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Discussione: Lo Tsunami finanziario

  1. #11
    Fiamma dell'Occidente
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    arrivato fino al punto V (per ora)

    alcune considerazioni
    [...]Greenspan non aveva forse dimostrato che la FED e la sua massa di liquidità erano pronti a metter fuori causa le banche in caso di grossi disastri? Le grandi banche erano, dopo tutto, troppo grandi per fallire.

    La FED, la più grande e potente banca centrale al mondo, e Greenspan, verosimilmente il direttore più favorevole al mercato libero che si potesse sperare[...]
    Errori:
    • Greenspan non poteva dimostrare l'indimostrabile. Nessuno può mettere nessuno fuori causa dal fallimento una banca. Nessuno. Può solo cambiare nome alla parola fallimento, chiamandola "iniezione di liquidità". Sono i Keynesiani e i Marxisti che pensano che l'economia sia manovrabile. Non è così. Qualcuno prima o poi paga. Che invece sia possibile far pagare chi non doveva pagare, rubandogli i soldi, questo è verissimo, e coincide con l'esistenza della moneta di Stato, cioè della moneta pubblica, la quale è il mezzo di inflazione primario, ed assolve lo stesso ruolo della pistola nel corso delle rapine. Se l'autore, e non mi pare indichi questo, sostiene la stessa cosa che ho detto, allora può permettersi di dire quel che ha detto su "ha dimostrato".
    • Nessun liberale (ripeto: nessun liberale, ma sicuramente molti imbecilli o ignoranti che si ritengono tali, non lo metto in dubbio, lo sostengono, il punto è che non sono liberali)può condividere la filosofia c.d. TBTF (troppo grande per fallire) in tutto o anche solo in parte, anzi, chiunque sia liberale AUSPICA il fallimento e la responsabilità totale (sì, compresa la bambolina delle figlie) del responsabile di una situazione di investimento malata. Se qualcuno la condivide è altro che un liberale. E con liberale intendo proprio "favorevole al libero mercato" cioè quello che alcuni chiamano "liberismo", impropriamente.
    In generale poi c'è una immensa falsità... Greenspan è stato molto più statalista di Paul Volcker, che è stato un liberale al suo confronto senza il minimo dubbio, lo statalismo coincide proprio con la creazione di problemi artificiali per poterli poi poter dire di avere bisogno di più poteri per risolverli.

    Tutto il saggio è costruito finora su un'immensa teoria sbagliata, la teoria sbagliata che sarebbe stata la deregulation a produrre il botto. E' falso. Non è stata la deregulation a produrre il botto, è stato l'impiego delle stamperie della FED da parte del potere statunitense (ben rappresentato da Greenspan) al fine di inflazionare la moneta e ritardare l'onda del ciclo Misesiano (che è a sua volta conseguenza diretta di precedenti utilizzi dell'inflazione finalizzati non a farne un tampone ma un mezzo di procacciamento di utilità dei Governi, da quando esiste la moneta) che ha avuto come veicolo un sistema finanziario deregolato. Attenzione azzardo di più: il veicolo deregolato FORSE HA SOLO DIMINUITO I DANNI, perchè in via del tutto inintenzionale forse permetterà comunque -grazie al meccanismo della sentenza dell'Ohio- che i truffati non vengano distrutti loro, ma che vengano distrutte le banche che hanno prodotto la moneta virtuale in questione, generata - E' BENE RICORDARLO - SEMPRE ALLO STESSO MODO, cioè tramite la riserva frazionaria. Il glass Steagall Act era un inutile palliativo statalista del cazzo, di fronte a un 10% di tasso di aumento di M3. E' chi ha deciso che gli Stati Uniti dovevano avere più moneta che ha deciso che i tassi di interesse bancari dovevano scendere e che quindi più gente potesse farsi il mutuo, SVILUPPANDO COSì IL CREDITO SUBPRIME. Il modo in cui queste mine vaganti son state diffuse è SOLO un MEZZO DI PROPAGAZIONE e non è LA CAUSA dell'effetto distruttivo sull'economia, se non ci fosse stato questo mercato deregolato (relativamente, perchè invece è MOLTO regolato) avrebbero trovato scappatoie (e in parte sono descritte nel saggio stesso sia pure se in prospettiva sbagliata) diverse gli stessi subprime per arrivare a produrre lo stesso disastro.

    Sul fatto che il 1971 e l'espansione monetaria siano poi la causa intermedia del disastro io sono d'accordo, del resto sono SEMPRE STATO UN GOLDSTANDARDISTA, ma non mi sta bene che nel parlare di crisi del 1929 si facciano PIPPE MENTALI sulla struttura del mercato dell'epoca ANZICHE' PARLARE DELLA CAUSA VERA che mise in modo il danno strutturale del 29, cioè LA STAMPA FACILE DI MONETA CHE FECERO DAL 1913 in poi, che provocò (ovviamente) onde di ciclo.




    Ciò non toglie, che a differenza di quanto potete pensare, ed a parte questa fondamentale differenza di prospettiva su chi ha provocato il casino (il tizio dice "il mercato e i liberali" io dico "lo stato e i falsi liberali") in ogni caso LARGA PARTE DI QUEL CHE E' RIPORTATO E' VERO E CONDIVISIBILE, ciò non toglie che è pura follia pensare "aumentando la regolazione" di risolvere i problemi che PROPRIO LA REGOLAZIONE ha prodotto, e mi riferisco all'invenzione delle banche centrali, robe indegne che dovrebbero SPARIRE DALLA FACCIA DELLA TERRA, ma anche e primariamente il corso legale della moneta e la conseguente pretesa dei pubblici poteri di decidere che "moneta" non siano l'oro o il rame o beni scelti dal mercato ma pezzi di carta con una faccia sopra imposti per legge.
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  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Fuori_schema Visualizza Messaggio
    Ti illudi.

    La conoscenza è fatica, molto meglio le formulette e gli spot televisivi per i "libberali".
    No. Spero di no. Qualcuno con il coraggio di affrontare 'ste cose c'è di sicuro.
    Anzi, ci si potrebbe pure trovare d'accordo.

    Mah! Speriamo...

  3. #13
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    tranquilli un matto che vi legge c'è sempre
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  4. #14
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    come dicevo, e speravo, Fuori_Schema, Ronnie è intervenuto...
    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    [...]
    In generale poi c'è una immensa falsità... Greenspan è stato molto più statalista di Paul Volcker, che è stato un liberale al suo confronto senza il minimo dubbio, lo statalismo coincide proprio con la creazione di problemi artificiali per poterli poi poter dire di avere bisogno di più poteri per risolverli.
    Tu vedi il problema da un punto di vista... diciamo puramente economico (nella dialettica stato vs mercato). Io la vedo da un punto di vista politico.
    A me sembra che l'autore non dica quella falsità che tu immagini. A me sembra che dica una cosa semplicissima. Greenspan, leva politica del cartello finanziario sottostante la FED, ha lavorato con lo strumento monetario che tu tanto aborri, per produrre un progetto di egemonia finanziaria di un ristretto gruppo di finanzieri USA e mondiali. Spalmando su tutto il globo il progetto di liberarsi dai vincoli statalisti (rimasugli degli anni 30).
    Per dirla ancora più semplicemente... Il potere della FED, che è superpolitico e superstatale, ha operato per drogare il mercato finanziario ad esclusivo uso e consumo di pochi. Dove serviva, anche elidendo quei pochi strumenti di controllo che lo Stato aveva.
    Ma poi, ancor più semplicemente, chi riuscirà mai a distinguere gli uomini delle agenzie di ratings, dagli uomini della FED, dagli uomini di Bush-Clinton-Bush?
    Non c'è politica, oggi, che possa essere altro che grande truogolo per questi pochi.

    Tutto il saggio è costruito finora su un'immensa teoria sbagliata, la teoria sbagliata che sarebbe stata la deregulation a produrre il botto. E' falso. Non è stata la deregulation a produrre il botto, è stato l'impiego delle stamperie della FED da parte del potere statunitense (ben rappresentato da Greenspan) al fine di inflazionare la moneta e [...]
    La deregulation NON è un virtuoso andare verso il libero mercato, quello vero (mi fido di te, ci deve essere per forza).
    E' uno strumento per accentrare il potere economico nelle mani degli amici, per rendere più inattaccabile il controllo, quello sì da grande fratello, delle istituzioni finanziarie, quelle grandi, quelle tre o quattro di cui parla il saggio.

    Ammetto di aver usato termini approssimativi. Ma spero di essermi spiegato.
    Ciao

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    tranquilli un matto che vi legge c'è sempre
    che tu sia matto.. beh, è insieme un conforto, una consolazione e una garanzia

  6. #16
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    La deregulation NON è un virtuoso andare verso il libero mercato, quello vero (mi fido di te, ci deve essere per forza).
    purtroppo è vero l'opposto di quanto hai detto

    il mercato è in sè definibile anche come l'assenza di regole dello scambio non derivanti da accordi delle parti o da diritti originari delle stesse
    che tu sia matto.. beh, è insieme un conforto, una consolazione e una garanzia
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  7. #17
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    La domanda è: troverò scritto in questo saggetto qualcosa che non sapevo già?

    Siate sinceri.

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    La domanda è: troverò scritto in questo saggetto qualcosa che non sapevo già?

    Siate sinceri.
    secondo me di concetti assolutamente no, almeno fino al punto V, il resto lo leggo domani.. un bel po' di informazioni minori da eruditi o cronisti etc. direi di sì, tuttavia
    _
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  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    purtroppo è vero l'opposto di quanto hai detto

    il mercato è in sè definibile anche come l'assenza di regole dello scambio non derivanti da accordi delle parti o da diritti originari delle stesse
    no... no... scusami... sempre il solito malinteso...
    Riconosco che la 'deregulation' dovrebbe essere, è, la strada per liberare il mercato. Che, probabilmente, è una strada virtuosa ed efficiente.
    Io intendevo invece dire: 'la politica economica che andò sotto il nome di 'deregulation' al tempo del governo Tatcher in Inghilterra e Reagan negli USA...'

    PS: il punto VI è quello predittivo. Interessante.

    @Feliks: mah!? Il senso generale io lo avevo già intuito da un pezzo. Ma è un piacere vedere le cose messe giù linearmente e in maniera credibile.
    Ti consiglio di leggerlo. In un'oretta ce la fai

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    La domanda è: troverò scritto in questo saggetto qualcosa che non sapevo già?

    Siate sinceri.
    Al di là delle conclusioni a cui giunge, l'autore è un esperto del settore, quindi è molto probabile che troverai cose a te sconosciute.

 

 
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