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  1. #21
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    Dopo l'appello del 18 marzo, il Comitato presieduto dal Prof. Balzani (Università di Bologna) il 16 giugno ha scritto al Presidente Del Consiglio una lettera aperta su "Le Scelte Energetiche per il futuro dell'Italia".
    Zdenek non ti sembra un poco ridicolo l'appello?

    ecco le critiche verso il nucleare contenute nell'appello (analizziamone una ad una):

    necessità di enormi finanziamenti pubblici
    Non sempre ci sono chiari esempi di investimenti privati (vedi enel Okiluoto etc..), e questa è una grave imprecisione.

    Il fatto che come alternativa al nucleare suggeriscano il FOTOVOLTAICO o la più generica "energia del sole" che RICORDO è la fonte di energia PIU' INCENTIVATA IN ASSOLUTO e Su cui il governo ha stanziato finanziamenti per 12 miliardi di euro ( in pratica 4 reattori nucleari) la dice lunga sulla coerenza di questa critica al nucleare.


    insicurezza intrinseca della filiera tecnologica
    Questa è PURA ideologia ambientalista.

    Leggete qui: http://www.ingegnerianucleare.net/Te...rezzaD_epr.htm

    e anche qui: http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR...20Nucleare.PDF


    difficoltà a
    reperire depositi sicuri per le scorie radioattive
    Questo è in parte vero ma non per problemi tecnici, ma per motivi sociali e politici. Però dimenticano di dire una cosa importante, che un deposito ci serve IN OGNI CASO.. le scorie radioattive le producono gli ospedali come anche le industrie chimiche.



    stretta connessione tra nucleare civile e
    militare
    questa è ancora ideologia. CERTAMENTE il nucleare civile può porre le basi per uno sviluppo del nucleare militare, ma ANCHE SE FOSSE? le dobbiamo fare NOI le centrali...... non Bin Laden....


    esposizione ad atti di terrorismo
    Solito terrorismo mediatico.

    http://www.ingegnerianucleare.net/Te...aD_impatto.htm



    aumento delle disuguaglianze tra paesi
    tecnologicamente avanzati e paesi poveri
    QUESTA E' LA PIU' GRANDE CAZZATA CHE ABBIA MAI SENTITO!

    Secondo il loro ragionamento dovremmo chiudere anche istituti di ricerca perchè si sa i paesi più poveri non possono permetterseli e aumenterebbe il divario..... ma per favore...


    scarsità di combustibili nucleari
    Ancora Ideologia pura.

    Attualmente le scorte conosciute permettono oltre un secolo di autonomia. (Stima Nuclear Energy Agency). Bisogna inoltre dire che Le ricerche di nuovi giacimenti sono state sospese per quasi vent'anni: dal 1986 a 2003 e che sono stati scoperti importanti giacimenti in kazakhistan di grandezza quasi paragonabile ai giacimenti in Australia (più grande esportatore) e Canada (2° più grande esportatore). Nel 2035 entreranno in commercio i reattori gen IV veloci autofertilizzanti che consentiranno riserve energetiche per migliaia di anni grazie al solo uranio disponibile ora e grazie alle stesse SCORIE, visto che l’efficenza crescerà di circa 80 VOLTE passando dallo 0,8% fino al 70%. (Fonte: http://live.festivaldellenergia.it/?p=44 ).
    Inoltre NON E' VERO che il costo dell'uranio è destinato a salire:

    http://www.uxc.com/review/uxc_g_2yr-price.html

    Inoltre si deve distinguere il costo dell'Uranio MINERALE e il costo del COMBUSTIBILE! Infatti quello che varia è il costo del Minerale, ma il prezzo del combustibile dipende per lo più dal costo della lavorazione del Minerale.









    Da quello che vedo questo appello ha credibilità RASENTE LO ZERO con evidente influenza dell'ideologia di estrema sinistra.

    In questo filone segnalo un ottimo articolo del Prof. Nazzareno Gottardi:
    "Analisi sulla scelta Energetica".
    Mi colpisce soprattutto per una questione di cui io stesso ho cercato sempre di discutere, per questo come altri argomenti: quella morale.
    Ho letto solo sommariamente l'articolo perchè devo scappare e non ho tempo ma non mi sembra assolutamente anti-nucleare tanto che in punto dice:

    Ben diverso è il caso del nucleare: una tecnologia stupenda ed utile se non ci sono altre alternative come è il caso ora nella fase di transizione tra il passato fossile e l’inevitabile futuro alternativo. La realtà infatti è che nel mondo ci sono circa 400 centrali che contribuiscono a circa il 16% della produzione di elettricità nel mondo.

    È quindi buona cosa utilizzarle e, poiché per quanto lentamente dovranno essere chiuse per vecchiaia, mentre il traguardo di funzionamento a sola energia alternativa è ancora piuttosto lontano, a causa dei freni imposti essenzialmente dal “business del fossile”, il “buonsenso nucleare” suggerisce che,sarebbe bene rimpiazzarle. Rimpiazzarle con cosa? La mia proposta è di sostituirle con centrali che usano nuovi reattori PWR, ma ancora della cosiddette generazione II o III, che sono tra le migliori in Europa, e non quelli della IV generazione, ancora in stadio di sviluppo.
    In ogni caso non condivido il suo modo di affrontare "moralmente" la questione energia, secondo me contano i costi e la competitività di una data fonte... inoltre con la crisi energetica alle porte mi sembra ASSURDO farsi questo tipo di problemi.

  2. #22
    Mai l'altra guancia
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    Bene. E' stata fatta pulizia in tempo reale.

    Ribadisco che non è mio diletto discutere con chi pontifica dopo "aver avuto tempo di leggere solo sommariamente".

    Questo non mi sembra l'asilo "Da Mariuccia".

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Zdenek Visualizza Messaggio
    Sì, certo come no.
    "Ti sembra di ricordare" altro dei deliri di chi ti tiene al guinzaglio?
    Non hai altro da obiettare? perchè non mi risulta che i link sulla sicurezza diretti al sito ingegnerianucleare.net fossero mai stati postati.

    Poi non capisco ancora perchè ti da tanto fastidio.... non mi pare che ci sia una regola che impedisca di postare link già postati in precedenza...



    Non è necessario intervenire su certi argomenti se si ha tempo di "leggere solo sommariamente", sai?
    Quella è una piccola parte del tuo messaggio, il resto del commento era rivolto alla lettera degli antinuclearisti che non ho letto "sommariamente",

    Di nuovo, Buon Natale.
    anche a te.



    p.s.

    Siamo OT non mandiamo a putt@@e la discussione.

  4. #24
    Mai l'altra guancia
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    Continuo la rassegna stampa, in attesa dell'incontro romano.
    NUCLEARE
    I soliti noti dell'atomo
    Il programma di Scajola e la sua impossibilità
    Alcuni buoni motivi per non crederci

    Angelo Baracca
    Giorgio Ferrari


    Dietro il maschio decisionismo di Scajola, dietro un esecutivo «in tuta mimetica», il re è nudo. Sconcerta l'improvvisazione con cui si è annunciato il programma nucleare, in un contesto normativo e industriale inadeguato a garantire affidabilità e sicurezza nelle fasi di progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti.

    Progettazione che non si farà in Italia, come non la si fece per Trino, Latina, Garigliano e Caorso, ma almeno quel programma ci aveva messo in grado di capire e intervenire sul progetto e di arrivare, dopo 15 anni, alla definizione del Pun (Progetto unificato nucleare).

    Quanto alla costruzione, il nanismo industriale italiano, che pure non ha impedito lauti profitti a una miriade di piccoli e medi imprenditori, non permette illusioni circa l'affidamento delle commesse nucleari, una volta distrutte o cedute le competenze e le capacità del settore elettromeccanico nazionale. Restano i soliti noti dell'ingegneria civile: Impregilo (inceneritore di Acerra), Italcementi (cemento fasullo) e le minimizzate capacità dell'Ansaldo.

    Quanto all'esercizio, una volta fiore all'occhiello del vecchio Enel pubblico, insieme al personale specializzato sono andati in pensione anche i criteri (e le strutture) che sovrintendevano alla gestione degli impianti nucleari: personale qualificato, ottimizzazione del ciclo del combustibile, gestione delle salvaguardie, quality assurance e altre attività tipicamente nucleari che non si improvvisano. Esiziale infine, ai fini della credibilità del programma, è l'impreparazione degli addetti a qualsiasi livello, perché in tutti questi anni le industrie e i governi di ogni colore non hanno speso un soldo nella ricerca e nella formazione, universitaria e non. Come rimediare a queste mancanze? L'organico dell'Enea è sottodimensionato, e spesso composto di personale con contratti a termine. Anche ammesso che questi deficit strutturali siano colmati con contractor e consulenti stranieri, quale autorità di sicurezza sarà in grado di portare avanti l'istruttoria necessaria a validare il progetto e a rilasciare la licenza di esercizio per questi impianti?

    Dal canto suo il governo ha approntato un ddl specifico da cui si evince che: a) i nuovi impianti nucleari possono essere di più tipologie; b) la scelta dei siti e i criteri di localizzazione di questi impianti e del deposito nazionale per le scorie sono delegati al governo; c) questi criteri includono quello della sicurezza nazionale; d) l'unico organo abilitato a dirimere le controversie relative a tali impianti è il Tar del Lazio ed eventuali misure cautelari prese da altra autorità giudiziaria restano sospese fino a pronuncia dello stesso.

    Il primo punto lascia intendere che la scelta del tipo di reattore potrebbe non essere unica. Vale a dire che se la Francia è in pole position per la scelta del reattore Epr (considerati gli stretti legami di Edf con Edison ed Enel e le simpatie per Sarkozy), la piaggeria di Berlusconi verso Bush lascia una porta aperta per l'Ap1000 della Westinghouse, anche se optare per due tipi di impianto a fronte di un programma di sole 5 centrali costituirebbe il massimo dell'inettitudine! Quanto agli altri punti, essi possono essere riassunti con due frasi: militarizzazione del territorio e aggiramento delle norme e procedure sull'informazione e partecipazione dei cittadini alle scelte riguardanti questo tipo di insediamenti. E' bene ricordare che già il decreto Scanzano (governo Berlusconi) definiva il deposito nazionale per le scorie «opera di difesa militare» e che il Dlgs 16.02.08 (governo Prodi) introduce la possibilità di escludere da qualunque valutazione ambientale le opere considerate dall'esecutivo di difesa nazionale o su cui venga apposto il segreto di stato.

    Come farà poi Scajola a definire entro l'anno le localizzazioni delle centrali nucleari, viste le levate di scudi di molte regioni, compresa la fedele Lombardia? Qui entra in gioco l'arte del taroccamento: gli impianti da costruire sono cinque come i siti dei vecchi impianti in dismissione (Trino, Caorso, Montalto, Latina, Garigliano). Sovrapponendo le due serie si semplifica l'istruttoria per la scelta del sito e si evita in teoria il prevedibile contenzioso con le popolazioni perché i siti sono già licenziati, e il decommissioning delle vecchie istallazioni, almeno per le parti strutturali.

    Tre di questi siti (Garigliano, Trino e Caorso) sono su due fiumi: il Garigliano di portata modesta, e il Po che già non dispone di acqua a sufficienza per gli impianti termici esistenti lungo il suo corso: figurarsi per due nucleari da 1300-1600 MW che richiedono dai 1800 ai 4300 mc/minuto ciascuno (30.000-72.000 litri/secondo). Si deve quindi ricorrere a torri di raffreddamento, strutture di cemento armato alte 200 metri e altrettanto larghe alla base che, oltre a far lievitare i costi di impianto del 30-40% e a ridurne l'efficienza, immettono in atmosfera milioni di tonnellate di vapore acqueo, riscaldando l'aria.
    Resta da spiegare la vocazione nucleare di Confindustria. Intanto va rimarcato che le grosse utilities elettriche (Enel ed Edison) siedono ai vertici della struttura presieduta da Marcegaglia, la cui impresa di famiglia completa con A2A il tiro a quattro di tutta l'operazione. Si tratta di incamerare gli aiuti di stato senza i quali non si avvia nessun cantiere, aiuti che - sull'esempio degli Usa - potranno consistere in agevolazioni tariffarie per i primi anni di esercizio (un CIP 6 nucleare); garanzie sovrane, cioè dello stato, su finanziamenti e assicurazione; erogazioni a fondo perduto. Il tutto da compensare redistribuendo le voci «nucleari» già presenti nelle tariffe elettriche e valutabili intorno ai 0,6-0,7 cent/kWh, cioè per un gettito annuo di oltre 2 miliardi di euro.

    Sarà così decisivo il ruolo dell'Enel che deve ripianare un indebitamento esorbitante, causato da disinvolte acquisizioni all'estero, specie in Slovacchia dove si sta rivelando disastroso l'acquisto delle centrali nucleari della società Slovenske Elektrarne. Uno scenario inquietante dunque, dove non sarà facile mettere tutti d'accordo, e dove nemmeno si può escludere che il programma abortisca dopo il primo impianto addossandone la colpa ad altri, cosa che è nello stile di Berlusconi. Una ragione in più per rovesciare, insieme alla scelta nucleare, il liberismo imperante anche a sinistra e riproporre la socializzazione di risorse primarie come l'acqua e l'energia.

    Due luoghi comuni sostengono che importiamo energia perché non abbiamo centrali a sufficienza, e la importiamo dalla Francia perché ha le centrali nucleari. La potenza installata in Italia nel 2006 era di 89.800 MW, a fronte di una domanda di picco di 55.600 MW, con un margine teorico di sovrapotenza di oltre 34.000 MW (il 38%, il più alto d'Europa) ma con un grado di utilizzo degli impianti inferiore al 50%. Abbiamo peraltro le tariffe più alte d'Europa: 74,75 €/MWh (media annuale 2006), tra 17 e 26 € /MWh superiori alla media europea (ma fino a 40 €/MWh nelle ore di picco).
    LE TARIFFE
    Non è dunque la mancanza di centrali, ma l'alto costo del kWh italiano la causa delle importazioni di energia. Questo alto costo viene attribuito al fatto che non abbiamo il nucleare, mentre le tariffe sono più basse in Francia, che produce il 78% dell'energia elettrica dal nucleare.
    LA FRANCIA
    A parte che dalla Francia importiamo il 6,4% (su un totale del 15,4%) del nostro fabbisogno, nessuno rileva che le tariffe francesi sono simili a quelle di Germania e Inghilterra, e addirittura superiori a quelle della Spagna (19%). Inoltre, il sistema francese è troppo rigido per seguire le variazioni giornaliere del fabbisogno, perché le centrali nucleari hanno pochissima modulazione, per cui nelle 24 ore generano energia in sovrappiù che deve essere esportata (anche sotto costo) per non dovere fermare gli impianti. Ma questa rigidità costringe la Francia ad importare energia nelle ore di punta con costi elevatissimi.

  5. #25
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    Articolo da leggere. La rivista costa solo 4.80€ ...

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  6. #26
    Orgogliosamente Bannato .
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    Citazione Originariamente Scritto da bianconero Visualizza Messaggio
    Le pale di Fossato

    Il più chiaro esempio di deturpazione ambientale unita ad antieconomicità dell'impianto (che si regge solo su fondi pubblici) per produrre una quantità risibile di energia.
    Alè bianconero , non stare a dire delle cazzate , l'unico problema è che sono poche , mettine su una trentina (minimo) e vedrai che rendereranno .
    Dalle mie parti ne hanno messo 3 (dietro alle cazzate di quel demente di Franco Zunino assessore ligure all'ambiente di RIFONDAZIONE) invece delle sei previste e non solo funzionano a meraviglia , ma sono anche meta giornaliera di scolaresche e turisti vari.

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da albertob Visualizza Messaggio
    Alè bianconero , non stare a dire delle cazzate , l'unico problema è che sono poche , mettine su una trentina (minimo) e vedrai che rendereranno .
    Dalle mie parti ne hanno messo 3 (dietro alle cazzate di quel demente di Franco Zunino assessore ligure all'ambiente di RIFONDAZIONE) invece delle sei previste e non solo funzionano a meraviglia , ma sono anche meta giornaliera di scolaresche e turisti vari.
    La montagna di Fossato è stata letteralmente deturpata (perchè le opere civili che fanno da contorno alle pale hanno un impatto veramente notevole, e le pale stesse hanno un impatto notevole sulla fauna appenninica). Non parliamo di quello che hanno fatto in Abruzzo.

    Si fa sempre il paragone con Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi e Spagna, ma non si dice mai che lì ci sono le condizioni climatiche favorevoli e nessun impianto eolico è costruito in montagna ma sono distribuiti in pianura.

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da cangaru' Visualizza Messaggio
    scusate ma poi dove la prendiamo tutta l'acqua per raffreddare i reattori nucleari???
    La francia ha avuto problemi riguardo a questo.
    La stessa oggi usata dalle centrali termoelettriche a fossili.

    Ah, poi l'acqua non serve per freddare il reattore...

    Citazione Originariamente Scritto da Ochtopus Visualizza Messaggio
    La scelta che sta alla base di tutto e' questa:

    Si vuole continuare a permettere a singole aziende di muovere ingenti capitali,pubblici e non per rifarsi sulle tariffe senza ALCUNA garanzia di risparmio per l'utenza o si vuole parcellizzare la produzione dell'energia fino al singolo utente mirando all'autosufficienza domestico-abitativa?

    Il punto e' questo.L'energia nucleare,la costruzione di centrali sono un grande affare,un prodotto commerciale che si vuole mantenere nelle mani di pochi.
    L'energia eolica e solare sono invece producibili in svariate tipologie e dimensioni.L'autosufficenza energetica di una abitazione sarebbe una rivoluzione nel mercato dell'energia e questo spaventa molte posizioni di potere consolidate da decenni.
    Per l'ennesima volta, lo sai che ci sono gli incentivi statali se vuoi metterti i pannelli in casa? Per caso qualcuno ha detto di limitarli per costruire centrali nucleari?

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da bianconero Visualizza Messaggio
    La montagna di Fossato è stata letteralmente deturpata (perchè le opere civili che fanno da contorno alle pale hanno un impatto veramente notevole, e le pale stesse hanno un impatto notevole sulla fauna appenninica). Non parliamo di quello che hanno fatto in Abruzzo.

    Si fa sempre il paragone con Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi e Spagna, ma non si dice mai che lì ci sono le condizioni climatiche favorevoli e nessun impianto eolico è costruito in montagna ma sono distribuiti in pianura.
    Allora , io non abito in pianura , ma nell'entroterra e ti assicuro che dire che le pale deturpano è un po' come davanti al medesimo quadro che a me fa cacare e a te invece piace , impatto sulla fauna poi ...............
    adesso gli uccelli sono così imbecilli da centrare i pali (a Stella da me hanno fatto fior di ricerca sull'argomento). dai su che scemo non sei .......................

  10. #30
    tutti i politici a casa
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    intanto all'estero i problemi non mancano...




    [Fatti e misfatti su Uranio e dintorni. Ciò che difficilmente arriva nei media italiani. Leggi tutti i post della serie.]
    (8) Spagna: La fuga radioattiva e la gita della scolaresca.




    La centrale nucleare Asco I in Spagna ha avuto una perdita radioattiva verso la fine di marzo, ma il Consiglio di Sicurezza Nucleare è stato avvisato solo il 4 di aprile. Desta perplessità il fatto che quello stesso giorno ci fosse ancora una scolaresca in visita.
    Secondo Greenpeace una parte della perdita è fuoriuscita dalla stazione. A causa dei rischi di contaminazione ora dovranno essere sottoposte a screening oltre 2600 persone. Per questo l'azienda esponsabile, l'Endesa, verrà multata. Ora il reattore è fermo per permettere di ripulire il sito.
    Il reattore gemello Asco II era stato fermato nel 2007 per un guasto ad una valvola.
    (9) Canada: tempi amari (e costosi) per il nucleare


    The Ottawa Citizen riferisce che la fiducia dei canadesi nella AECL (l'impresa atomica canadese) non è mai stata così bassa. Due degli otto reattori della centrale Bruce sono fermi da oltre tre anni per ristrutturazione; i costi sono lievitati il 24% oltre il budget.
    La AECL ha dovuto inoltre chiudere il reattore NRU presso il centro di ricerca nucleare di Chalk River, perchè non era all'altezza degli standard di sicurezza. Questo reattore non serviva per la produzione di energia, ma di isotopi per radioretapia.
    Ma il peggio deve ancora venire. Dopo aver ingoiato 10 milioni di $ al mese per 12 anni, la AECL ha dovuto cancellare i nuovi progetti MAPLE 1 e 2 che avrebbero dovuto rimpiazzare l'NRU.
    Scrive il Calgary Herald: "Ci si rende conto di essere in guai grossi quando un'azienda leader nella tecnologia nucleare dichiara che i suoi due nuovi reattori sono ferraglia obsoleta prima ancora di essere completati."
    L'immagine rappresenta una foto area della centrale Bruce sulle sponde del lago Huron.

 

 
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