
Originariamente Scritto da
antonio massmo
Uno studioso israelita, morto nel 1903, Bernard Lazare, scriveva: «Ovunque gli ebrei si sono stabiliti, si è sviluppato l’antisemitismo, o meglio ancora, l’antigiudaismo, poiché antisemitismo è una parola poco esatta... Il popolo ebreo è stato odiato da tutti i popoli tra i quali si è stabilito... Gli ebrei, almeno in parte, causarono i loro mali, poiché l’ebreo è inassimilabile» (8). Secondo il Lazare le cause generali dell’antisemitismo risiedono nel giudaismo e non nei popoli che l’hanno combattuto; poiché se i popoli vinti finivano per sottomettersi ai vincitori, pur mantenendo - eventualmente - la propria fede, al contrario gli ebrei non vollero mai assoggettarsi ai costumi dei popoli tra i quali erano chiamati a vivere. Essi vollero dappertutto restare ebrei, come popolo, religione e stato, fondando così uno stato nello stato, nel quale non entravano come cittadini ma come privilegiati o non-assimilati diventando padroni dei loro padroni. Inoltre il protestantesimo, la rivoluzione francese, il liberalismo hanno affrancato gli ebrei, li hanno emancipati ed hanno permesso loro di diventare i padroni delle nazioni cristiane, facendo scoppiare violentemente il problema ebraico.
Per cui è falso asserire che la Chiesa è la diretta responsabile del razzismo antisemita, al contrario essa ha protetto gli ebrei e i cristiani ed ha cercato di impedire che la tensione teologica tra loro diventasse reazione violenta; mentre il mondo moderno, secolarizzato e laicizzato, avendo lasciato che gli ebrei emancipati opprimessero i popoli cristiani, ha causato la reazione violenta di questi ultimi.