
Originariamente Scritto da
Heimbrecht
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Nella “conferenza sull’analisi dell’identità sciità” tenutasi di recente a Gerusallemme in Israele, il filosofo americano Francis Fokoyama parla del sciismo:
“Il Sciismo vola oltre l’orizzonte raggiungibile dalle nostre frecce grazie a due ali, un’ala verde che è costituito dal giustizialismo di cui 4/5 del mondo ha grande sete, e un ‘ala rosso che è costituito dal martirio che pesca nel grande serbatoio dei diseredati del mondo, appunto quei 4/5 della popolazione mondiale. questi due ali rendono invincibile ,per noi e per il nostro pensiero, il Sciismo.”
“vorrei ricordare ai presenti alcuni episodi su cui, a mio avviso, bisognava soffermarsi al suo tempo e con molta più convinzione, ma non possiamo far tornare indietro il tempo e recuperare il tempo perso è ormai impossibile, mi riferisco al leadership sciità, alla posizione chiave della guida spirituale alla quale sono attaccati le due ali di cui parlavo , noi non abbiamo nemmeno preso in considerazione questa posizione, mentre questa costituisce l’arma vincente del Sciismo nelle sue battaglie finora affrontate.”
“Ricordate la guerra Iran-Iraq ? ricordate quando gli iraniani hanno conquistato l’isola di Fao ? in quel momento tutti noi abbiamo aiutato Saddam altrimenti l’Iran arrivava prima a Karbala e poi a Gerusallemme, senza più fermarsi fino ad arrivare ovunque nel medioriente.”
“in quell’occasione Saddam, usando le armi chimiche, ha fermate gli iraniani e noi tutti abbiamo scelto di tacere, perché pensavamo di avere trovato il modo di fermare un fenomeno che non conoscevamo bene, cosi però abbiamo vinto solo una battaglia insignificante e momentanea, mentre la guerra era ancora in atto, e mentre il Sciismo volava con le sua ali al di sopra di ogni nostra iniziativa per fermarli”
“Oggi noi dobbiamo pensare seriamente a fermare la guerra, poiché questa guerra sta logorando noi e la nostra civiltà da dentro, per questo serve un’ingegneria politica nuova , questa non può assolutamente fare più affidamento nel vincere delle battaglie tattiche, noi oggi abbiamo bisogno di una strategia e breve termine per fermare il logoramento del nostro sistema, noi oggi dobbiamo riconoscere all’Iran Sciità dei vantaggi che ha conquistato sul terreno, mentre noi pensavamo erroneamente di indebolirlo.”
“dobbiamo cedere ai loro desideri e riconoscere i loro diritti con la giustizia e con accesso al benessere, altrimenti siamo noi stessi a perire quando cerchiamo solo di ostacolare la loro lotta per la giustizia e per il benessere, poiché il ruolo della guida spirituale trova la sua impeccabile invincibilità solo se noi creiamo altro terreno affinché la loro lotta continui.”
“L’America, se attacca l’Iran, sarà isolato seriamente, molto più di quanto abbiamo potuto constatare quando volevamo attaccare l’Iraq e l’America oggi sa bene che l’unico paese che li rimarrà a fianco in una guerra all’Iran sarà Israele.”
“L’America ha però molti punti deboli per poter intraprendere una impresa del genere, oggi il budget militare dell’America è pari a tutto quello che spende il resto del mondo ma, come possiamo vedere, dopo quasi 5 anni e dopo avere speso oltre 500 miliardi e avere subito gravi perdite umane, non siamo ancora riusciti ad stabilizzare l’Iraq e questo paese oggi è ben lontano dalla pacificazione e da essere riconosciuto come una democrazia.”
“Dobbiamo prendere in considerazione che , al contrario dell’Alqaeda, l’Iran è un paese, un stato con un territorio ed un popolo con una antica storia e con potenziali economiche incalcolabili specialmente nel campo energetico, questo paese oggi con Ahmadinejad, nel bel mezzo della nostra armata sparsa per Afghanistan ed in Iraq, ha preso una posizione offensiva nei nostri confronti, mentre noi non possiamo permetterci di calcolare , se non solo per il mantenimento della posizione attuale, sulle posizioni offensive future in questa regione quindi, nel caso di optare per l’attacco, noi non possiamo muovere i nostri soldati contro un paese che ha un territorio tre volte più grande dell’Iraq. Questa condizione obbligatoria ci lascia solo una possibilità, quella di un attacco aereo, ma noi non possiamo organizzare un attacco aereo cosi vasto con sicurezza di poter distruggere le installazioni nucleari prima, e militari poi, in modo di potere neutralizzare il pericolo l’Iran.”
“Nessun di noi oggi può con sicurezza dichiarare di avere le informazioni corrette sulle posizioni nucleari e quelle militari che dobbiamo andare a bombardare quindi, è alta la possibilità che con un attacco aereo, oltre a infliggere lievi danni con effetto di causare qualche ritardo nel programma nucleare , non possiamo ottenere, mentre solo il fatto dell’attacco, in più i morti tra i civili che verranno causati da un bombardamento, aumenteranno l’appoggio interno e quella dell’intero mondo islamico a favore dell’attuale governo iraniano.”
“Il risultato di un scenario del genere, proprio per le condizioni interne al paese e anche per le possibilità che ci viene offerto dalla nostra presenza militare in zona, sarà scarso e reso nullo, specialmente se pensiamo che la reazione dell’Iran e di tutti gli sciiti, dall’Iraq al Libano, potrà creare una situazione incontrollabile per noi.”
“Francis Fokoyama”