Trinitapoli: cronaca di un congresso mutilato. In attesa delle impronte digitali.
Avevamo preparato il congresso con cura.
Rinnovo del tesseramento 2007, incrementato nel 2008 spulciando nei vecchi registri degli iscritti e nelle liste del PRC alle elezioni comunali (oggi abbiamo 3 consiglieri su una popolazione di 14.500 abitanti).
Abbiamo ripercorso i luoghi di lavoro e contattato le ampie famiglie d’antichi compagni e dei nostri elettori di antica fede (alle ultime comunali abbiamo raggiunto la percentuale del 23%, alle recenti politiche circa il 9% dei voti e alle provinciali poco meno del 18%).
Tesserati 2007/2008: 430.
Assemblea precongressuale il 3 giugno 2008, sede del congresso il locale più ampio del paese e cioè l’Auditorium dell’Assunta.
E poiché 200 posti a sedere erano insufficienti, abbiamo transennato la strada ed istallato un maxischermo. Collegamento in diretta con una radio locale, fotoreporter a disposizione, due mazzi di fiori per le due relatrici Imma Barbarosssa e Lea Durante.
Assistevamo orgogliosi alla vista delle centinaia di compagni e cittadini che ascoltavano con attenzione le relazioni sulle mozioni e i successivi 15 interventi difendendosi dall’afa soffocante con ventagli improvvisati. Sia il primo che il secondo giorno in ogni momento tutte le poltrone erano occupate, molta gente in piedi, assembramento all’esterno davanti al maxi schermo. Eravamo soddisfatti! Eravamo riusciti, ancora una volta, a creare un appuntamento di massa in cui coniugare insieme efficienza organizzativa, riflessione politica e trasparenza.
Questa premessa per esprimere il grande sdegno dell’intero circolo di Trinitapoli per il comportamento vergognoso di due autorevoli esponenti della prima mozione venuti appositamente da Bari - Sabino De Razza capogruppo al Comune di Bari ed Eleonora Forenza (una delle 12 componenti del comitato provvisorio di gestione) - e la rabbia per l’impatto negativo che un regolamento assurdo, ancor peggio osservato, ha avuto sui presenti e sulla percezione della capacità organizzativa dei nostri dirigenti.
Orbene, i due osservatori armati (direttamente o indirettamente) di videocamera e registratore si aggiravano tra gli ignari presenti nella speranza di carpire una qualche irregolarità che consentisse di ingigantire la valanga di calunnie che stanno scaricando sui compagni del sud della mozione numero 2.
E in effetti qualcosa hanno scoperto e forse registrato e cioè che, niente di meno!, qualcuno usava… il fascistissimo “VOI” anziché il comunistissimo “TU” nel rivolgersi alla presidenza del congresso.
Fatica inutile! Non si era accorta la tapina che la compagna Imma Barbarossa aveva già fatto adottare dalla presidenza tutte le precauzioni che i poliziotti adottano quando si recano in zone ad alto rischio di criminalità
A tutti veniva richiesta la esibizione non solo della tessera ma anche della carta di identità, anche se talvolta, lo confessiamo, è stata tollerata la patente di guida e in due casi addirittura la tessera sanitaria.
Insomma, mancava solo la richiesta della verifica delle impronte digitali rinviata forse al prossimo congresso quando gli emuli di Maroni si saranno preventivamente dotati di una idonea schedatura.
Il lato comico di questa vicenda è che gli improvvisati poliziotti non si erano accorti che tutto il congresso era fotografato, trasmesso in diretta su una radio locale e videoregistrato per il nostro archivio storico e perciò anche a disposizione per il loro “mattinale”.
Un grande sconcerto, trasformatosi in accuse veementi e anche urlate di incapacità organizzativa si è ben presto diffusa tra i compagni quando hanno scoperto dal vivo i vessatori modi di votazione.
Abituati dal 1946 a votare con una larga fascia oraria che consente di conciliare l’esercizio del voto con i tempi di lavoro o le esigenze personali e ad incontrare seggi elettorali educati ad agevolare l’espressione del voto si sono imbattuti invece in un’assurda e oscura realtà di respingimenti.
Alle 20,30, ora stabilita per la prima chiamata, dopo 2 ore di dibattito, oltre 400 compagni accaldati e stanchi si accalcavano per votare il più presto possibile: infermieri che dovevano iniziare il turno notturno negli ospedali, guardiani notturni che dovevano prendere servizio, mamme che avevano lasciato i figli dai nonni o presso coinquilini, anziani abituati a rincasare al tramonto, operaie di un agriturismo che avevano ottenuto un breve permesso, un animatore di discoteca che doveva recarsi al lavoro presso la vicina Margherita di Savoia, puerpere in ansia per la prossima poppata, l’anziano Michele Mancano che ogni sera alle 21,00 deve assumere i farmaci prescritti, il convalescente Nicola Mele, Zurlo Leonardo febbricitante ed ultimo della lista alfabetica!, mogli con la B che dovevano attendere mariti con la T e viceversa.
E altro ancora…
Tanti chiedevano comprensione per le loro esigenze, condivise e sostenute dai presenti ben lieti di agevolare la espressione del voto a differenza della presidenza che a fatica e con grande disappunto ogni tanto concedeva una precedenza.
“Ma chi ha inventato questo regolamento?”
“Non si potevano fare 2 sotto commissioni?”
“Non si potevano organizzare 2 file?”
“Non si potevano istallare delle cabine con le schede?”
“Ma quando mai si sono viste queste cose?”
“In Afghanistan votano via internet! Aggiornatevi!”
“E’ una pazzia!” gridava qualcuno.
“No, è una cosa cretina!” correggeva un altro.
“Con questi dirigenti per forza che dovevamo perdere le elezioni!”
“Non lo sapete che questo è un paese agricolo e che domani alle 4,00 andiamo a lavorare e che almeno alle 3,30 dobbiamo stare in piedi?!”
“Ma da dove venite?”
“Cambiate mestiere!”
Queste sono alcune delle innumerevoli invettive. Tacciamo di quelle più colorite.
E’ con profonda rabbia che denunciamo come un regolamento ottuso abbia dimostrato in un batter d’occhio quanto il gruppo dirigente (?) del nostro partito abbia in odio il rispetto dei suoi iscritti e tema le modalità di una effettiva ed ampia partecipazione. Sono riusciti a sporcare una cosa confezionata con cura e disvelare impudicamente in una sola serata tutto il marcio che cova nel ventre del gruppo dirigente e che con senso di responsabilità e con fatica noi della base ci sforziamo sempre di celare all’esterno mentre lo combattiamo all’interno.
La prima chiamata è iniziata alle 20,30 e si è conclusa alle 23,30. sono riusciti a votare 274 compagni iscritti. Sono stati di fatto respinti circa 150 compagni che pur presenti per due giorni hanno dovuto abbandonare il campo per l’uso crudele del regolamento.
Sono stati sottoposti ad una brutta prova, hanno subito insinuanti domande e interrogatori svolti con falsa affabilità dai succitati investigatori privati, hanno sperimentato il lato peggiore della politica, speriamo che non si allontanino definitivamente.
Noi ci daremo da fare perché ciò non accada; non sarà facile rimarginare questa ferita, sappiamo però che la nostra opera sarebbe molto agevolata dall’allontanamento di questo sedicente gruppo dirigente.
Speriamo che ciò accada presto.
ANTONIETTA D’INTRONO
Capogruppo Prc al Comune di Trinitapoli
http://www.manifestoperlarifondazion...rinitapoli.pdf




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