contro i rifiuti della campania per i loro bassi fini politici e che ora fanno orecchio da mercante su questo... la proveranno un po' di vergogna?

  6. #6
    Sardista po s'Indipendentzia
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    LA NUOVA (Nuova Sardegna), 24 giugno 2008

    Trincas: la situazione della zona è già compromessa per le conseguenze dell’uso delle armi all’uranio impoverito a Capo Frasca. Basta con queste scelte.

    Tutti contro l'ipotesi del nucleare a Cirras
    Pili: una follia. Realacci conferma la centrale atomica sarda nelle carte del governo

    di Elia Sanna

    ORISTANO. Follia. Il deputato Mauro Pili, del Pdl, bolla così la notizia secondo la quale il Cirras sarebbe inserito in un elenco di possibili siti destinati a ospitare centrali nucleari. Pili non va oltre «perché - dice - io non sono un uomo di governo e non sta a me fare eventuali dichiarazioni in proposito». Stando comunque alle poche indiscrezioni che è stato possibile apprendere, lo studio riguarderebbe esclusivamente aree per le centrali già esistenti, con visti internazionali già acquisiti, perché soltanto cosi sì possono ipotizzare tempi così stretti, dell'ordine di cinque anni, come quelli indicati anche di recente.
    Non solo. Il sito di Cirras non sarebbe geologicamente così sicuro come si vorrebbe lasciare intendere. Inidoneo, quindi a ospitare, una centrale nucleare. Infine ci sarebbe il problema, anche questo non secondario, della minima capacità di trasmissione dell’energia dall'isola.
    La Sardegna può stare tranquilla dunque? Neanche per idea, sembra di capire, almeno stando alle reazioni che la notizia pubblicata ieri ha provocato, in ambienti politici e ambientalisti dai quali arriva la conferma che sarebbero una decina i siti ipotizzati dal governo in tutta la penisola per l'installazione delle annunciate nuove centrali nucleari. Di queste, due sarebbero previste nelle isole maggiori. In Sardegna, come detto ieri, l’impianto potrebbe essere realizzato nella piana tra Santa Giusta e Arborea (la circostanza smentita da Pili), in base a una serie di verifiche effettuate dal ministero delle Attività produttive.
    La decisione di avviare la costruzione delle centrali di terza generazione era stata annunciata di recente dal ministro Claudio Scajola, che aveva confermato la realizzazione, entro la legislatura, di un gruppo di centrali nucleari che consentiranno di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente.
    Un impegno assunto dallo stesso presidente del consiglio, Silvio Berlusconi all'atto della fiducia al nuovo governo. I progetti sarebbero stati preceduti da una apposita Conferenza nazionale per l'energia e l'ambiente. Da qui la decisione di riproporre quei siti gia individuati nel precedente governo Berlusconi.
    «Le dichiarazioni di Scajola sul nucleare sono solo sterile propaganda per distogliere l'attenzione dalle vere priorità del Paese rispetto alla sfida del clima - ha denunciato il ministro ombra del Partito democratico Ermete Realacci -, alla nostra dipendenza dai combustibili fossili, ai rischi di approvvigionamento e di aumento dei prezzi del petrolio. Mentre si parla nuovamente di nucleare
    - ha aggiunto Realacci - il governo taglia fondi per il potenziamento dei treni e del trasporto pubblico locale. Soluzioni che migliorerebbero la qualità della vita, ridurrebbero l’inquinamento del traffico privato e quindi il consumo di petrolio. Ad oggi non abbiamo certezze sulla scelte dei possibili siti individuati dal governo. Tra le ipotesi avanzate era stata indicata anche la Sardegna - ha ricordato Realacci -, proprio sulla base di apposite scelte tecniche. Le centrali, infatti, devono essere situate a ridosso dei grandi fiumi quindi lungo il Po, ma anche accanto alle coste proprio per la notevole quantità 'acqua di cui necessitano. In zone geologicamente sicure, quindi come la Sardegna e dove insiste una bassa densità abitativa».
    Era certo che le notizie suda possibile realizzazione di una centrale nell'isola potessero scatenare nuove e roventi polemiche. Uno dei primi a prendere posizione è stato il segretario nazionale del Psd'Az.: «Non è pensabile che si possa costruire un centrale atomica in Sardegna e in quella zona già compromessa - ha detto Efisio Trincas -. Come non ricordare la grave situazione ambientale degli stagni, le conseguenze che derivano dall’uso delle armi all'uranio impoverito a Capo Frasca? Ora anche una centrale nucleare. Basta con le decisioni che ci propina il solito ‘romano’ di turno».
    Anche da Cagliari arrivano dichiarazioni di Fuoco da parte di Stefano Deliperi del Gruppo di intervento giuridico. In una nota stampa ricorda come il piano con i siti proposti dal governo era stato smascherato dall'ex ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Ora gli ambientalisti invitano gli italiani a firmare una petizione contro il ritorno al nucleare e la promozione dell'energia solare.

  7. #7
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Mi sono ricordato che già il 30 maggio scorso, il quotidiano online di Giorgio Melis, www.altravoce.it aveva pubblicato il settimanale cartaceo, scaricabile in pdf, in cui anticipava l’argomento (dedicandogli in pratica quel numero) “mettendo le mani avanti”, attraverso interessanti e documentati articoli di Marco Murgia, Cinzia Isola e dello stesso direttore Giorgio Melis.
    Il titolo (link al settimanale), in prima a tutta pagina era il seguente:


  8. #8
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Non abbassiamo la guardia...

    http://www.altravoce.net/2008/06/26/nucleare.html

    giovedì 26 giugno 2008


    Ve l'avevamo detto, Berlusconi ama i sardi
    come nel 2003: in dono centrale nucleare
    a Cirras, scorie nel Sulcis: ora e sempre no


    di Marco Murgia

    Cattivi profeti? Per niente, era una profezia facile facile. Di più: quello sulla Sardegna possibile location per una delle centrali nucleari decantate dal ministro Claudio Scajola non era solo il nostro rifiuto preventivo ma un vero e proprio campanello d'allarme. Altro che semplici annunci, nei piani del governo Berlusconi è indicato anche il sito ideale: la piana di Cirras, tra Santa Giusta e Arborea, in provincia di Oristano. Valutato attentamente, oggi, dagli esperti incaricati da palazzo Chigi ma sotto osservazione già durante la campagna elettorale. Lì la centrale; più in basso lo stoccaggio delle scorie: nelle miniere di Buggerru, Masua e Ingurtosu potrebbero arrivare i rifiuti radioattivi anche da altre regioni. Nessuna novità: guarda caso, anzi, sono gli stessi siti che già nel 2003 aveva individuato il governo del Cavaliere. Allora presidente silente Mauro Pili. In questa occasione è lo stesso ex presidente della Regione a sottolineare che sarebbe «una follia» un impianto di quel tipo. Meglio non sollevare polveroni a poco tempo dalle regionali del 2009: poi magari si vedrà, che quando il capo chiama si risponde sempre.
    Del perché la Sardegna avevamo già scritto: il rischio sismico praticamente uguale a zero e la densità abitativa non elevatissima fanno dell'isola un sito ideale a prescindere, tra i più sicuri in Italia. Cirras ancora meglio: con la diga Eleonora d'Arborea a garantire l'acqua necessaria alla produzione di energia e le infrastrutture - porti, strade e aeroporti - tutte a portata di mano. Ci aveva visto giusto, l'allora ministro Pecorario Scanio. In aprile, a pochi giorni dal voto, tirò fuori un documento in cui erano indicati i siti già individuati dal Popolo della Libertà per l'installazione delle centrali: tra diversi punti interrogativi, l'esponente dei Verdi disse che «sicuramente» una sarebbe stata in Sicilia e una in Sardegna. Dove? A Oristano.
    Immediate le repliche del centrodestra nazionale: gli diedero del «falsario farabutto». Reagì anche la prima cittadina, l'azzurra Angela Nonnis: per smentire la notizia e per condannarne la diffusione ad appena tre giorni dalle elezioni. Come se il problema fosse davvero quello. Non il fatto, a esempio, che le centrali prospettate da Scajola, di ultima generazione, non sono altro che quelle di terza. E che diversi studi internazionali, anche della Edison con alle spalle il colosso francese Edf, mostrano che la quarta generazione sarà pronta entro una trentina d'anni. Cioè poco dopo che il non troppo ipotetico impianto di Cirras potrebbe essere pronto: in sostanza, nascerebbe già vecchio. Balle, secondo Scajola: la quarta generazione attivabile prima del 2100, dice, e chi la sostiene «nasconde la testa sotto la sabbia».
    Non lo fa l'Enel, che ha pronto un piano per la creazione di quattro centrali entro il 2020: studiato nei dettagli a partire dall'impianto normativo (necessari due anni), passando per le autorizzazioni (altri due) e per la realizzazione effettiva (quattro, più uno per i ritardi da mettere in conto: in Finlandia, l'esempio preferito di Scajola, hanno già sforato nei tempi e nel budget).
    Poi c'è l'impatto sulla popolazione. Il governo punta sulle tariffe agevolate per chi avrà solo «disturbi psicologici» dettati dalla vicinanza della centrale, ma basterà? Di sicuro in Sardegna siamo abituati alle battaglie di questo tipo: l'esempio è quello del 2003, quando al governo c'era sempre Berlusconi. Indicò il Sulcis come la zona ideale per lo stoccaggio delle scorie provenienti dal resto del paese: provocando una sollevazione popolare convinta e determinata come mai prima. Alla guida della Regione c'era Mauro Pili: lo stesso che oggi definisce «una follia» l'ipotesi oristanese. Che differenze ci sono tra oggi e cinque anni fa? Tante, però anche una coincidenza che qualche pensiero lo dà: anche allora un anno dopo ci sarebbero state le elezioni regionali, e il centrodestra perse malamente. Quanto potrebbe essere rischioso rimettere in campo l'argomento in vista del voto del 2009? Della serie: quando dalle sconfitte qualcosa si impara. Poi si vedrà.

  9. #9
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    Predefinito Comunicato di Bustianu Cumpostu per Sardigna Natzione Indipendentzia.

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=443571


    Centrale Nucleare In Sardigna

    COMUNICATO STAMPA


    A CIRRAS – APERTA LA PORTA PER L’UMILIAZIONE NUCLEARE
    LA CONTESTAZIONE POTRA’ USCIRE DALLA PROTESTA PACIFICA



    Dopo la reazione zero all’arrivo delle navi arghere è confermato, quanto rilevato nel 2003 da un’indagine sociologica estesa a tutto il territorio dello stato e tendente ad individuare un sito per lo smaltimento delle scorie nucleari, la regione a “reazione” più bassa è davvero la Sardegna.
    Sig. Governatore Soru lei ha una responsabilità grave che non è quella di aver subito quattro carrettate di rifiuti campani ma quella di aver spento l’orgoglio di un popolo e di averlo posto in posizione prona per essere solidale con un violentatore in astinenza.
    La Sardegna che ha già un surplus di energia che sta svendendo all’Italia, è chiamata a sopportare l’onere della scelta nucleare di Berlusconi e quasi sicuramente anche quello di smaltire le scorie radioattive vecchie e nuove.
    Se questa umiliazione andrà avanti abbiamo seri dubbi che l’opposizione rimanga negli spazzi della protesta pacifica, civile lo sarà sicuramente perché sarà uno scontro tra la nostra civiltà e la barbarie altrui.


    Nugoro 22/06/08 BUSTIANU CUMPOSTU
    Coordinadore Nazionale
    Craru e tundu.

  10. #10
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    Questo sito, come altri che si occupano di Sardismo, è sostanzialmente di natura politica e gli argomenti che vi vengono affrontati lo sono soprattutto da quel punto di vista,…. Ma ogni argomento presenta tante sfaccettature che, nel caso dell’energia nucleare investono la tecnologia, il problema energetico, l’economia, l’ambiente, la salute ecc..
    Su tutti questi aspetti è in corso un dibattito che dura da tanti anni e che in italia è stato riacceso dagli annunci del governo B. e dai ripensamenti tra molti di quelli che prima si distinguevano per una fiera avversione all’energia nucleare….

    Questo intervento è anch'esso parte di un dibattito che ho aperto sul sito di Sardegna e Libertà. Comunque qualsiasi dibattito difficilmente potrà incidere su una scelta davvero politica, se non condizionato dalla continua e inarrestabile crescita del prezzo del greggio o , al contrario, da un grave incidente nucleare.
    Riguardo alla parte tecnico-economica, non essendo un esperto in materia, mi limiterò a riportare solo alcuni dati che ritengo oggettivi. E’ certo che la costruzione della prima centrale (a detta del ministro Scajola) non potrà essere avviata entro la presente legislatura, e tra progettazione e realizzazione si prevede la sua entrata in funzione non prima del 2020-2023.
    Un altro dato riguarda lo scarseggiare dell’uranio, sia perchè ormai è sempre più difficile trovarne, sia perchè cresce il numero dei paesi energivori di industrializzazione recente come Cina, India e Pakistan, ad esempio, che ne hanno una necessità assoluta. E’ chiaro come per il combustibile nucleare si riproporrebbe a brevissima scadenza quanto accade già oggi per i combustibili derivati dal petrolio che va velocemente ad esaurimento.
    La moda del nucleare, visti i tempi di realizzazione, di servizio delle centrali, i tempi di dismissione, nonché le difficoltà di trattamento dei rifiuti radioattivi, ed il progressivo esaurimento del materiale fissile, per un paese come l’italia che deve rincominciare daccapo, mi convince del fatto che sia solo una enorme truffa, destinata solo ad arrichire coi soldi pubblici le aziende del settore.
    Nel frattempo, come accaduto in passato per petrolio e carburanti alternativi, le lobbies filo nucleari avrebbero facile gioco nel sottrarre risorse economiche utili a studiare ed introdurre fonti energetiche rinnovabili. Almeno fino a quando non verranno privatizzati il sole, il vento e l’acqua..

    Ma ciò che dovremmo valutare, da Sardisti che nel Sardismo credono, è ben altro.
    Cosa potrebbe mai portare di vantaggioso una centrale nucleare I T A L I A N A nell’isola? Sviluppo tecnologico, forse? Vantaggi economici? Posti di lavoro? E attraverso quali ricadute?…..
    Siccome l’esperienza dovrebbe rendere l’uomo più accorto (su burriccu sardu ecc….), vediamo cosa è successo ad esempio con la SARAS di Moratti.
    Pur avendo a Sarroch la raffineria più grande del Mediterraneo, paghiamo il carburante mediamente di più che in italia. La raffineria della SARAS, ma anche quella di Portotorres non scherza, ha mutato in modo irreversibile l’ambiente. E l’occupazione? Male!! E’ diminuita enormemente rispetto alle premesse.. L’indotto, ad esempio, sia quello locale che quello decentrato, sono ridotti ormai ai minimi termini condizionando negativamente anche lo sviluppo di Macchiareddu. Va bene solo SARAS, oggi soprattutto per motivi legati alla speculazione mondiale sul greggio.
    E con questo esempio, pensiamo davvero di ripetere l’esperienza mettendoci in casa una centrale nucleare? Ci manca forse l’energia? No, perché ne produciamo di più di quanta ce ne occorra. E quella in più, ci porta qualche vantaggio o sconto? Neppure!! La paghiamo infatti assai di più di quanto venga pagata in italia emarginandoci rispetto ad una competizione produttiva ad armi pari. Nessuno si rende conto di che grande handicap sia l’insularità, e di quante opportunità ci pregiudichi perchè anziché individuare meccanismi per equilibrare la competizione, qualcuno, in genere aiutato dai politici sardo-italiani ci spinge la testa sotto l’acqua con altri gravami, altri vincoli, altri lacci.La Francia, 59 centrali, spesso citata dai promotori del nucleare per la vicinanza dei suoi impianti al confine italiano che ridicolizzerebbe di fatto la prudenza degli antinuclearisti, si è guardata bene dal costruire centrali in Corsica, ad esempio. Perché? La Corsica è geologicamente stabile quanto la Sardegna. E allora? Magari una idea ce l’avrei. Pensateci… i Corsi, i Corsi… gente che si fa rispettare, qualcuno è morto sulla ghigliottina per la sua terra… tempo fa.
    E gira da tempo la voce che le centrali nucleari francesi siano in gran parte situate presso le Alpi, non a caso, ma proprio per vendere energia all’Italia. Niente nucleare in Sardegna. Se non tenete ai Sardi, almeno i Corsi, vi sono simpatici? A me si!

    Come Sardisti potremmo invece pensare ad una sorta di federalismo energetico, anche ad evitare che il federalismo di qualsiasi specie, e soprattutto padano ci piombi addosso come tante altre scelte italiane precedenti..

 

 
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