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Discussione: Pirati

  1. #1
    Si vis pacem, para bellum
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    Predefinito Pirati



    Pirata definizione:
    Ladro-predone di mare, che agiva di propria iniziativa e per proprio
    vantaggio, aggredendo e predando tutte le navi che incontrava, e
    talora, facendo addirittura incursioni contro le spiagge meno difese
    e le piccole città della costa.

    Corsaro definizione :

    Chi dava la caccia a navi nemiche per aggredirle e predarle, con
    autorizzazione o per incarico (lettera di marca), di un governo
    regolarmente costituito (guerra di corsa)

    Bucaniere definizione:
    Uomini di mare, più di tutto francesi, inglesi od olandesi, che
    esercitarono la guerra piratesca contro la Spagna, nel Mar
    Caraibico, dal secolo XVI al trattato di Utrecht (1713).(Dal
    francese “boucan “carne che i Caraibici facevano seccare al fumo;
    capanna in cui alle Antille si affumicavano la carne e il pesce ",
    avendo gli avventurieri francesi adottato il modo di arrostire la
    carne usato da quegli indigeni)

    Filibustiere definizione:
    I bucanieri sconfitti dagli spagnoli si riorganizzarono in filibustieri,
    dall’inglese free booter mal pronunciato dagli spagnoli, o anche
    fratelli della costa.

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  2. #2
    Si vis pacem, para bellum
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    Curiosità: l’età dei pirati era maggiore di 20 anni, l’età media 27 anni. I pirati delle Indie occidentali e litorale americano, provenivano da nazioni marittime: nel XVIII secolo la maggior parte degli uomini imbarcati nelle navi bucaniere erano inglesi e francesi, ma spesso gli equipaggi erano multi-etnici (spagnoli, portoghesi, olandesi, italiani, neri e mulatti).
    Nei carabi la maggior parte dei pirati nel XVIII secolo erano francesi, ma i più feroci furono quelli inglesi o di origine inglese provenienti dalle indie occidentali. Nel XIX secolo erano spagnoli poiché la maggior parte dei guarda costa “GARDO DEL COSTA” si davano alla pirateria.
    Per quanto romantica l’idea, anche nelle navi i neri mantenevano lo status di schiavi o servi, tant’è che non erano armati e che in molte relazioni erano nominati come merce di scambio. Nelle Indie lo stesso ruolo era dei nativi. Per contro, i comandanti o capitani dei pirati, erano quasi sempre uomini colti o aristocratici incorsi in qualche disavventura con la legge. Ciò è più vero nel XVII secolo che nel successivo.


  3. #3
    Si vis pacem, para bellum
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    La nave era per il marinaio un essere vivente dotato di un suo carattere e di una sua volontà. Essa aveva un’anima, incarnata se così si può dire, nella polena. Questa avrebbe dovuto proteggere il marinaio, essere la sua casa e portarlo sano e salvo attraverso i pericolosi viaggi. Questa credenza, dalle origini assai primitive, durò per molto tempo ancora dopo che il Cristianesimo aveva spazzato via le religioni pagane.
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    Infatti, con l’adozione della nuova fede, i marinai non si fidarono di liquidare le antiche divinità, se si voleva essere sicuri, era bene non dispiacere neanche ai vecchi dei. Si verificò allora uno strano fenomeno: dopo le preghiere, le benedizioni e le messe in chiesa, ci si recava dalla strega localeper “acquistare vento favorevole”, e si osservavano minuziosamente antichissimi rituali e superstizioni.
    La costruzione della nave: a parte la bontà della forma, della tracciatura,
    l’accuratezza della costruzione, la bontà dei materiali impiegati, occorreva osservare alcune regole che risalivano addirittura alla preistoria. La chiglia doveva essere impostata in un luogo già consacrato ai vecchi Dei di un tempo, e in seguito ai personaggi della Cristianità. La costruzione doveva iniziare in un giorno fausto che era invariabilmente il mercoledì, il giorno sacro a Wotan (Wednesday) il maggiore degli antichi Dei scandinavi, o a Mercurio Dio latino del commercio, o a Hermes Dio dei greci. Non di giovedì, giorno sacro a Thor, Dio delle tempeste o Giove tuonante; non di Venerdì, giorno sacro a Freya (freydag, Friday), dea sì dell Amore, ma anche conduttrice delle walkirie, sempre alla ricerca di anime umane. E sabato era dedicato a Saturno, una divinità che proteggeva delinquenti ed assassini; e la Domenica dedicata
    al sole (Sundag), sarebbe andata bene, ma si scontrava con il precetto religioso di santificare le feste; il lunedì dedicato alla Luna, era inadatto per l’incostanza della medesima; quanto al martedì, giorno di Marte dio della Guerra, non sarebbe mai stato considerato di buon auspicio. [....] Poi c’erano i giorni infausti “fissi” come il 1° febbraio, giorno fisso di certe pratiche magiche delle streghe (imbolc), il primo lunedì di aprile perché si riteneva l’anniversario della nascita di Caino; il 30 aprile, detto anche Beltane, altro giorno rituale delle streghe, il 31 ottobre, la notte di Halloween, o notte di Valpurga, che dai tempi più remoti è ritenuta il momento in cui le forze soprannaturali simbolizzate dalla morte e dal freddo, tornano sulla terra; essa
    corrisponde alla vigilia del primo mese di Athir dell’antico Egitto, anniversario della morte di Osiris, ucciso dalle forze del Male, e divenuto per questo il Dio dei morti, e il giorno più adatto al Grande Sabba cui partecipano tutte le streghe e maghi. Infine il 31 dicembre giorno in cui Giuda l’iscariota si impiccò.
    I carpentieri e i costruttori volevano anche un giorno di sole e un buon vento
    dell’ovest; nell’interesse della robustezza della nave ci doveva essere la luna piena o crescente, mai calante e un’ora in cui la marea saliva, non il contrario. Infatti, presso tutti i paesi della costa, era credenza diffusa che le morti avvenissero con la bassa marea. Anche il legno con cui veniva costruita la nave doveva provenire da alberi ben precisi: ottima la quercia che oltre alla sua robustezza era ritenuta sicura contro il fulmine, buono anche il pino una volta dedicato agli dei marini, o il melo, riverito sin dall’antichità, o l’agrifoglio sicuro contro il demonio. Il noce nero, nonostante la sua
    robustezza, non era mai utilizzato perché considerato l’albero del diavolo e attira fulmini.
    Terminata la costruzione dello scafo si dipingeva sui masconi di prua l’oculus, l’occhio apotropaico, che avrebbe avuto la duplice funzione di far vedere la rotta alla nave e di 10proteggerla dall’altro sguardo, quello cattivo o malocchio che veniva dalle profondità del mare popolate di mostri, di spiriti e di fantasmi.
    Importantissima era la polena, anima della nave, il cui sguardo rimpiazzò, almeno in parte , quello dell’oculus.
    Essa rappresentava una divinità, o il ritratto dell’armatore o di sua moglie o una celebre bellezza di casa, un personaggio mitologico e persino politico o del teatro.
    Spesso era in relazione col nome della nave, ma non mancavano i casi in cui
    rappresentava un soggetto che aveva solo una lontana analogia con esso, o addirittura, non aveva alcuna. Talvolta le polene rappresentavano una figura femminile avvolta in drappeggi che ostenta il seno ignudo: questa era la sopravvivenza di un’antica credenza secondo la quale il mare si sarebbe calmato alla vista di un seno femminile. E ancora c’erano le polene fortunate e quelle maledette, che portavano sfortuna alle navi che le avevano sulla prora.
    Quando l’attrezzatura era completa, in chiglia, sulla scassa, venivano messe delle monete d’argento come tributo per i venti favorevoli.
    Grande rispetto veniva poi tributato alle navi che non navigavano più, e mai nessuno si sarebbe permesso di asportarne un pezzo o distruggerle in qualche modo, per non incorrere in gravi sventure. Solo quelle “maledette” o infestate potevano essere bruciate.
    Infine il nome non poteva essere scelto a caso perché c’erano alcuni nomi
    compromettenti come diavolo, serpente, strega, ecc. che era imprudente dare ad una nave, e si citavano alcuni esempi: il tre alberi svedese Algol aveva il nome arabo di una
    delle tre stelle dell’Orsa Maggiore, per cui tutto sembrava in piena tradizione
    marinaresca. Ma la nave, chissà perché, ogni cinque anni, il 25 ottobre incontrava una burrasca nella quale perdeva regolarmente un uomo dell’età di venticinque anni. Era un mistero da far impazzire un appassionato di numerologia e dell’occulto. Infine un navigante che parlava un po’ di arabo sciolse l’enigma. La nave si comportava da assassina perché in arabo diavolo si dice Al-gul.
    Per il varo e il conseguente battesimo, bisognava aspettare una giornata bella come quella in cui era stata impostata la chiglia. Se poi uno stormo di gabbiani volava in cerchio attorno alla nave, questo era un ottimo presagio, perché i gabbiani erano le anime dei marinai e i loro gridi una benedizione. In Polinesia la cerimonia del battesimo di una nave è molto poetica: si fa “bere” dell’acqua di mare alla neonata imbarcazione!
    In questo modo essa fa la conoscenza dell’elemento sul quale dovrà navigare.
    L’uso di scagliare una bottiglia di champagne sulla prua della nave risale al Settecento, quando una principessa, madrina di una nave da guerra, avvisata che era segno di sfortuna se la bottiglia non si fosse rotta, la scagliò con una tale forza da ferire gravemente uno spettatore, e molti anni dopo a Boston, durante la cerimonia la bottiglia non si ruppe e la dama non esitò a gettarsi in acqua vestita, e raggiunta a nuoto la nave, riuscì a romperla sulla prua. Prima si usava versare del vino sulla prua della nave da una coppa d’argento che veniva poi gettata in acqua come offerta al mare. Al tempo dei vichinghi il varo era una cerimonia sanguinaria perché la nave
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    scivolava in mare schiacciando vittime umane che dovevano essere sacrificate al potente Aegir, dio del mare a alla sua donna, la malvagia Ran, che tenta sempre di catturare i naufraghi con una gigantesca rete per portarli con se nelle profondità del mare ....

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Anton Hanga Visualizza Messaggio
    Per quanto romantica l’idea, anche nelle navi i neri mantenevano lo status di schiavi o servi, tant’è che non erano armati e che in molte relazioni erano nominati come merce di scambio. Nelle Indie lo stesso ruolo era dei nativi. Per contro, i comandanti o capitani dei pirati, erano quasi sempre uomini colti o aristocratici incorsi in qualche disavventura con la legge. Ciò è più vero nel XVII secolo che nel successivo.
    Poesia.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieralvise Visualizza Messaggio
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  6. #6
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  7. #7
    Si vis pacem, para bellum
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    Regole dei pirati:

    * Ognuno ha il diritto di voto, a provviste fresche e alla razione di liquore
    * Nessuno deve giocare a carte o a dadi per denaro
    * I lumini delle candele devono essere spenti alle otto
    * Tenere sempre le proprie armi pronte e pulite
    * Ognuno deve lavare la propria biancheria
    * Donne e fanciulle non possono salire a bordo
    * Chi diserta in battaglia viene punito con la morte o con l'abbandono in mare aperto

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  9. #9
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