Riporto qui le profetiche parole di Engdahl
La prossima (attuale ndr) crisi finanziaria mondiale potrebbe essere innestata da una reazione a catena dovuta all’insolvenza nel mercato dei CDS. Il mercato è assolutamente non regolamentato, e non vi è pubblicazione di dati che provino se un venditore disponga del patrimonio necessario al pagamento nel caso in cui un prestito vada in sofferenza. Questo rischio, detto ‘di controparte’, è una bomba ad orologeria. La Federal Reserve, capeggiata dall’ultra permissivo presidente Alan Greenspan, e i regolatori finanziari del governo degli Stati Uniti hanno permesso al mercato dei CDS di svilupparsi interamente senza alcuna supervisione. Greenspan ha testimoniato ripetutamente, rispondendo a qualche scettico membro del Congresso, che le banche sono regolatori di rischio migliori rispetto ai burocrati governativi.
L’ingente prestito che la Fed ha concesso a Bear Stearns il 17 marzo per evitarne il collasso è stato in parte motivato dal desiderio di evitare che i rischi ignoti dei CDS di tale banca innestassero una reazione a catena globale che avrebbe potuto affondare l’intero sistema finanziario. Ecco cosa temeva la Fed, perché non aveva adeguatamente monitorato il rischio di controparte nei CDS, e non aveva la più pallida idea di cosa sarebbe potuto accadere. Di tutto questo dobbiamo essere grati ad Alan Greenspan.
Tra le controparti figura la J.P. Morgan Chase, che è il massimo venditore e acquirente di CDS.
I poteri di vigilanza della Fed si limitano unicamente alle esposizioni CDS delle banche regolamentate e non comprendono le banche di investimento né gli hedge fund [fondi speculativi n.d.r.], entrambi importanti emittenti di CDS. Si stima che gli hedge fund, ad esempio, abbiano sottoscritto il 31% della protezione in CDS.
Fino ad ora, il mercato dei CDS in larga misura non è stato testato. Secondo il Moody's Investors Service, il tasso di insolvenza nel gennaio 2002 – quando il mercato degli swap era valutato in 1500 miliardi di dollari – era del 10,7%. Tuttavia, nel luglio 2007, Fitch Ratings ha riferito che il 40% della protezione in CDS venduta nel mondo era su società o titoli classificati come al di sotto del valore di investimento; nel 2002 la loro incidenza era dell’8%.
Un impennata nell’insolvenza delle corporation lascerà agli acquirenti di swap l’onere di tentare di raccogliere centinaia di miliardi di dollari dalle loro controparti. Questo renderà la crisi finanziaria più complicata, innestando numerose controversie e azioni legali, mentre gli acquirenti daranno battaglia ai venditori sulla definizione tecnica di insolvenza – il che presuppone il provare quali titolari di obbligazioni o prestiti non siano stati pagati – e sugli importi dovuti. Alcuni temono che, di converso, tutto questo potrebbe congelare il sistema finanziario.
Alcuni esperti all’interno del mercato dei CDS ora ritengono che la crisi probabilmente inizierà con l’incapacità, da parte degli hedge fund di pagare le banche per contratti vincolati ad almeno 150 miliardi di dollari in sofferenza. Le banche tenteranno di prevenire tale disastrosa insolvenza richiedendo agli hedge fund maggiori garanzie collaterali contro le potenziali perdite. Non funzionerà, perché molti fondi non disporranno di liquidità sufficiente per soddisfare le richieste di maggiori garanzie avanzate dalle banche.
La legge non impone l’accantonamento di riserve ai venditori nel mercato dei CDS. Se anche le banche richiedono ai venditori di protezione di tirar fuori dei soldi quando viene effettuata l’operazione, non esistono standard di settore. Sarebbe come se una compagnia di assicurazioni vendesse protezione contro i danni da uragano senza disporre di alcuna accantonamento per i potenziali reclami assicurativi.




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