

non è dubbio che la stagione di prodi sia finita e con essa quella formula che cercava di integrare in un quadro di responsabilità nazionale la sinistra parolaia come la sinistra dalemian-rondolina.
e l'ha detto il professore prima di tutti.
nessuno vuole mettere l'orologio indietro.
diverso è il discorso della crisi, roba troppo più grande di noi e dei nostri ometti.
quanto a tremonti secondo me il problema è semplice, l'italia è un vascelletto d'appoggio, nel momento in cui il grandi decideranno la politica economica per fronteggiare la crisi, il sistema italico si dovrà accodare ed il ministro dell'economia (che sia tremonti o il rag. fantozzi) dovrà eseguire.
berlusconi farà qualsiasi politica che gli consenta di restare a galla e probabilmenteavrà più possibilità di un draghi di farla digerire agli italiani, tenendo basso il volume della tv.
il vecchio caimano non punterà al default per comprarsi il paese ad un tozzo di pane, al momento buono, con i suoi interessi al caldo, farà tutti gli accordi necessari .
io prevedo la roba già vista negli anni 70. non ne usciremo con innovazioni (le mitiche riforme economiche che nessuno ha la forza politica di imporre) ma con un ritorno al classico.
RE-IRIZZAZIONE (in nuove forme) dell'economia, mega accordi confidustria- sindacati al ribasso per i lavoratori, neo-clericalizzazione sociale, tv scacciapensieri...


Spiegami una cosa che non capisco.
E' sfigato Silvio che quando arriva lui arriva la depressione o è sfigata l'Italia perché è Silvio che porta la depressione?
Sai ormai è successo troppe volte e qualcuno può pensare che lui porta sfiga mentre io sono per la prima ipotesi, cioè che mi sta diventando sfigato pure lui, dato che gli affari gli stanno andando male. Le sue società nell'ultimo anno hanno infatti perso dalla metà del valore (Mediaset e Mondadori) al 60% (Mediolanum).
Però si è fatto almeno consolare








chi parla di autarchia? e negli anni 70 la bolletta non la pagammo?
mi esprimo proprio male ultimamente...
io provo a ragionare sulla storia economica del belpaese.
dagli anni 30 ad oggi non è cambiato lo scenario: non ci sono grandi capitalisti o grandi investitori privati o , se preferite, solo lo stato o le banche hanno i soldi per fare grande industria, realizzare o gestire grandi opere pubbliche o reti.
possiamo quindi continuare a credere alle giaculatorie sotto-reaganiane (che orggi persino tremonti -con il cinismo intellettuale più bronzeo- rinnega) sul mercato, le privatizzazioni, l'efficenza della pubblica amministrazione etc, poi quando arriva il dunque e devi privatizzare telecom o alitalia il problema è sempre quello: nessun privato ha i soldi o la dimensione industriale necessari per farlo e tocca allo stato (o alle banche) trovare le soluzioni. per non parlare degli scioperi pubblici capaci di piegare tutti gli ometti politici nostrani.
quando verrà giù l'acqua dal vajont non si potrà andare molto per il sottile,
pensa ad alitalia, di fronte a 3000 licenziamenti nè prodi, nè berlusconi ci hanno pensato su un attimo ad aprire il portafoglio pubblico.
e poi chi lo dice che il pubblico non sia meno peggio del privato?
fincantieri è un gioiellino
la SIP era oro rispetto a telecom, SME meglio di PArmalat...e comunque non ci saranno grandi alternative.


mmmhh.. ho fatto un commento ellittico. la catena e' questa:
se vuoi pagare la bolletta energetica (e piu' in generale le materie prime che non abbiamo, dalla lana tasmanian al ferro) devi esportare.
se vuoi esportare devi avere un minimo di competitivita'.
questa la ottieni con meccanismi liberali e concorrenziali o con meccanismi autoritari e dirigisti.
la strada del governo e' la seconda (v. l' atteggiamento sulla rinegoziazione dei mutui, e piu' min generale le posizioni di tremonti e degli ex fascisti).
in presenza di una crisi che mordera' forte, pensare che gli italiani accettino di essere guidati da chi non solo non ha la patente, ma non sa nemmeno dove andare, mi sembra improbabile.
(stasera il Cavaliere ha minacciato l' OPEC: "se non la smettete di aumentare i prezzi a. lo dico a W; b. iniziamo a costruire un sacco di centrali nucleari, e tra vent' anni smetteremo di comprare il vostro petrolio": pa te ti co)
quanto alle banche... se le banche acquistano per collocare sul mercato, cosa c'e' di strano? e poi, tra pubblico e privato, quello che conta non e' la proprieta', ma la presenza di dinamiche competitive o meno.
ad esempio la sanita' pubblica italiana e' eccellente, mentre la scuola superiore (Pubblica e privata) fa schifo...



