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  1. #11
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    Ora ci provo. Punto 1 analisi della sconfitta elettorale:
    La traumatica disaffezione dei lavoratori ai partiti comunisti è la chiosa al graduale distacco che RC ha più o meno inconsapevolmente trasmesso a una grossa percentuale del suo elettorato. Da tempo m'ero reso conto che nelle fabbriche, tra i proletari non c'era più seguito. Fino alla debàcle, questo allarme era stato madornalmente ignorato. A parte casi d'eccellenza, RC ha proseguito, grazie la volto "nuovo" di Bertinotti, un'opera di snaturalizzazione che è iniziata, a mio parere ( e mi prendo tutte le responsabilità delle mie affermazioni) dall'introduzione degli exDP, un'apertura assolutamente non strutturata e disciplinata ai vari movimenti no-Global e ad un tentativo, evidentemente abortito di superare il comunismo all'interno della struttura ideologica del partito. Il concorso di questi fattori ha disorientato Rifondazione e tanti di coloro che la seguivano. Nella comunicazione mediatica del lavoro politico e sociale di RC si è perseverato con gli errori: energie preziose, occhi, orecchie e coscienze sono state scomodate per costruire arroccamenti su battaglie e tematiche spinose e lecite ma sulla cui priorità è stata data importanza eccessiva. Le posizioni di solidarietà al popolo ROM sono sacrosante ( e chi se non noi comunisti le può sostenere?) ma non devono apparire come elementi primari del nostro progetto politico (all'operaio precario e/o sottopagato, che si spezza la schiena dal mattino alla sera per arrivare a malapena alla terza settimana del mese, gli girano se vede che i "comunisti" invece di preoccuparsi della sua condizione schifosa, difendono prima gli zingari in odor di illegalità)Questo ci ha scollato dalla società. Nell'affanno a volte isterico della difesa degli ultimi, abbiamo dimenticato i penultimi. La percezione dell'uomo della strada, bombardato mediaticamente dalle destre è desolante: i comunisti sono "quelli" che stanno dalla parte degli zingari ladri, degli extracomunitari delinquenti, dei terroristi islamici( sic!) e ce l'hanno con la gente che lavora. Detto tra noi farebbe anche ridere se non chè, a forza di stron**te, ci hanno veramente tolto il voto e la fiducia. Lo spirito movimentista e frikkettone ha tolto autorità e quindi autorevolezza al partito.

  2. #12
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    Punto 2: PRC e Governo Prodi.
    La Sindrome del '98 ci ha fatto aderire all'Unione con una sconsideratezza desolante. Prodi era partito con una coalizione eterogenea e disunita. Il colossale programma che avevano presentato era tanto dilatato quanto privo di punti saldi, punti sui quali si sarebbe dovuto pretendere una chiarezza mai vista. Difficile dire se sia stata ingenuità o calcolo scriteriato. All'epoca, l'Unione senza RC non avrebbe potuto vincere, quindi la nostra partecipazione avrebbe dovuto sottintendere una serie d'impegni per noi primari da far prendere a Prodi una volta al potere. Abbiamo fatto esattamente il contrario, rimanendo senza certezze e con la spada di Damocle di un tradimento che non c'è mai stato. Proni al Governo ci siamo fatti passare sotto il naso cose inaccettabili senza aver nulla in cambio. La coerenza quando manca, si paga cara.

  3. #13
    Ricostruire la sinistra
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    Intervento unione.s (simpatizzante):
    In seguito ad una evidente come gravissima sconfitta elettorale ci troviamo a fare un congresso che delinierà la linea politica di Rifondazione Comunista, il più grande partito della sinistra alternativa.
    ANALISI DELLA SCONFITTA ELETTORALE
    La sconfitta del 13-14 aprile è stata veramente pesante, ma è da addebitare ad una serie di ragioni. La chiamata al voto utile del PD e di Veltroni ha sicuramente danneggiato la sinistra, in quanto molti compagni hanno preferito tapparsi il naso votanto PD piuttosto di un ritorno del clan berlusconiano. E la differenza tra le due coalizioni ha fatto notare come fosse una rincorsa effimera.
    Ma sarebbe troppo semplice attribuire la responsabilità ad altri e non a noi stessi. Abbiamo commesso diversi errori. La campagna elettorale è stata sbagliata perchè non ha coinvolto, non ha fatto capire le ragioni della "La Sinistra-l'Arcobaleno". I dirigenti della sinistra devono tornare a comunicare. Purtroppo, tendono a voler dimostrare la propria cultura, ma questo non interessa al lavoratore, al pensionato.
    Un altro aspetto che ritengo importante da considerare è come "La Sinistra-Arcobaleno" fosse ritenuta, e anche giustamente, come un semplice cartello elettorale. Senza un futuro. Senza un percorso da fare. Il fatto che alcuni dirigenti dichiarassero apertamente come fosse un progetto finito, già prima delle elezioni non aiuta. Crea sensazioni di incertezza, dubbi che hanno pagato alle elezioni.
    Il principale aspetto è che la sinistra, e Rifondazione nello specifico, si è allontanato dalla base. Non si è radicalizzata sul territorio. Non ha dato nulla di quel partito sociale che il vecchio PCI riusciva a fare. Ha perso il senso di sinistra. Non solo politicamente, ma socialmente e culturalmente.
    PRC E GOVERNO PRODI
    E' chiaro che i risultati pessimi del Governo Prodi ha avuto un effetto disarmante per l'astensione di molti compagni. Non si è riusciti ad ascoltare e realizzare le tante speranze che molte persone hanno avuto nell'Unione.
    Ma ero altresì prevedibile, data la forte eterogeneità della coalizione. La situazione in bilico al Senato ha consentito a un piccolo numero di senatori centristi di minacciare e guidare la linea del governo. La sinistra ha avuto sulle spalle il passato del 1998, quando Bertinotti fece cadere proprio il Governo Prodi. Si è dovuto evitare qualsiasi mossa di rottura, per evitare di dare un'impressione di inaffidabilità della sinistra. Ma si è visto che nonostante votare tutti i provvedimenti del governo, anche quelli più a noi duri da digerire, come il mantenimento della Guerra in Afghanistan, il pressochè mantenimento dello scalone ammorbidito ma sostanzialmente rimasto identico, la pessima soluzione per eliminare la precarietà, molte critiche sono giunte da ogni parte. I parafulmini delle malefatte del PD e del centro.
    ANALISI DELLE FORME DELLA STRUTTURA CAPITALISTA ITALIANA
    La situazione del nostro Paese ci dice che i lavoratori stanno in una situazione a dir poco preoccupante. A questa situazione si è giunti dopo un ventennio di continui sacrifici dei lavoratori, e di minore presenza del sindacato italiano. La fine della scala mobile ha di fatto reso impotente il lavoratore, prosciugandogli gran parte del proprio salario a causa di speculazione di determinate categorie, e di politiche ad hoc di imprese e Stato.
    E' rilevante da evidenziare il fatto che negli anni in cui il sindacato ha ammorbidito la sua posizione, gli imprenditori hanno visto aumentare i propri profitti (8% in 20 anni) e ridotta la ricchezza data per il lavoro.
    E' rilevante evidenziare il fanno che negli anni in cui il sindacato ha ammorbidito la su posizione, il lavoratore ha visto diminuire i diritti acquisiti con tanti sacrifici negli anni 60 e 70, diventando facilmente minacciabile dal datore di lavoro.
    E' rilevante da evidenziare il fatto che negli anni in cui il sindacato ha ammorbidito la sua posizione, i lavoratori hanno visto diminuire i propri salari tanto da essere gli ultimi in Europa.
    Le imprese non ci perdono mai quando fanno i contratti. Ci perdono sempre i lavoratori. Allora i sindacati devono capire che devono tornare a rappresenatre seriamente il mondo del lavoro.
    Le imprese richiedono flessibilità e diminuzione della tassazione. Invece, dovrebbero pensare ad aumentare i propri investimenti in ricerca e sviluppo, in sicurezza nei posti di lavoro e nei salari. Sembrerà un controsenso ma solo in questo modo sarà possibile rendere le imprese competitive. Ricerca e sviluppo è fondamentale per rendere il proprio bene qualitativamente alto. Sicurezza nei posti di lavoro significa rendere più produttivo il proprio posto di lavoro. Il fatto che un'officina sia insicura, rende il lavoratore costretto a lavorare in condizioni ignobili, con effetti controproducenti per la stessa impresa.
    Aumentando i salari si darebbe una spinta, una motivazione al lavoratore che potrà lavorare meglio.

  4. #14
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    Il mio intervento.


    Compagne, Compagni,

    (Applausi e ovazioni )

    ci hanno imposto la linea del comunismo come tendenza culturale e abbiamo perso!

    C’è chi spinge per un attenuamento della prospettiva comunista, c’è chi addirittura prospetta scenari politici senza un partito di prospettiva reale comunista.

    Sono gli stessi, care compagne e cari compagni, che vogliono utilizzare la struttura del partito per il loro percorso verso la socialdemocrazia di sinistra.


    Io dico una semplice cosa: No Pasaran!

    (Applausi e lancio di reggiseni da parte delle compagne in prima fila)



    Riprendiamoci il partito, difendiamolo dall'ultimo assalto di coloro che hanno maggiormente contribuito a marginalizzarlo nel panorama politico italiano.

    Facciamolo per iniziare un nuovo corso comunista.


    Nella società! Per la società!


    Per far questo occorre un partito forte, radicato, sociale, unitario.

    Per questo, care compagne e cari compagni, ritengo sia necessario modificare il primo documento come segue.

    Da cosi’:
    Il Prc, senza abiure o scioglimenti, intende partecipare come soggetto collettivo alla costruzione della sinistra unitaria e plurale. Saranno pertanto le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista a decidere democraticamente le modalità della partecipazione a questo percorso. Al contrario di quanto accaduto nell’esperienza della Sinistra Arcobaleno, il processo unitario che proponiamo, non deve essere un accordo di vertice centralistico e antidemocratico. Per noi la costruzione della sinistra politica passa necessariamente dalla ricerca, dall’ascolto, dalla partecipazione, dalla costruzione collettiva di lotte e progettualità politica.


    A cosi’:
    Il Prc, senza abiure o scioglimenti, intende partecipare come soggetto collettivo alla costruzione di un partito comunista unitario e plurale. Saranno pertanto le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista a decidere democraticamente le modalità della partecipazione a questo percorso. Al contrario di quanto accaduto nell’esperienza della Sinistra Arcobaleno, il processo unitario che proponiamo, non deve essere un accordo di vertice centralistico e antidemocratico. Per noi la costruzione di un grande partito comunista unitario passa necessariamente dalla ricerca, dall’ascolto, dalla partecipazione, dalla costruzione collettiva di lotte e progettualità politica.


    Mettiamo in agenda l’unità comunista, cerchiamo di evitare traumi e scissioni tra comunisti.

    Ora è il nostro turno…ora siamo noi, care compagne e cari compagni, che dobbiamo marginalizzare chi vuole il superamento dei nostri ideali, dei nostri sogni.

    Mettiamoli allo scoperto, obblighiamoli a qualificarsi per quello che sono, portiamo alla luce le loro contraddizioni, vinciamo!

    Un ultimo appello per le compagne e i compagni di FalceMartello: il vostro contributo e la vostra preparazione sono necessari.
    Vi chiedo, vi chiediamo fiducia...non possiamo promettervi altro che i nostri pugni chiusi alzati al cielo.

    Grazie!

    (Applausi, ovazioni e bandiere rosse sventolanti)

  5. #15
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    Rojo potevi mettercela un minimo di analisi...

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Rikycccp Visualizza Messaggio
    Rojo potevi mettercela un minimo di analisi...
    Ma lui è così, parla col cuore.

    E' un criptofricchettone

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Rikycccp Visualizza Messaggio
    Rojo potevi mettercela un minimo di analisi...

    Se ti riferisci all'analisi delle cause della nostra emarginazione politica, i tre documenti (I, III e IV) offrono, sotto diverse angolazioni, analisi compiute e meritevoli di interesse e approfondimento.

    Faccio mie ad esempio le analisi I e II del compagno Piè Monte.


    Per me è prioritario capire se si vuole intraprendere un nuovo corso o semplicemente fotografare il partito della Rifondazione Comunista un secondo prima della scellerata idea dell'Arcobaleno.

    Per me è prioritario capire se si vuole costruire la sinistra plurale o un partito comunista.

  8. #18
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    Punto 3: Analisi delle forme della struttura capitalistica italiana.
    Quì mi è difficile non possedendo sufficiente preparazione in campo economico per poterne tracciare un quadro ed un'analisi esaurienti. Si evince comunque che nel nostro paese sistemi lobbystici fortemente radicati nel tessuto economico gestiscono l'intera struttura finanziaria nazionale. In più occasioni si ha avuto modo vedere come ogni tentativi riformista in quella direzione è destinato a scontrarsi con muri d'interessi quasi inscalfibili. Non si può parlare di sistema liberale dato che le lobby attuano anzi un conservatorismo cieco e sordo ai limiti dall'autolesionismo.Sono sistemi che producono enormi ricchezze ma non creano nulla, fortune costruite sul nulla e gestite con respiri corti, assolutamente indifferenti al futuro.

  9. #19
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    Punto 4: Lotta di Classe e Movimenti.
    Dimenticata la stagione del '77 il movimentismo del XXI secolo non mi sembra che abbia effettuato un radicamento nelle classi meno abbienti. La variegata galassia No-Global al di là della legittimità concettuale, sul piano pratico ha mantenuto contatti sparuti ed occasionali con le classi lavoratrici. Le aperture bertinottiane al movimentismo, in seno a RC sono servite solamente a snaturare la vocazione di lotta di classe del partito; lotta di classe che gli scenari sociali del nuovo millennio prospettano come esigenza molto meno netta rispetto alle classificazioni del passato. Citando le correnti eurocomuniste della metà anni '70 oggi come oggi non esiste un proletariato netto ed identificato come in passato, la destrutturazione del mercato del lavoro operata tramite la blasfema legge 30, la scorciatoia che ha permesso di scavalcare le tutele dell'art.18 han reso più forze lavoratrici , con formazioni diverse, anche di alto livello, alla stessa stregua di lavoratori di basso profilo e ancor più bassa remunerazione. Alla luce della situazione attuale, sono dell'avviso che l'esperienza del movimentismo come è stata intesa fino ad ora sia da archiviare: tocca ad un partito serio e radicato farsi carico delle medesime istanze.

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio

    Faccio mie ad esempio le analisi I e II del compagno Piè Monte.
    ... e la IV!

 

 
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