Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    COSTRUIRE IL COMUNISMO!!
    Data Registrazione
    10 Jan 2008
    Messaggi
    726
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Fosco Giannini ...sei un grande!!

    Intervento di Fosco Giannini, senatore Prc-Se, sulla Rivoluzione d'Ottobre
    Intervento di Fosco Giannini, senatore Prc-Se, sulla Rivoluzione d'Ottobre

    di Fosco Giannini

    su L'ERNESTO del 25/10/2007

    L'intervento è avvenuto tra la contestazione, tentativi di interruzione e
    le urla continue dell'intero centro-destra

    Signor Presidente, ieri sera, sul Tg2 - "Seconda parte", ore 20.30, è
    andato in onda un servizio sulla Rivoluzione d'Ottobre.

    Affermo in modo determinato, forte e chiaro che questo servizio è stato
    una vergogna!

    E' stato esplicitamente detto - Signor Presidente - che la Rivoluzione
    d'Ottobre è stata solamente un sanguinoso colpo di stato, che ha messo
    fine alla vera rivoluzione, quella menscevica; che ha prodotto solo nuovo
    zarismo; che ha gettato la Russia nel sangue e nella violenza; che ha
    esportato con la forza l'orrore nel mondo; che la Rivoluzione d'Ottobre ha
    favorito il sorgere del fascismo in Italia; che lo stesso nazismo sarebbe
    nato per combattere il mostro del comunismo; che la storia avrebbe
    dimostrato che comunismo e nazismo sono la stessa cosa; che - infine - il
    comunismo avrebbe "manipolato" i contadini e gli operai italiani.

    E per dare forza a tale affermazione, il servizio si è chiuso con le
    immagini di manifestazioni operaie italiane degli anni '50 -'60 con le
    bandiere rosse.

    Io mi sono alzato in piedi, Signor Presidente, come si alzavano i
    contadini di Di Vittorio di fronte ai padroni delle terre; mi sono alzato
    in piedi senza togliermi il cappello per dire a tutti che questo servizio
    televisivo è contro la democrazia, contro la storia e contro la civiltà.

    La Rivoluzione d'Ottobre è stata tra i più grandi eventi della storia
    dell'umanità. Essa - superando il capitalismo - ha dimostrato, una volta
    per tutte, a tutti i popoli oppressi, all'intero proletariato mondiale,
    che i rapporti di produzione capitalistici non sono naturali e dunque
    eterni ed immutabili.

    Ha dimostrato che lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e sulla donna non è
    un destino ineluttabile; che i padroni - come l'aristocrazia francese -
    non sono figli di Dio!

    La Rivoluzione d'Ottobre, Signor Presidente, non favorì il fascismo, ma
    sconfisse il nazifascismo e spinse masse sterminate - sul piano planetario
    - a liberarsi dal colonialismo, dallo sfruttamento e dalle dittature
    fasciste!

    E le grandi lotte operaie e contadine di questo Paese furono possibili
    anche grazie all'ideale acceso dalla Rivoluzione d'Ottobre!

    Il comunismo - si è detto - sarebbe uguale al nazifascismo. Si vergognino!

    Lo si vede ancora oggi - e sempre si vedrà - la differenza: ancora oggi i
    fascisti e le destre sono i rappresentanti e i servi fedeli del potere
    economico e dei signori della guerra; e, come i nazisti di un tempo, hanno
    in odio i diversi, i Rom, gli immigrati e i comunisti!

    Noi, i comunisti e la sinistra, come sempre, per nostra natura ideale,
    siamo dalla parte della pace e dei lavoratori.

    Mi lasci rispondere a tanta vergogna, Signor Presidente, mi lasci parlare
    con il cuore: viva la Rivoluzione d'Ottobre! viva Antonio Gramsci! viva
    Giuseppe Di Vittorio! viva i morti di Reggio Emilia! viva il socialismo!


    --

    questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
    http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it

  2. #2
    COSTRUIRE IL COMUNISMO!!
    Data Registrazione
    10 Jan 2008
    Messaggi
    726
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    l'INTERVISTA "INCRIMINATA" DI FOSCO GIANNINI.
    di rossomalpelo
    Mercoledì, 28 giugno 2006 ore 20:06NEI GIORNI SCORSI IL BUON (PER LUI) RUSSO SPENA, COMMENTANDO SUL CORRIERE DELLA SERA, L'INTERVISTA DI FOSCO GIANNINI (SENATORE DEL PRC, DIRETTORE DELL'ERNESTO) HA DICHIARATO CHE LE RISPOSTE DI GIANNINI GLI GELAVANO LE VENE.

    QUESTA E' L'INTERVISTA INCRIMINATA:

    “Soldi al nostro popolo, non a Kabul”

    Intervista a Fosco Giannini ( senatore Prc) :

    "No al rifinanziamento. Difficile votarlo anche con la
    fiducia".


    Senatore, se i comunisti non lo votano il governo va
    sotto.

    Non siamo pasdaran irresponsabili. Ma io, che sono leninista, la vedo come Gino Strada, ritirare i soldati e non rifinanziare le guerre in Iraq e Afghanistan . Fosco Giannini, 54 anni, direttore della rivista L’Ernesto che dà il nome alla principale area di minoranza di Rifondazione, è un pacifista “senza se e senza ma” che sulla guerra la
    pensa come il Conrad di Cuore di tenebra, “quale orrore, quale orrore”.


    Cosa può fare prodi per evitare la crisi sull’ Afghanistan?

    Può accogliere la proposta di mediazione dei comunisti .


    Vuole illustrarla?

    No al rafforzamento del contingente italiano a Kabul, no
    allo spostamento del conflitto al Sud, no alla richiesta Usa di cacciabombardieri AMX e impegno del governo ad arrivare ad un processo di uscita dall’ Afghanistan in tempi scanditi. Se prodi non accetta, vuol dire che è succube di Washington .


    E se fosse posta la fiducia?

    Vedremo qual è la natura del decreto. Certo, se dovesse contenere l’aumento del contingente anche votare la fiducia sarà difficile. Con il nostro popolo quasi alla fame, solo per il primo semestre 2006 sono
    stati stanziati per l’Afghanistan 150 milioni di euro. Il contributo economico ai progetti degli Usa è enorme, si sta dissanguando il nostro popolo .


    Crede nel principio due popoli due Stati?

    sono per la libertà e l’indipendenza di Israele e Palestina. Però il popolo israeliano non dà alcun contributo alla pace, è un soggetto eversore, la mano armata degli Usa in Medio Oriente. Israele detiene mille testate nucleari e nessuno dice una parola, mentre l’ Occidente si erge contro la richiesta iraniana di avere il nucleare per sviluppi industriali .


    Metterebbe l’energia nucleare nelle mani di Ahmadinejad?

    E’incredibile che un popolo chiede di avere uranio per lo
    sviluppo industriale e il mondo occidentale straricco minaccia l’aggressione .


    Si è sentito in lutto il giorno della strage di Nassiriya?

    Ho sofferto al fianco delle famiglie, dolore vero e non
    cordoglio di circostanza. Però riconosco in pieno la legittimità della resistenza irachena. Un popolo ha resistito in Iraq e non è stato piegato.


    E il terrorismo?

    La questione del terrorismo…Sono tutte balle. E’un popolo che combatte come può con la sua lingua, con la sua cultura e con le sue armi, saremmo dei razzisti a dettare noi i connotati della resistenza agli irakeni.


    Tutte balle il terrorismo iracheno?

    Sono balle nel senso che bisogna riconoscere che c’è anche un terrorismo di Stato, terribile, un terrorismo imperialista degli Usa che difende i propri interessi. Perché siamo andati a combattere in Afghanistan e in Iraq con gli americani? .


    Crede chi i poteri forti vogliano sostituirvi con l’Udc?

    Gli Usa e Confindustria vogliono farci piegare la testa. Penso che se Prodi volesse davvero cambiare le cose
    sostenendo gli interessi della pace, rialzando i salari e facendo pagare un po’ anche i padroni, non esisterebbe la possibilità di
    nvasione del centro moderato, perché noi saremmo come dei soldati politici in difesa del governo.


    Come giudica l’esordio di Prodi?

    Spero abbia un sussulto, ma non vedo oggi il lui la forza di liberarsi da quella cupola che risiede a Washington e che, chiedendo in modo provocatorio l’aumento del contingente in Afghanistan, tenta di scardinare l’Unione per far fuori i comunisti .


    Ci sono compromessi che non è disposto ad accettare?

    Venir meno a una politica di pace e far soffrire ancora il nostro popolo. I ticket sui ricoveri sono una
    brutta spia che non può passare. La legge 30 è un orrore sociale e va cancellata e così la Bossi-Fini. La Tav è una follia. Stop alle privatizzazioni. Il cuneo fiscale vada ai lavoratori. Se non facciamo almeno questo, chiunque è autorizzato a dirci “ma che ci stanno a fare
    i comunisti al governo?” .

    Monica Guerzoni
    (Corriere della Sera, venerdi 23 giugno 206)

    ]



    syndicate this site (XML)


    BergamoBlog WebMaster
    This web site was made with PHP-Nuke, a web portal system written in PHP. PHP-Nuke is Free Software released under the GNU/GPL license.

  3. #3
    COSTRUIRE IL COMUNISMO!!
    Data Registrazione
    10 Jan 2008
    Messaggi
    726
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    INTERVISTA A FOSCO GIANNINI, Capogruppo PRC in commissione Difesa del Senato, uno degli otto senatori che si opposero al rifinanziamento per la missione in Afghanistan.
    La Finanziaria sembra già aver aperto contraddizioni profonde, sia tra il governo e la maggioranza che all’interno della stessa maggioranza. Che ne pensa Fosco Giannini?
    “Penso che per prima cosa sia opportuno contestualizzare il problema partendo dall’attuale fase internazionale. Tutti dicono che siamo nella fase alta della globalizzazione. Ma se invece fossimo-come a me pare- in quella alta della competizione globale? La visione delle cose sarebbe più precisa e risulterebbe evidente che saremmo (siamo) di fronte ad una violenta guerra economica tra poli capitalistici mondiali, una lotta volta alla conquista dei mercati attraverso un abbassamento del costo delle merci, conseguito da un abbattimento dei salari, dei diritti dei lavoratori e dello stato sociale. Se la competizione globale, cioè, segna la fase e l’egemonia è tuttora nelle mani della parte più liberista e antioperaia del capitale, vuol dire che il compromesso tra capitale e lavoro, una nuova tendenza keynesiana o socialdemocratica, una nuova redistribuzione del reddito non sono moti all’ordine del giorno, non sono frutti maturi del ventre sociale ma obiettivi da conquistare da parte di governi e forze dell’alternativa, attraverso una forte azione soggettiva riformatrice e in controtendenza rispetto alla fase liberista…Da qui la domanda: è questo il governo Prodi? C’è questa tendenza riformatrice e di svolta nella Finanziaria di Padoa Schioppa? Non ci sembra”.
    Eppure la destra e Confindustria parlano di Finanziaria “sovietica”?

    “E questo ti dà la misura di come oggi va il mondo: basta parlare di scala mobile o di difesa delle pensioni per essere un pericoloso rivoluzionario. In verità questa Finanziaria nasce in una fase precisa del quadro economico e delle condizioni sociali in Italia: di fronte all’impoverimento di massa, all’erosione profonda dei salari e degli stipendi, dell’allargamento drammatico dell’area della precarizzazione e della concomitante distruzione del welfare, di fronte a tutto ciò il grande capitale italiano registra, negli ultimi vent’anni, il picco più alto di profitti della storia della Repubblica. Cosa accadrebbe, in questo quadro, una redistribuzione del reddito? Sarebbe , seriamente, questo: ridurre notevolmente (del 70/80 per cento) la pressione fiscale sui redditi dei lavoratori dipendenti e sulle pensioni aumentandola notevolmente sui redditi alti e sul grande capitale (specie finanziario), recuperando l’immensa evasione fiscale. Solo così si darebbe una risposta all’ormai drammatico problema salariale e si riaprirebbero i mercati interni”.
    Cosa fa, invece, questa Finanziaria?

    “Diminuisce un po’, positivamente, la pressione fiscale su parte dei salari e degli stipendi, aumentando un po’, solo per le famiglie numerose, gli assegni familiari. Aumenta l’aliquota dal 12,5 al 20 per cento sulle plusvalenze e le speculazioni finanziarie, e si impegna a combattere l’evasione. Ma poi, nel suo complesso, questa Finanziaria sembra subordinarsi, segnandosi di liberismo, ai dettami dell’UE, della Nato e della Confindustria”.
    In che modo?

    “Un gruppo vasto e prestigioso di economisti italiani aveva fortemente consigliato al governo Prodi di non fare una Finanziaria di 30 miliardi di euro, poiché ormai era evidente a tutti che il buco di bilancio non era poi così grande e che si poteva tentare di rinegoziare la richiesta della Commissione europea di abbattimento del deficit. Stabilizzando il deficit si poteva proporre una Finanziaria di soli 20 miliardi di euro, facendo respirare i lavoratori e i pensionati, salvando il welfare e rilanciando lo sviluppo, specie nel Meridione (dove vive il 70 % dei 7,5 milioni di poveri italiani). Non c’è stato verso: hanno vinto i rigoristi liberisti dell’UE e la Finanziaria è addirittura salita, da una previsione di 30, a quasi 35 miliardi. Ciò per quello che riguarda la subordinazione ai vincoli di Maastricht”.
    Per quanto riguarda la politica estera. Come si interseca la Finanziaria?

    “Per ciò che riguarda la subordinazione alla Nato e alle politiche di guerra USA: nella Finanziaria vi è un capitolo di spese per nuove armi di un miliardo e 700 mila euro, uscite di guerra che andranno a sommarsi al miliardo e trecentomilioni di euro per restare in Afghanistan e in Libano e alla spesa relativa all’acquisto dei 240 cacciabombardieri americani- di cui 120 per il trasporto di bombe atomiche- che costeranno 80 milioni di dollari l’uno”.
    Se considerassimo il lavoro e le imprese?

    Sembra che gran parte delle richieste di Confindustria e delle forze liberiste italiane sembra siano state accolte: il taglio di 4,6 miliardi di euro agli enti locali evoca una situazione davvero difficile per i cittadini ed i lavoratori, che saranno di fronte agli addizionali Irpef, all’aumento dell’Ici e ai tagli o agli aumenti di tutti i servizi sociali, un quadro che potrebbe divenire devastante se assommato al disegno di legge del ministro Lanzillotta diretto a privatizzare i servizi pubblici locali. Peraltro, notizie non migliori provengono dalla sanità e dalle pensioni: 3 miliardi di euro sono tagliati dalla sanità pubblica (ai quali vanno aggiunti i ticket per i pronto soccorsi e per le ricette mediche) mentre va ricordato che buona parte della manovra è finanziata da entrate che provengono dal fronte pensionistico, attraverso l’aumento dei contributi agli artigiani, ai commercianti, ai co.co.co. e anche ai lavoratori dipendenti. Le imprese, viceversa, non possono lamentarsi: l’articolo 114 destina, tra il 2007 e il 2009, 85 milioni di euro per quelle in difficoltà, mentre dalla famosa riduzione del cuneo fiscale le imprese ottengono il 60 per cento, mentre il 40 residuo viene spalmato tra tutti i contribuenti. Ma allora, cosa resta ai lavoratori? La stessa questione del Tfr è paradossale: con i soldi dei lavoratori si finanziano le grandi opere. Vi è poi l’abbandono del precariato, lasciato alla sua incertezza, basti pensare ai 350 mila precari del pubblico impiego, mentre i precari parasubordinati subiranno- a stipendio immutato- un aumento dei contributi previdenziali dal 18,2 al 23 per cento. Quindi, il risultato finale potrebbe essere questo: i 70/80 euro mensili che potrebbero entrare nelle tasche di alcune fasce di lavoratori, potrebbero essere perduti per l’aumento delle tasse locali, ticket ecc. Mentre per le imprese potremmo dire che pagano le piccole e restano indenni le grandi fortune e il grande capitale, industriale e soprattutto speculativo”.
    Quali danni per la ricerca e la scuola nel suo complesso?

    “E’ altrettanto grave ciò che avviene rispetto alla ricerca, l’università e la scuola. Aumentano le risorse destinate al privato, il precariato non viene rimesso in discussione. In sostanza si prosegue in continuità con le controriforme Zecchino e Moratti. Nella scuola, in particolare, verranno tagliati decine di migliaia di posti di lavoro e aumenterà il numero degli alunni per classe”.
    Quali sono le possibili soluzioni?

    “Occorrerà battersi, nella società e in Parlamento, per rafforzare la parte buona della Finanziaria (parziale inversione di tendenza relativa alla variazione in senso progressivo della curva fiscale e aumento per alcune fasce degli assegni familiari) e cancellare le molte, troppe ombre. E’ il destino, e il ruolo dei comunisti”.
    Laura Galesi
    Ads by Google
    Legge finanziaria 2008
    Articoli e informazioni sulla manovra finanziaria per il 2008
    www.studiocataldi.it
    denis domenico nesci
    politica società lotta contro gli sprechi



  4. #4
    COSTRUIRE IL COMUNISMO!!
    Data Registrazione
    10 Jan 2008
    Messaggi
    726
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Fosco Giannini

    24 Maggio 2008 di admin | Pubblicato in : Interviste Liberazione |
    «Rifondare un partito comunista. Sì ad una costituente dei comunisti»
    Romina Velchi
    Da quando Gian Antonio Stella, un paio di anni fa, lo ha paragonato allo Strelnikov del “Dottor Zivago”, gli amici, per prenderlo in giro, lo chiamano così. D’altra parte lui è quello che, qualche mese fa, è balzato agli onori della cronaca per avere esclamato, nell’austera Aula del Senato, che la Rivoluzione d’Ottobre (sì, proprio quella del ‘17) «va annoverata tra i più grandi eventi della storia dell’umanità» e che «ancora oggi i fascisti e le destre sono i servi del potere. Noi comunisti siamo coi lavoratori. Per cui viva la Rivoluzione, viva Gramsci, viva Di Vittorio, viva i morti di Reggio Emilia, viva il socialismo!». Nel frattempo è caduto il governo; le elezioni hanno spazzato via la sinistra; a Palazzo Chigi è saldamente insediato un esecutivo che più di destra non si può e che, come ha sottolineato il leader dell’Udc Casini, ha un potere che nemmeno la Dc ha mai avuto. Ma Fosco Giannini, ormai ex senatore del Prc e direttore dell’”Ernesto”, va dritto per la sua strada e non rinnega una virgola. Solo che non ci sta a farsi dare dello stalinista e respinge al mittente l’accusa di volersi rinchiudere in “recinti identitari”: «Non mi è piaciuto Paolo Ferrero quando, nella recente intervista a Liberazione , ha detto che qualcuno vuole imbalsamare il comunismo “nei baffoni di Stalin”. La trovo una caduta di stile che da lui non mi aspettavo. Possibile che anche da sinistra si debba sempre mettere in relazione il lavoro per il rilancio del comunismo con lo stalinismo? Per noi il comunismo è elettrificazione che non distrugge l’ambiente, è il soviet come democrazia socialista ed è anche liberazione individuale e collettiva».
    Ma ammetterai che dire che “i comunisti sono con i lavoratori” di questi tempi suona un po’ velleitario.
    No, i comunisti o sono con i lavoratori, difendono gli interessi di massa, sono anticapitalisti e antimperialisti o non esistono, non hanno ragione d’essere.
    E’ per questo, secondo te, che la sinistra ha clamorosamente perso le elezioni?
    La sconfitta ha basi materiali e la prima è la delusione derivante dalla partecipazione al governo. In occasione del dibattito sul protocollo sul welfare, proposi di uscire dal governo per non essere complici di quella operazione. Mi si disse di no. Allora chiesi di poter votare in dissenso, mi si rispose “espulsione”. Non mi rimase che evitare l’espulsione per non abbandonare la battaglia interna, come mi chiesero di fare molti operai. La seconda causa della sconfitta è nella violenza con cui il Prc è stato trasformato in un soggetto diverso e sconosciuto, senza alcun pathos sociale: da partito comunista autonomo a soggetto ibrido, senza forza di attrazione. Sono testimone della grande difficoltà dei compagni ad andare nei quartieri a chiedere il voto per la Sinistra arcobaleno: non c’era alcuna spinta ideale. D’altra parte, Bertinotti ha mortificato i militanti parlando del comunismo come “tendenza culturale” e sappiamo bene, perché è stato detto in modo esplicito, che la campagna elettorale non doveva servire solo a raccogliere voti, ma anche a costruire il nuovo partito. Tutto ciò ha allontanato un elettorato confuso e già deluso dal governo Prodi.
    Perché avete detto no alla proposta di fare un congresso a tesi emendabili?
    Perché occorrono posizioni chiare. E’ in gioco la natura profonda del nostro partito; dobbiamo dire chi siamo e cosa vogliamo. O partito di sinistra o partito comunista: non sono ammesse ambiguità e non si possono prendere in giro gli iscritti.
    E invece tu vuoi rilanciare Rifondazione comunista?
    Premetto che sono stato innamorato di Rifondazione. Credo di aver contribuito a costruirla prima ancora che nascesse, grazie alla lunga battaglia dentro il Pci contro la Bolognina. E soprattutto sono stato innamorato del suo spirito originario. Quello, appunto, della rifondazione comunista, un progetto con basi teoriche e politiche all’altezza dei tempi e dello scontro di classe - né liquidazionista né dogmatico - per un partito comunista di massa. Per questo nel congresso mi batterò per la salvezza e il rilancio del Prc. E vorrei sottolineare la novità, nella storia del Prc, della mozione alla quale l’”Ernesto” ha aderito e lavorato. Essa è il frutto di un vasto lavoro di base, che ha unito l’area dell’” Ernesto”, gli autoconvocati di Firenze e Roma, i compagni/e dei “cento circoli”, aree della ex maggioranza bertinottiana, la Sinistra critica e gli ex ferrandiani rimasti. Insomma, militanti che vengono da posizioni diverse e che però hanno in comune l’obiettivo, come recita il titolo della mozione, di rifondare un partito comunista per rilanciare la sinistra, l’opposizione e il conflitto sociale.
    E perché, allora, non vi siete alleati con Ferrero-Grassi-Mantovani? Anche loro vogliono ripartire dal Prc.
    Analizziamo le mozioni in campo. Noi ci contrapponiamo frontalmente a quella di Vendola, ma riconosciamo che ha una sua (triste) onestà: si parla esplicitamente di costituente di sinistra, si va oltre il comunismo: lo dicono chiaramente. Quella di Ferrero, invece, è ambigua. Riassume gran parte delle istanze bertinottiane, compresa la Sinistra europea. Se Vendola propone la costituente della sinistra, Ferrero propone una sorta di Izquierda unida italiana: rispetto a Vendola, se non è zuppa è pan bagnato. Ricordo che le forme dell’Izquierda (in Grecia, in Spagna, in Finlandia) hanno avuto risultati disastrosi e portano in sé la liquidazione dei partiti comunisti. La stessa Die Linke è una forza socialdemocratica di sinistra, non comunista.
    Mica penserai davvero che Rifondazione può farcela da sola? Non ti poni il problema dell’unità della sinistra?
    La nostra proposta di rilanciare il progetto originario del Prc, quello di costruire un partito comunista radicato e autonomo, non è in contraddizione con l’esigenza dell’unità a sinistra. Oggi, contro il governo Berlusconi, contro l’attacco al contratto nazionale di lavoro, contro le leggi razziali, contro le politiche di guerra e la subordinazione alla Nato l’esigenza primaria è l’unità sul campo, nelle lotte, dei comunisti e della sinistra. Una unità di lotta volta anche alla costruzione di un nuovo blocco sociale per battere strategicamente le destre. Ma l’unità sul campo è una cosa positiva, mentre la precipitazione organizzativistica verso l’Arcobaleno o l’Izquierda è la morte dei comunisti e della sinistra. E comunque per fare l’unità è indispensabile un partito comunista forte. Per restare a tempi recenti, c’è l’esempio del referendum sull’articolo 18, dove il protagonismo del Prc è stato decisivo per raccogliere una grande forza; o quello del 20 ottobre, dove l’autonomia di Prc e Pdci ha prodotto una manifestazione da un milione di persone sotto il segno delle bandiere rosse. Insisto: la prima e la seconda mozione propongono, in forme diverse, la stessa linea: il superamento del Prc. Solo la nostra mozione rilancia il progetto originario e autonomo della rifondazione comunista.
    C’è anche la proposta di una costituente comunista.
    E’ singolare che questa proposta sia stata liquidata così in fretta, sia da Giordano che da Ferrero, proprio mentre si parla tanto di unità. Insieme, Prc e Pdci avrebbero sui 150 mila iscritti e nel 2006 hanno preso tre milioni di voti. Insieme potrebbero tornare ad essere un soggetto catalizzatore della vasta diaspora comunista italiana; Perché non tentare? Finora ho sentito una sola obiezione e cioè che il Prc ha fatto un percorso di innovazione al quale il Pdci è estraneo. Mi limito a dire che queste supposte innovazioni in verità non sarebbero di impedimento: di cancellazione della categoria di imperialismo non parla più nessuno e nemmeno il Prc considera la nonviolenza come fine del conflitto sociale; e il Pdci non pensa certo di prendere le armi e assaltare - lunedì prossimo - il Palazzo d’Inverno.
    Tu dici: stare con i lavoratori. Ma i lavoratori, così pare, votano Lega nord. Tanto che molti sono convinti che non sia più il lavoro il terreno sul quale agiscono le contraddizioni.
    Pensare così è un drammatico errore. Quella tra capitale e lavoro è sempre più la contraddizione centrale e il tentativo di liquidarla è stato alla base delle pseudoinnovazioni e dell’occhettismo. Oggi siamo di fronte al più massiccio spostamento di ricchezza dai salari al profitto degli ultimi 50 anni e il capitale trae un denso plusvalore da forme di sfruttamento vecchie e nuove: sul lavoro salariato, sul lavoro precarizzato, sul lavoro degli immigrati, sul lavoro disperato delle periferie metropolitane. Se i lavoratori non ci votano è perché non li sappiamo rappresentare e non stiamo dalla loro parte. Non si possono cancellare le responsabilità; per rimuovere le tue colpe affermi che sono cambiati i rapporti sociali: è una stravaganza non innocente, è autoassoluzione. Quando Alfonso Gianni, col quale condivido poco ma che è persona intelligente, dice che il nostro popolo è stato privato di “senso” e il nostro compito è quello di ricostruire tale senso, ha ragione. Ma mi chiedo: perché Bertinotti (con Gianni e Ferrero “complici”) aveva affidato il ruolo di “intellettuale collettivo” allo spontaneismo sociale ? E chi può ricostruire il senso necessario se non una forza comunista e una sinistra anticapitalista? E’ la lezione di Gramsci…
    Voi dell’”Ernesto” difendete strenuamente il simbolo della falce e martello. Pensi davvero che sia così importante?
    Coloro che ci accusano di essere identitari e di portare l’anello al naso lo fanno con supponenza e nel contempo con paura, poiché sanno bene che la questione che poniamo non è quella della falce e il martello in sé. Potremmo rovesciare la domanda: se falce e martello non sono così importanti perché li cancellate? In verità sappiamo - e sanno - che vi è un rapporto preciso tra la cancellazione della cultura e dell’autonomia comunista e quella dei suoi simboli. Noi diventeremo obsoleti se abdicheremo al nostro compito: la lotta per il socialismo. E non diventeremo “moderni” solo perché al posto della nostra gloriosa bandiera rossa isseremo quelle - vecchie, socialdemocratiche e fallimentari - dell’Izquierda o dell’Arcobaleno.
    Liberazione - 24/05/2008


    I commenti per questo articolo sono chiusi.


    VII Congresso Prc

  5. #5
    COSTRUIRE IL COMUNISMO!!
    Data Registrazione
    10 Jan 2008
    Messaggi
    726
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Comunque andrà il congresso sarà un fallimentoSenza comunismo
    non sappiamo chi siamo
    e si lotta per il potere
    L´arena dibattiti e cinema della Festa di Liberazione del 2006 Eidon
    Fosco Giannini*
    La nostra discussione va degenerando. Non siamo più di fronte ad un congresso politico ma ad un vero e proprio campo di battaglia, ad un film di Kurosawa. Gli attacchi reciproci tra la mozione Vendola e la mozione Ferrero sono il teatro pubblico dell'odio e della violenza ( mi viene da ridere a pensare che entrambi hanno sposato l'idea della non violenza…). Se leggiamo il dibattito tra i compagni e le compagne che si sviluppa nei siti della prima e della seconda mozione c'è da mettersi le mani nei capelli, da chiedersi come essi potranno, dopo la guerra, stare assieme in modo solidale.
    Il punto è che tutto ciò non è circoscrivibile ad una lotta furibonda tra le due parti: la cosa grave è che tutto questo fiume nero si riversa sull'intero partito. La credibilità del Prc, già fortemente intaccata dalla drammatica sconfitta elettorale, rischia di crollare al punto zero. Gli iscritti e gli elettori che guardano a questa lotta rimangono sconcertati e fuggono ancor più velocemente da noi. Vendola e Ferrero stanno prendendo il nostro partito a picconate, dimostrando una totale irresponsabilità. Alla fine chi vincerà rischierà di avere in mano un castello di sabbia, un nulla di fronte al grande mare oscuro della destra. Vendola e Ferrero, se vanno avanti così, saranno i curatori fallimentari di ciò che resta del nostro partito. Non possono continuare in questo modo: nessuno li ha delegati a distruggere Rifondazione Comunista.
    Certo, in palio c'è la vittoria congressuale. Tuttavia, è sempre più chiaro che alla base di tanta durezza politica vi sia una base materiale, di origine certamente precongressuale: questo nostro partito ha perso, negli anni, il suo proprio cardine culturale, politico, ideale. Dopo tante "innovazioni" (deboli, culturalmente non supportate) e tanta destrutturazione della cultura comunista, non sappiamo più nemmeno chi siamo. Culturalmente e politicamente viaggiamo in una nebbiosa fase di passaggio, in una terra di nessuno dove tutto è possibile, dove tutti possono essere contro tutti. E, viceversa, e improvvisamente, anche tutti con tutti, al di là dei principi e dei progetti.
    E' vero, accadono cose deplorevoli: il rigonfiamento delle tessere da parte dei vendoliani non è certo il modo migliore per costruire né un partito comunista né una costituente di sinistra. Ciò va stigmatizzato e combattuto. Però non si può rispondere all'illegalità con un'altra illegalità: la scelta di cancellare definitivamente il congresso di Reggio Calabria, di non farlo più ripetere dopo averlo riportato alle regole, è una violazione palese del diritto, è un'espulsione di fatto di tutti quei compagni di Reggio Calabria che nulla hanno a che vedere con le irregolarità e che conoscono solo il sacrificio della militanza in una terra dura e difficile. Cancellando tutto il congresso reggino si rischia di fare ciò che la destra fa con i rom: per colpa di un rom si colpisce tutto un popolo, così come per colpa di un gruppo dirigente calabrese si colpiscono tutti compagni calabresi. Oltretutto, su di una nascente e malcelata spinta antimeridionalista che certo ha poco a che fare con Gramsci. Così non si ripristina la democrazia interna: in questo modo ci si fa complici di una distruzione generale del partito. Peraltro, credo che in questo congresso, come in altri, nessuno è vergine; sono stato al congresso di Rimini: alla presentazione delle mozioni vi erano una cinquantina di compagni, ma al momento del voto, senza aver assistito al dibattito, sono giunti in tantissimi, una moltitudine, tutta della mozione Ferrero.
    Ciò che occorre è tornare alle regole e alla piena democrazia interna : no al tesseramento democristiano, no all'illegalità, no alle vendette illegali.
    Detto tutto ciò, siamo di fronte ad un grande pericolo, quello che in questo polverone si cancelli e si dimentichi la questione centrale del congresso, il suo cuore politico. Noi stiamo vivendo un congresso attraverso il quale potrebbe morire il progetto del Prc quale partito comunista autonomo. Da una parte la costituente di sinistra di Vendola e dall'altra la federazione di sinistra di Ferrero, entrambe volte ( a parole) a "salvare il Prc", entrambe portatrici del morbo della fine dell'autonomia comunista. Un'unità di intenti strategici, tra l'altro, che rende ancor più oscuro il senso della cruenta battaglia in corso: una battaglia di puro potere?
    Una guerra, comunque, che ora destabilizza il partito ma che potrebbe trovare, alla fine - e proprio perché le differenze tra le due mozioni non sono strategicamente rilevanti- un epilogo "unitario", un nuovo "inciucio" tra due parti che, peraltro, erano sino a poco tempo fa la stessa maggioranza.
    Intanto, nel caos e nelle urla che si alzano per i congressi cancellati, vi è il rischio che i nostri iscritti non capiscano più quale sia il vero problema e si schierino per Vendola o Ferrero a prescindere dalla questione comunista, la questione della ricostruzione in Italia di un partito forte, radicato, di lotta, che riparta dall'unità dei comunisti e muovendo dalla propria autonomia culturale, politica e organizzativa si faccia carico dell'unità dell'intera sinistra. Contro Berlusconi e contro il nascente regime di destra.
    *Area Ernesto


    12/07/2008

 

 

Discussioni Simili

  1. Intervista di Fosco Giannini
    Di markos nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 27-01-09, 10:29
  2. Intervento di Fosco Giannini al CPN del PRC
    Di markos nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 17-09-08, 10:45
  3. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 03-06-08, 09:01
  4. Afghanistan, Fosco Giannini (PRC) sfida il governo
    Di denty nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 25-09-07, 10:37
  5. Diciamo no a una via socialdemocratica - Fosco Giannini
    Di Lavrentij nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 21-06-07, 16:32

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito