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  1. #1
    Io lo sono ma lui no
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    Thumbs up Nuova portaerei "Cavour" sarà consegnata alla MMI il prossimo 18/12

    Il Cavour pronto per la consegna, il 18 dicembre

    Per qualcuno l’aggettivo ‘storico’ potrebbe anche sembrare eccessivo. Resta il fatto che quella del prossimo 18 dicembre si presenta come una data a dir poco importante; quel giorno infatti, si assisterà alla consegna della portaerei Cavour alla Marina militare. In realtà si tratta di una consegna puramente amministrativa visto che l’ingresso in squadra è previsto entro la prima metà del prossimo anno e dopo un ulteriore periodo di prove presso la sede produttiva Fincantieri di Muggiano; al loro termine, l’unità raggiungerà l’Arsenale di Taranto dove nel 2009, inquadrata nel Comando forze di altura (Comforal), verrà conseguita la piena operatività. Il tutto a compimento di un processo che ha avuto inizio diverso tempo fa.
    Si era all’inizio degli anni 90 e già all’epoca la Marina aveva compreso quanto fosse importante disporre di una grande unità con la quale sostituire l’incrociatore Vittorio Veneto. Per quella che di lì a poco sarebbe diventata la Nuova unità maggiore (Num), venivano così elaborati più progetti che spaziavano da quelli focalizzati sul ruolo di portaerei fino ad altri incentrati su una piattaforma con spiccate capacità anfibie, con tanto di bacino allagabile, elevato numero di soldati imbarcati e ridotte installazioni aeronautiche. Con il tempo il progetto è stato affinato, fino a giungere all’attuale configurazione: quella di una vera e propria nave portaerei che, tuttavia, conserva una certa flessibilità operativa.



    Si era intanto arrivati al 2000 quando, con la firma del contatto con Fincantieri, prese definitivamente il via il programma. L’anno successivo ebbe inizio la costruzione, con il varo che giungeva il 20 luglio del 2004; e così come il varo vide la presenza dell’allora presidente della Repubblica Ciampi (il quale peraltro giocò un ruolo di primissimo piano nella scelta del nome), adesso la consegna dell’unità potrebbe avvenire alla presenza dell’attuale presidente Napolitano. Resta da notare come alla luce del ritardo accumulato, complici anche le croniche ristrettezze finanziarie, il Cavour è oramai in realtà destinato ad affiancare, e in prospettiva sostituire, l’omologo Garibaldi.

    Ma questa unità merita anche di essere segnalata per un primato: quello della più grande nave militare costruita in Italia dalla fine della seconda guerra mondiale. Una lunghezza fuori tutto di 244 metri, una larghezza massima di 39 metri - imposti dal passaggio dal ponte di Taranto - e un’immersione di quasi nove metri; il tutto per un dislocamento di 27.100 tonnellate a pieno carico. A muovere questa ‘massa d’acciaio’ ci pensano quattro turbine a gas Lm2500, per una potenza complessiva di 88 Mw, che agiscono su due assi con eliche a cinque pale capaci di imprimerle una velocità massima continuativa di 28 nodi; l’autonomia risulta pari a 7.000 miglia alla velocità di 16 nodi, mentre la produzione di energia elettrica è assicurata da sei diesel-generatori e due gruppi generatore-asse per un totale di 17,6 Mw.



    Valori dimensionali importanti che si riflettono su altri due elementi essenziali: il ponte di volo e l’hangar. Il primo ha sei spot di decollo per elicotteri - più uno Sar (Search and rescue) - e una pista di decollo con uno sky-jump per gli aerei Stovl (Short take-off vertical landing) con elevazione di 12°, nonché aree di parcheggio per otto aeromobili. Il secondo ha la particolarità di essere riconfigurabile potendo infatti ospitare 12 elicotteri o otto aerei oppure diverse combinazioni di mezzi: 24 carri armati Ariete o 50 veicoli medi quali Aav-7, Dardo, Centauro e Freccia o 100 veicoli leggeri come Puma, Lince e Vm-90 o, ancora, tre Lvtp (Landing vehicle transport personnel). Tutti mezzi che possono essere sbarcati tramite due rampe - per carichi da 60 ton. - poste a prua e sul lato di dritta della nave e movimentati, assieme agli aeromobili e a materiali in genere, da quattro elevatori.

    Se a ciò aggiungiamo che oltre ai 451 uomini di equipaggio, ai 203 del gruppo di volo, ai 140 del comando complesso, sono presenti alloggi per 416 (di cui 91 in emergenza) altri soldati, si capisce bene quanto la polivalenza sia una caratteristica importante di questa unità. Si può infatti passare da una configurazione di portaerei pura, con 12 aerei (Av-8b, in futuro F-35b) e otto elicotteri (Eh-101, nelle sue diverse versioni, Sh-3d e in futuro Nh-90), aumentabili ulteriormente in caso di necessità fino a 24 o anche 30 se solo elicotteri, a una sorta di Lph (Landing platform helicopter) in grado di condurre eli-assalti. Da rilevare inoltre come, grazie all’elevato livello di automazione e all’avanzato sistema di gestione, controllo e sicurezza della piattaforma sia stato possibile contenere il numero degli uomini dell’equipaggio i quali, tra l’altro, godono di standard abitativi molto elevati.



    Il sistema di combattimento - oggetto di un contratto separato - integra i numerosi sensori di bordo con i sistemi d’arma preposti alla difesa dell’unità. Tra i primi si segnalano un radar multifunzione per la sorveglianza aerea e di superficie (che si occupa anche del controllo dei missili), uno per quella aerea a lunga portata, uno di superficie a corto-medio raggio, uno per il controllo delle operazioni aeree, uno di navigazione e, infine, i due apparati radar elettro-ottici per i pezzi di medio calibro; sono inoltre presenti un sonar a scafo e un sistema per la sorveglianza aerea e di superficie Ir (Infra-red). A contrastare le minacce dirette verso il Cavour provvedono poi due sistemi di lancio verticale a 16 celle ciascuno per missili Aster 15, due pezzi da 76/62 mm Super rapido e tre pezzi da 25/80 mm.

    Completano l’insieme dei sistemi di difesa due lanciatori per inganni anti-missile e altrettanti lanciatori per quelli antisiluro, nonché un sistema di guerra elettronica. Particolare attenzione è stata inoltre riposta nella suite di apparati di comunicazione, con un sistema integrato che serve anche l’ampio centro di comando posto sotto l’isola, fondamentale proprio per lo svolgimento delle funzioni di nave sede-comando.

    In conclusione, ciò che si evince da queste brevi note è che quella che sta per entrare in servizio con la Marina militare è un’unità tecnologicamente valida e flessibile. Un importante assetto operativo non solo per la Marina stessa ma anche per le altre forze armate; basti pensare, in questo senso, alla Forza di proiezione dal mare e a quale importante contributo possa fornire a questa componente una piattaforma utilizzabile in contesti anche diversi e comunque impegnativi.

    Considerazioni che non mutano di fronte alle polemiche che stanno già da qualche tempo accompagnando il Cavour. Due sono gli aspetti maggiormente criticati: il costo finale - che dovrebbe raggiungere gli 1,5 miliardi di euro circa - e le capacità ritenute fin troppo offensive. Per ciò che riguarda il secondo aspetto, occorre subito rimarcare come le caratteristiche complessive di questa unità potranno tornare utili, oltre che in ambito nazionale, anche nell’ambito di operazioni a carattere multinazionali, siano esse in ambito Nato, Onu o Ue, contribuendo a rendere in nostro Paese pienamente partecipe delle decisioni prese in tali ambiti.

    Per quanto riguarda il primo invece, occorre ricordare come l’anomalia non sia rappresentata tanto dal costo elevato della nave quanto piuttosto dalle scarse risorse a disposizione della Difesa. Così scarse da far sembrare avventate certe scelte che al contrario, in un contesto normale, risulterebbero del tutto comprensibili e del tutto coerenti con quella che dovrebbe essere la politica di sicurezza e difesa di un Paese come l’Italia.

    Fonte: Pagine di Difesa
    Foto: Marina Militare Italiana

  2. #2
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    In futuro di parla di sostituire la Garibaldi con una nuova grande classe di LPD molto spinta nel ruolo anfibio e comando.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da SuperMario Visualizza Messaggio
    In futuro di parla di sostituire la Garibaldi con una nuova grande classe di LPD molto spinta nel ruolo anfibio e comando.
    Con la pochezza di soldi che la MMI (ed anche le altre forze armate italiane) si ritrova attualmente dubito che la Garibaldi sarà sostituita con una nuova portaeromobili durante i prossimi 10-15 anni.

  4. #4
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    Da quello che ne sò io al momento stanno studiando la configurazione definitiva.

    Cmq si, fra una cosa e un altra non sarà operativa prima di dieci anni.

  5. #5
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    La Cavour è semplicemente un vergognoso spreco di denaro pubblico.

    Mi spiego.

    Le "nostre" portaerei sono la Garibaldi (prossima al pensionamento, che avverrà grosso modo fra una decina d'anni, in contemporanea con l'obsolescenza operativa degli AV-8B che imbarca) e - appunto - la nuova Cavour, non ancora operativa.
    Lasciando da parte per amor di patria ogni commento sulla Garibaldi, diciamo che la Cavour dovrebbe diventare la "capital ship" della nostra marina e imbarcare un misto di EH-101 e F-35B STOVL. Bene, se guardiamo allo spazio disponibile:

    ( vedasi: http://www.marina.difesa.it/programmi/portaerei.asp )

    ci accorgiamo che in configurazione "tutto caccia" gli hangar accettano non più di 8 F-35, più quelli che eventualmente si potrebbero parcheggiare sul ponte di volo (con tutte le limitazioni del caso dal punto di vista operativo).

    Un po' troppo poco, direi.

    Se poi guardiamo alla versione B del JSF (quella scelta dalla MM), non possiamo non prendere atto che le sue potenzialità operative sono ridotte sia rispetto alla versione A che alla C. Vabbé, è comunque un salto avanti enorme rispetto all'AV-8B.

    Tutto questo, sulla carta.

    Nella realtà le cose stanno in maniera ben diversa: prima di tutto, per i soliti motivi di budget, la Cavour non verrà affiancata da una gemella (come invece si era pensato inizialmente di fare), il che vuol dire che tutti gli investimenti nel programma Cavour devono essere considerati come pura beneficienza (leggasi: "soldi buttati"), in quanto la nave (e i suoi costosissimi F-35B) non potrà ovviamente garantire una disponibilità operativa continua (ogni tanto si va in porto e pure in bacino, sapete...), e nel momento in cui fosse chiamata ad operare potrebbe farlo soltanto integrata in un Gruppo d'Altura esclusivamente dedicato alla sua protezione, in quanto essa rappresenterebbe in qualsiasi scenario ad alta intensità un obiettivo di primaria importanza per il nemico. Questo significa che, sostanzialmente, tutta la componente da battaglia della M.M. dovrebbe uscire e accompagnare la Cavour.

    Semplicemente pazzesco.

    Tenendo anche in conto il fatto che solo la U.S. Navy (e FORSE la Marine Nationale) sono in grado di garantire alle proprie capital ships un adeguato livello di impenetrabilità agli attacchi aerei, marittimi e subacquei... per un Gruppo d'Altura italiano imperniato sulla Cavour, basterebbero un paio di salve ben assestate di SLCM/ALCM durante un attacco di saturazione (per non parlare della minaccia subacquea, la più terribile di tutte) e si torna dritti filati a casa con gravi danni (se va bene!). Se va male, invece, addio Cavour e addio anche ai suoi F-35 stealth imbarcati su una nave che stealth non lo è affatto.
    Ricordatevi che per garantire la sopravvivenza di un Battle Group, la U.S. Navy ha dovuto "farsi" i Tomcat, i Phoenix, gli Aegis e gli Hawkeye. Scusate se è poco. E non mi risulta che la Marina Militare abbia in dotazione roba del genere.
    Certo, si potrà dire che un conto è doversela vedere con i bombardieri sovietici in uno scenario da terza guerra mondiale e un conto è doversela vedere con Libia o Siria o Iran, ma ci andate voi, poi, davanti alle telecamere ad annunciare che un Exocet o un SS-N-22 o un Kilo ha affondato la nave ammiraglia della Marina Militare italiana?

    Per chi volesse maggiori ragguagli sulla questione, vedasi quelle che sono le posizioni di una fonte istituzionale della stessa Marina Militare, mica micio micio bau bau:

    http://www.marina.difesa.it/editoria/rivis.../articolo01.asp

    Morale della favola: ormai il danno è fatto e la Cavour solca i mari, ma per favore basta con queste manie di grandezza... una portaerei non è roba per noi, la stessa Francia sta pagando un prezzo salatissimo per aver voluto fare la fesseria di volersi dotare a tutti i costi della sua CVN, e anche qui il discorso porta sempre alla stessa conclusione: è indispensabile procedere verso l'unificazione politica europea, unica maniera per poter dotare le nazioni EU di forze armate unificate ed efficienti.

  6. #6
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    Seguono in basso altre foto del "Cavour" che ho trovato sul forum di Military Photos.net e postate dal forumista easyand.








  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da wildweasel
    Tutto questo, sulla carta.

    Nella realtà le cose stanno in maniera ben diversa: prima di tutto, per i soliti motivi di budget, la Cavour non verrà affiancata da una gemella (come invece si era pensato inizialmente di fare), il che vuol dire che tutti gli investimenti nel programma Cavour devono essere considerati come pura beneficienza (leggasi: "soldi buttati"), in quanto la nave (e i suoi costosissimi F-35B) non potrà ovviamente garantire una disponibilità operativa continua (ogni tanto si va in porto e pure in bacino, sapete...), e nel momento in cui fosse chiamata ad operare potrebbe farlo soltanto integrata in un Gruppo d'Altura esclusivamente dedicato alla sua protezione, in quanto essa rappresenterebbe in qualsiasi scenario ad alta intensità un obiettivo di primaria importanza per il nemico. Questo significa che, sostanzialmente, tutta la componente da battaglia della M.M. dovrebbe uscire e accompagnare la Cavour.

    Semplicemente pazzesco.

    Tenendo anche in conto il fatto che solo la U.S. Navy (e FORSE la Marine Nationale) sono in grado di garantire alle proprie capital ships un adeguato livello di impenetrabilità agli attacchi aerei, marittimi e subacquei... per un Gruppo d'Altura italiano imperniato sulla Cavour, basterebbero un paio di salve ben assestate di SLCM/ALCM durante un attacco di saturazione (per non parlare della minaccia subacquea, la più terribile di tutte) e si torna dritti filati a casa con gravi danni (se va bene!). Se va male, invece, addio Cavour e addio anche ai suoi F-35 stealth imbarcati su una nave che stealth non lo è affatto.
    Ricordatevi che per garantire la sopravvivenza di un Battle Group, la U.S. Navy ha dovuto "farsi" i Tomcat, i Phoenix, gli Aegis e gli Hawkeye. Scusate se è poco. E non mi risulta che la Marina Militare abbia in dotazione roba del genere.
    Certo, si potrà dire che un conto è doversela vedere con i bombardieri sovietici in uno scenario da terza guerra mondiale e un conto è doversela vedere con Libia o Siria o Iran, ma ci andate voi, poi, davanti alle telecamere ad annunciare che un Exocet o un SS-N-22 o un Kilo ha affondato la nave ammiraglia della Marina Militare italiana?
    Non sono un esperto militare, premetto, ma l'Italia mica deve andare a conquistare qualche nazione.
    La differenza tra gli USA e l'Italia è evidente, come pure attualmente in Afganistan o nelle acque indiane le nostre navi scortano e sono scortate dalle marine degli altri stati.
    Non a caso è stata costituita una forza di intervento rapido in cui ogni nazione mette a disposizione le proprie navi, come se fosse una flotta paragonata a quelle Americane.

  8. #8
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    Premetto che non sono un fautore della guerra e credo che se nell,uomo vi fosse il buon senso innato tante energie potrebbero essere spese per il bene dell'umanità. Ma la follia, le ambizioni,il fanatismo,etc. caratterizzano l'essere umano dalla notte dei tempi. La politica per la pace paga in termini di sedazione. Tuttavia basarsi sulla speranza che la ragione e il dialogo prevalgano sempre si pecca di ingenuità.Gli scenari mondiali sono molto cambiati non solo dopo l'11 settembre e se si pensa che il governatore della california grida che il suo stato è sull'orlo della bancarotta Qualcuno si impressiona dei costi della Cavour,e giustamente intravede scenari di mancata copertura difensiva della nuova unità. il discorso è valido ma fino ad un certo punto.( Se la visuale resta nel mero bilancio).Magari si può parlare di valutazione costi/benefici e cosi per renderla facile potrei dire che spendere 5000 euro per un impianto d'allarme grava parecchio su di un bilancio familiare.Forse anche una assicurazione contro il furto e incendio sono soldi buttati se si considera che le probabilità che ciò avvenga è pressocchè vicino alle probabilita del totocalcio giocato senza sistema(almeno che non si trami una truffa).
    Il fatto è che bisognerebbe conoscere il vero spreco dei soldi pubblici. Pochi esempi possono esserefatti con voci diverse dalla difesa ovvero riscontrati in altri Settori.
    Un giorno Qualcuno sostenne che i soldi nella difesa avrebbero coperto il fabbisogno della salute al posto del biglietto prenotato a miglior vita.
    Così spulciando sul Sole24ore si scopre che nella sola Campania ,con riferimento ad una sola ASL, si sprecanoin spese legali per cattiva gestione 250 milioni di euro annui(circa il 15% del costo della Cavour).
    Recentemente sono stati pubblicati costi della sanità privata rispetto alla sanità pubblica(sempre campania): La sanità privata eroga 48milioni di prestazioni annue ad un costo di circa 100milioni di euro; La sanità pubblica eroga circa 11 milioni di prestazioni annue(4 volte meno del privato)ad un costo di oltre 400milioni di euro(quasi 5 volte superiore). se ne deduce che nel pubblico rispetto al privato un "colesterolo" ed una "tac" costano in media 5 volte di più.
    Solo in Campania si viaggia dunque con un disavanzo passivo annuale complessivo di circa 1,4miliardi di euro oltre il fabbisogno già erogato stimato in 800 milioni di euro.
    Tradotto significa che la sola sanità campana spreca al vento il costo di una portaerei all'anno.
    Se moltiplichiamo lo spreco che si porta da 10 anni, a conti fatti potremmo aver pagato 3 portaerei con flotta di difesa compresi. Sarebbe stato un buon investimento nella difesa contando che non credo che con gli scenari attuali gli USA vorranno o potranno detenere costi di difesa gratuita per il mondo in eterno e sarebbe bene che pensassimo anche a questo nel prossimoo immediato futuro.

 

 

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