Dure critiche al decreto legge che cambierebbe il sistema pubblico della ricerca


“Un gravissimo attacco al sistema pubblico della ricerca e della conoscenza, ai salari, alle prospettive di reclutamento e di carriera, alla qualità del lavoro”. Così le confederazioni della ricerca di CGIL commentano il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 18 giugno scorso e presentato alla Camera il 3 luglio.

Il decreto prevede, tra le altre cose, la possibilità di trasformazione delle università in fondazioni ed enti di diritto privato, delle forti limitazioni per le nuove assunzioni, riduzioni delle retribuzioni dei docenti e dei ricercatori, un taglio di 500 milioni di euro in tre anni a un sistema universitario che invece necessità di investimenti mirati e di politiche di valutazione e di efficace razionalizzazione delle spese.

Questo proprio mentre oltre tremila ricercatori italiani in un incontro con il Presedente della Repubblica Giorgio Napolitano il 9 luglio evidenziano le difficoltà del nostro paese di pensare alla ricerca come motore dell'economia e dello sviluppo, e chiedono di ridare alla ricerca il suo ruolo centrale nello sviluppo del paese. L'incontro era stato chiesto dopo un convegno organizzato nel mese di apirle scorso dall'Osservatorio sulla Ricerca “Il futuro ipotecato! Come se ne esce?”.

Flc, Cgil, Cisl Università e Uil Pa.ur della Campania invitano tutte le sedi istituzionali universitarie a una giornata di discussione sul decreto, indetta per il prossimo lunedì 14 luglio.