



Il punto è che i criteri con cui i giusnaturalisti decidono chi è l'aggressore e chi l'aggredito difficilmente potrebbero essere condivisi da tutti. Quindi, se consideriamo l'anarchia come assenza di stato, il giusnaturalismo, in un contesto anarchico, dovrebbe rassegnarsi ad entrare in competizione, e a volte anche a scendere a compromessi, con altre visioni diverse del diritto. Se invece si pensa che nell'anarchia ci sia posto solo per gli assiomi giusnaturalisti e che questi non possano essere messi in discussione allora l'anarchia diventa un'utopia.
Ovviamente lo stesso discorso vale anche per gli assiomi dell'anarchismo socialista.




Se invece si pensa che nell'anarchia ci sia posto solo per gli assiomi giusnaturalisti e che questi non possano essere messi in discussione allora l'anarchia diventa un'utopia.
In assenza di strumenti di imposizione non vedo dove sia il problema. E una visione dell'anarchia che preveda tali strumenti non è anarchia.
Tu puoi anche considerare il lavoro salariato una forma di schiavitù, liberissimo, ma in una società libera è evidente che nessun imprenditore verrà a prenderti per infilarti nella sua azienda con la forza (tralasciando il fatto che spesso, in questi tempi di alta disoccupazione, me lo sono quasi augurato... invano!), così come nessuno vorrà o potrà impedire ad una comunità socialista di vivere secondo il proprio credo.
Quindi, ripeto, dove sta il problema? Dobbiamo forse pensarla tutti allo stesso modo?






Ovviamente no, il problema è che secondo l'anarchismo mainstream il lavoro salariato è una forma di gerarchia e quindi di "archia" che va abolita. Ciò non è in alcun modo compatibile con l'anarco-capitalismo.
Non si tratta di formare comunità dove poter vivere come più si preferisce, il wage slavery è una forma di coercizione e va contrastato secondo gli anarchici


Certo, questo per noi è chiaro, per noi qualsiasi forma ci coercizione è un agressione alla Libertà. Ma spiegalo agli Anarcosocialisti.
E poii domando, a quanto tempo fa risale l'ultima versione dell'Anarcosocialismo?
Mi spiego: l'Anarcocapitalismo è un evoluzione dell'Anarcoindividualismo, una filosofia che si è evvoluta e perfezionata nel tempo, che nasce con Stirner e Warren e si evvolve passando per Thoreau, Spooner, Rothbard, Konkin per arrivare a Block e Hoppe.
Ma loro, gli Anarcosocialisti, cosa hanno scritto di buono negli ultimi 30 anni??????? Posso capire Friedman e la sua Anarchia Utilitarista e Contrattualista, ma per il resto???


Il problema è solo una questione di priorità. Sia per gli anarchici socialisti che per gli anarco-capitalisti giusnaturalisti, l'abolizione dello stato è una condizione necessaria, ma non sufficiente per la loro concezione particolare di anarchia e spesso e volentieri viene anzi messa in secondo piano rispetto ai propri assiomi settari.
Se invece venisse data la priorità all'abolizione dello stato, intendendo quest'ultima come condizione necessaria e sufficiente per la realizzazione dell'anarchia, e i vari assiomi si trasformassero in preferenze d'importanza secondaria rispetto a quest'obiettivo, allora l'anarchia diventerebbe l'obiettivo comune condiviso da tutti gli anarchici di qualsiasi tendenza.


Quoto. E poi scusate, chi dovrebbe eliminare dal mondo la Proprietà Privata??? E in che modo si può eliminare?? Tagliare la Proprietà con la forza sarebbe come tagliare i coglioni del prossimo con la forza. E chi dovrebbe farlo se non c'è lo Stato? E non dittemi che la Proprietà Privata è un invenzione dello Stato borghese....