Ritorno sull'argomento e faccio un copia-incolla per Quayang (scusatemi, l'ho già postato in passato)di un piccolissimo brano da Lombardia Amore Mio.
Da Gianni Brera “Lombardia – Amore Mio”
Milano è Maschio
Per la femmina italia – madre dei vitelli – sono femmine tutte le città..Il primo doveroso atto d’amore è di affermare la maschilità di Milano. Il suo nome è germano-celta e significa Terra di Mezzo – Midland, da cui Milàn e così sia. In tutta la sua storia, mai stata femmina..bensì virilissimo centro di vita, insediamento non casuale, approdo sicuro, base via via attrezzata per ospitare uomini di tempra nord-europea.
Le nostre lande fumose brulicavano di uccelli – anitre, oche, cigni e di uova. Soprattutto conservavao l’erba anche d’inverno, perchè le acque scorrenti impedivano lo zero termico. I nostri armenti potevano nutrirsi senza migrare e fornivano latte che abbiamo imparato a conservare in concreto
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E’ solennissima balla che i romani portino ovunque civiltà..da noi invece la ricevono. Per esempio, vedono i nostri canali, le rogge, i fossi, l’acqua corrente che sale, scende, scavalca, irrora, trasporta e aziona magli che battono il ferro più di cento e cento martelli. Vale la pena di associarsi a Milano e ai milanesi..e al diavolo se ne meridionalizzano il nome in Mediolanum (però è neutro comeLand). Questa è la piattaforma per dilatare l’impero. Qui e nel resto di Padania si reclutano uomini forti, di statura non inferiore a quella dei Galli Transalpini. Giulio Cesare parte verso la gloria....Un suo passaggio a Milano è ricordato per la maleducazione dei suoi alti ufficiali che scoprono smorfiando il burro fuso in casa di uno di noi a nome Leonte..che li richiama a essere un po’ più civili; non è con il solo olio che si condisce..italian dell’ostrega..sugli asparagi di Leonte mediolanensis ci sta bene il burro ..e magari il formaggio grattuggiato. di quello che un giorno lasceremo ai periferici del Ducato..i parmensi..i reggiani....
Dice: “Ma Gioann, in doe te voeuret andà a finì? Rispondo: voglio amare Milano, rispettandone la storia, che è dignitosa sempre..e spesse volte grande. Sottoposta ai romani, Milano non si deprime, si associa. Roma non è un’unità etnica..è un’unità politica: Nel suo ambito si succedono le razze guida: siamo noi a portare la fiaccola nel secondo secolo dopo Cristo. Milano viene eletta capitale dell’impero d’occidente (391). Chi preme in questo senso deve essere el vescov Ambroeus, che l’è on todesch de Treviri: non date retta alle balle che lo dicono romano..tutti sono romani..quelli che fan parte dell’impero..basta che paghino le tasse da veri cittadini...
El vescov Ambroeus era governatore dell’intera Padania: credeva dapprima che Dio fosse uno solo, come quell’eretico di Ario, poi è passato con coloro che credevano che Dio fosse uno e trino.....Era così forte il vescovo governatore di Milano e della Padania, che anche l’Imperatore gli si è dovuto piegare, per esempio quando ha soppresso i circensi.
..Pensate a Milano di qualche spanna sopra Roma, come quasi sempre. Al vescovo pavese Liutprando, che va in missione a Costantinopoli, dirà l’imperatore d’Oriente”Ma di che Roma andate buccinando: Accattoni, fattucchieri, istrioni, barbitonsori..sono questi oggi i padroni di Roma. A Milano viene invece anche Agostino da Ippona a far pratica di avvocatura: Riceve il battesimo dal vescovo Ambrogio e segue la fede....."
(notate la sua difesa orgogliosa e elogio della nostra terra:
"..le nostre lande brulicanti di uccelli, anatre, cigni, uova. i nostri canali che conserevavano l'erba anche d'inverno, ecc. ecc. ecc.). Compratelo questo libro..se potete




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