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Discussione: Tutto incluso....

  1. #1
    שמע ישראל
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    Predefinito Tutto incluso....

    INCHIESTA
    LA TRAGEDIA DI FEDERICA E I RISCHI DELLE CITTÀ DELLO SBALLO NOTTURNO
    TUTTO INCLUSO ANCHE LA MORTE

    «Una ragazza perbene in un luogo sbagliato». Ci sono posti a prezzi stracciati, dove l’alcol scorre a fiumi e per strada ti offrono droga. Uno di questi è Lloret.


    «Evviva la Spagna», aveva scritto "Fede" in una cartolina spiritosa a un amico. Mai imbucata.
    Il 27 giugno Federica Squarise, 21 anni, era partita da San Giorgio delle Pertiche, il paese del Padovano dove abitava. Destinazione: Lloret de Mar, nota località balneare spagnola della Costa Brava, dove doveva trascorrere con l’amica Stefania una settimana di vacanza. Cercava svago Federica, un po’ di divertimento in un luogo noto per produrre divertimento a getto continuo, giorno e notte, soprattutto di notte. Invece, ha trovato la morte per mano di un barista uruguagio abbruttito da droga e alcol.
    «Una ragazza perbene in un posto sbagliato», ha osservato lo scrittore Ferdinando Camon. In che senso "sbagliato"? Sui rischi per chi frequenta le località balneari più gettonate dalla gioventù europea sono scoppiate le polemiche. Subito gli addetti ai lavori si sono affrettati a osservare che i rischi di una ragazzina italiana a Lloret de Mar sono gli stessi di una coetanea spagnola che sbarca a Riccione o a Jesolo. Forse. Certo, se ti perdi dentro il "popolo della notte", sulla Costa Brava o adriatica, tra una folla di ragazzi mezzi ubriachi, pieni di coca o ecstasy, "fatti" di cocktail e decibel "a mille", qualche rischio in più si corre. E lo sai. Se frequenti le strade di Lloret, dove ogni sera le ambulanze soccorrono malconci ragazzi in coma etilico, devi stare più attento.
    La Rimini spagnola
    «Lloret de Mar è famosa per la sua vita notturna e tantissimi giovani stranieri ci vanno soprattutto per i suoi prezzi stracciati», spiega Cinzia Tagliabue, ventiquattrenne operatrice turistica, che lavora presso agenzie di Barcellona da tre anni: «Qui con 30 euro puoi trovare hotel a 3 stelle, pensione completa. E ti bastano 250-300 euro per un pacchetto all inclusive, ovvero "tutto compreso": albergo più volo per una settimana di soggiorno. È la Rimini spagnola, pullulante di discoteche e di pub».
    In effetti in questa località balneare trovi la movida a prezzi stracciati. Le notti brave a Lloret de Mar sono garantite da un "divertimentificio" aperto 24 ore su 24. Un luogo dello sballo, pianificato a livello industriale e venduto come tale. «In effetti», continua Tagliabue, «gli italiani corrono qui in massa perché pensano di trovare maggior liberalità».
    Ciò trova conferma anche da Francesca Benati, direttrice marketing di Expedia Italia, la società leader a livello mondiale e anche del mercato italiano nel settore del turismo on-line: «La Spagna gode di quest’immagine libertina e di Paese più emancipato degli altri. Ma è un luogo comune. Piuttosto è verissimo l’ottimo rapporto qualità-prezzo delle sue offerte balneari. La Costa Brava si è da tempo attrezzata per la movida. Offre possibilità senza paragoni di facile socializzazione e ha surclassato da tempo Rimini e l’intera Riviera adriatica».
    Visti i prezzi, durante l’anno, a Lloret de Mar vengono anche tante scolaresche, che pernottano qui per visitare Barcellona, distante solo 60 chilometri, pagando metà». Tutto oro quel che luccica? Non proprio. I prezzi da sballo a volte nascondono brutte sorprese. Lucio B., studente diciassettenne di un liceo in provincia di Cagliari, nel marzo scorso è andato in gita scolastica a Lloret de Mar, alloggiando con la classe proprio al Flamingo, lo stesso hotel che ha ospitato Federica, e ci racconta: «È stata un’esperienza allucinante, dai furti in camera subiti, a quelli che ci hanno raccontato gli studenti di una classe venuta prima di noi. Per non parlare, poi, della gente che incontravi a ogni angolo di strada e che ti offriva alcol, fumo e pasticche. Un postaccio dove non tornerei». In base a testimonianze come questa l’associazione Telefono antiplagio ha inviato una lettera aperta al ministro dell’Istruzione sollevando forti riserve sull’utilità di viaggi fatti in questo modo e in questi luoghi.
    Quelle telecamere nascoste
    «Si discute sulla sicurezza di luoghi come Lloret de Mar? Una cosa è certa: le telecamere a circuito chiuso in funzione in questa città hanno permesso di individuare l’assassino di Federica. Mi chiedo: se lo stesso omicida avesse colpito in una delle nostre spiagge dell’Adriatico? E ancora: se ci fossero state le telecamere in Portogallo, dove è stata rapita la piccola Madeleine McCann, brancoleremmo ancora nel buio?», dichiara Elisa Pozza Tasca, presidente di "Penelope", l’associazione delle famiglie e degli amici delle persone scomparse. Qualche giorno fa si è recata a portare solidarietà e vicinanza ai genitori di Federica, a nome dell’associazione Gilda Milani Bianchi, madre di Milena, un’altra ventunenne veneta, che 13 anni fa in una località di mare, stavolta della Tunisia, venne uccisa in circostanze ancora misteriose. La storia, purtroppo, si ripete, ma la movida non si ferma.

    Alberto Laggia


    http://www.sanpaolo.org/fc/default.htm

  2. #2
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    Il fatto è che, ai nostri giovani, cosa offre di diverso la cultura europea?
    C'è la giornata mondiale della gioventù.
    Ma viene una volta ogni quattro anni...

    Secondo me anche i cattolici e le parrocchie potrebbero fare qualcosa di più per strappare bravi ragazzi dai rischi di queste vacanze poco salutari.

    Ad esempio mi sono chiesto se non ci fosse davvero la possibilità a livello diocesano di mettere a disposizione un prete o due che faccia da assistente spirituale a chi si reca in vacanza in luoghi non cattolici.
    Pensate che i vari tour operator sarebbero così contrari a inserire nei loro depliant, all'arrivo del turista in cloco, anche un recapito del prete italiano a sharm el sheikh, e l'orario delle Messe domenicali?

    E per esempio in Spagna, a Lloret, perché la Diocesi non ha fatto nulal nel caso inq uestione per far sapere ai turisti italiani che lo sballo è solo una parte, che si può fare una vacanza ALTERNATIVA senza ubriacarsi e drogarsi da mane a sera?

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Il fatto è che, ai nostri giovani, cosa offre di diverso la cultura europea?
    C'è la giornata mondiale della gioventù.
    Ma viene una volta ogni quattro anni...

    Secondo me anche i cattolici e le parrocchie potrebbero fare qualcosa di più per strappare bravi ragazzi dai rischi di queste vacanze poco salutari.

    Ad esempio mi sono chiesto se non ci fosse davvero la possibilità a livello diocesano di mettere a disposizione un prete o due che faccia da assistente spirituale a chi si reca in vacanza in luoghi non cattolici.
    Pensate che i vari tour operator sarebbero così contrari a inserire nei loro depliant, all'arrivo del turista in cloco, anche un recapito del prete italiano a sharm el sheikh, e l'orario delle Messe domenicali?

    E per esempio in Spagna, a Lloret, perché la Diocesi non ha fatto nulal nel caso inq uestione per far sapere ai turisti italiani che lo sballo è solo una parte, che si può fare una vacanza ALTERNATIVA senza ubriacarsi e drogarsi da mane a sera?
    Beh, l'idea non è affatto priva di sani principi e ideali ottimi, e in linea di principio mi sento di sposarla.
    Il problema è che è fattivamente inapplicabile, per vari motivi:
    - in egitto un prete cattolico che dice messa (peraltro in una città dove non esiste popolazione cattolica residente) è una cosa inapplicabile, immagina solo alla levata di scudi che ci sarebbe dalla locale comunità islamica;
    - in spagna, o in altre nazioni occidentali, beh, la chiesa cattolica c'è già, basterebbe (come hai suggerito giustamente tu) che si attivasse la diocesi locale.

    Ma nonostante tutto questo, non credo che, anche se ci fosse un sacerdote italiano ad ogni angolo, sarebbe poi così spesso contattato (purtroppo, aggiungo). Perchè chi va in vacanza, a parte che spesso una vacanza di 5 o 6 giorni non becca neanche una domenica in mezzo (per poter partecipare alla Messa), ma poi la stragrande maggiornaza di quanti partono lo fanno o per evadere e divertirsi (alcuni fino allo sballo), o per rilassarsi (niente impegni o cose serie), o per visitare quanto di "altro" da noi tali Paesi hanno da offrire (dàtece musei, palazzi, piramidi e sfingi)....

    Ergo, per quanto sia estremamente lodevole l'idea di partenza, trovo che sia largamente inapplicabile perchè potrebbe essere di fatto scarsamente fruttuoso.
    D'altronde non credo che in Vaticano non ci avessero già pensato e, se non è stato poi fatto, verosimilmente lo avranno trovato poco applicabile.

    Un caro saluto.

  4. #4
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    tra un paio di settimane parto per barcellona.
    vado a barcellona per visitare la città e per divertirmi. quando chiedevo alle agenzie turistiche i prezzi per barcellona, tutti mi consigliavano di andare lloret de mar: "risparmi un bel po' di soldi e soggiorni in strutture migliori, il centro è pieno di locali e tutti i giovani vanno là a divertirsi... e bla bla bla..." erano un disco rotto!
    quando spiegavo che andavo a barcellona perchè volevo visitare musei e monumenti, mi prendevano per pazzo... dovevo quasi giustificarmi e rispondere che se volevo andare a mare e nei locali notturni restavo a casa (abito a 20 minuti da taormina)...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct Visualizza Messaggio
    tra un paio di settimane parto per barcellona.
    vado a barcellona per visitare la città e per divertirmi. quando chiedevo alle agenzie turistiche i prezzi per barcellona, tutti mi consigliavano di andare lloret de mar: "risparmi un bel po' di soldi e soggiorni in strutture migliori, il centro è pieno di locali e tutti i giovani vanno là a divertirsi... e bla bla bla..." erano un disco rotto!
    quando spiegavo che andavo a barcellona perchè volevo visitare musei e monumenti, mi prendevano per pazzo... dovevo quasi giustificarmi e rispondere che se volevo andare a mare e nei locali notturni restavo a casa (abito a 20 minuti da taormina)...
    Andiamo un pò OT, ma mi ricorda che quando 10 anni fa decidemmo di sposarci, andammo in un'agenzia turistica e quando gli chiedemmo qualcosa per la Scozia la proprietaria sbottò con un " ma non è possibile andare in viaggio di nozze in Scozia!!!", poi accortasi della gaffe cercò di rimediare lodando l'originalità della scelta e poi come nulla fosse continuò tirando fuori tour tutto incluso di Caraibi e Thailandia. Ovviamente non ci hanno più visto in quell'agenzia.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Il fatto è che, ai nostri giovani, cosa offre di diverso la cultura europea?
    C'è la giornata mondiale della gioventù.
    Ma viene una volta ogni quattro anni...

    Secondo me anche i cattolici e le parrocchie potrebbero fare qualcosa di più per strappare bravi ragazzi dai rischi di queste vacanze poco salutari.

    Ad esempio mi sono chiesto se non ci fosse davvero la possibilità a livello diocesano di mettere a disposizione un prete o due che faccia da assistente spirituale a chi si reca in vacanza in luoghi non cattolici.
    Pensate che i vari tour operator sarebbero così contrari a inserire nei loro depliant, all'arrivo del turista in cloco, anche un recapito del prete italiano a sharm el sheikh, e l'orario delle Messe domenicali?

    E per esempio in Spagna, a Lloret, perché la Diocesi non ha fatto nulal nel caso inq uestione per far sapere ai turisti italiani che lo sballo è solo una parte, che si può fare una vacanza ALTERNATIVA senza ubriacarsi e drogarsi da mane a sera?
    Tanto vale andare a Cascia.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Thomas Cranmer Visualizza Messaggio
    Beh, l'idea non è affatto priva di sani principi e ideali ottimi, e in linea di principio mi sento di sposarla.
    Il problema è che è fattivamente inapplicabile, per vari motivi:
    - in egitto un prete cattolico che dice messa (peraltro in una città dove non esiste popolazione cattolica residente) è una cosa inapplicabile, immagina solo alla levata di scudi che ci sarebbe dalla locale comunità islamica;
    - in spagna, o in altre nazioni occidentali, beh, la chiesa cattolica c'è già, basterebbe (come hai suggerito giustamente tu) che si attivasse la diocesi locale.

    Ma nonostante tutto questo, non credo che, anche se ci fosse un sacerdote italiano ad ogni angolo, sarebbe poi così spesso contattato (purtroppo, aggiungo). Perchè chi va in vacanza, a parte che spesso una vacanza di 5 o 6 giorni non becca neanche una domenica in mezzo (per poter partecipare alla Messa), ma poi la stragrande maggiornaza di quanti partono lo fanno o per evadere e divertirsi (alcuni fino allo sballo), o per rilassarsi (niente impegni o cose serie), o per visitare quanto di "altro" da noi tali Paesi hanno da offrire (dàtece musei, palazzi, piramidi e sfingi)....

    Ergo, per quanto sia estremamente lodevole l'idea di partenza, trovo che sia largamente inapplicabile perchè potrebbe essere di fatto scarsamente fruttuoso.
    D'altronde non credo che in Vaticano non ci avessero già pensato e, se non è stato poi fatto, verosimilmente lo avranno trovato poco applicabile.

    Un caro saluto.

    In Egitto esistono già chiese cattoliche. Non a Sharm e nemmeno nel Mar Rosso, e probabilmente fuori portata da qualsiasi itinerario turistico sul Nilo... ma penso che convincere le autorità locali che un prete cattolico mandato in una località turistica per dir Messa (e non solo, ovviamente) a beneficio dei turisti non sarebbe difficile.
    E in fondo anche quella è terra di missione, no?

    Sul fatto che possa essere scarsamente fruttuoso forse hai ragione, ma sarebbe comunque una testimonianza, e se è vero che il sacerdote è al servizio della Chiesa, ebbene, la Chiesa è anche là.

    Forse basterebbe addirittura una cappelletta negli aeroporti, come già è qui in Italia, o nelle lounge delle compagnie che volano abitualmente sulle mete turistiche.
    Dimenticarsi di Dio in vacanza è già tanto semplice...

    Non so voi, ma io quando sono in vacanza mi informo sugli orari delle Sante Messe domenicali (o festive). E spesso in Italia ho scoperto che le Diocesi locali hanno una pastorale che tenta di avvicinare il turista. L'anno scorso sono stato sul Gargano, e la Diocesi di Manfredonia aveva addirittura fatto un libretto con alcuni consigli spirituali per visitare le numerose località della Fede del posto (a parte l'arcinoto San Giovanni Rotondo basti pensare alle grotte di San Michele). Altrove però le comunità locali sono meno attive, e anzi sembra che siano chiuse, che vedano i turisti che partecipano alle funzioni o si recano in chiesa come degli estranei in cerca di svago e null'altro...

    Fuori dall'Italia peggio ancora!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Mappo Tappo Visualizza Messaggio
    Andiamo un pò OT, ma mi ricorda che quando 10 anni fa decidemmo di sposarci, andammo in un'agenzia turistica e quando gli chiedemmo qualcosa per la Scozia la proprietaria sbottò con un " ma non è possibile andare in viaggio di nozze in Scozia!!!", poi accortasi della gaffe cercò di rimediare lodando l'originalità della scelta e poi come nulla fosse continuò tirando fuori tour tutto incluso di Caraibi e Thailandia. Ovviamente non ci hanno più visto in quell'agenzia.
    incredibile.
    purtroppo anche nel turismo, secondo quei geni, si dovrebbero seguire le mode. sei giovane e chiedi di andare in spagna? loro ti indicano ibiza o lloret de mar, perchè lì troverai alcool, droghe e discoteche. non prendono neanche in considerazione che tu possa voler visitare monumenti e musei.
    sei giovane e vuoi andare in grecia? ti mandano in qualche isola dove magari non c'è nulla a parte ovviamente alcool, droghe e discoteche. non prendono nemmeno in considerazione che tu possa voler visitare rovine, templi, musei... anzi, ti prendono per pazzo se chiedi espressamente un hotel in centro per essere vicino ai monumenti principali...

    ci sono casi in cui vengono addirittura fatte le gite scolastiche a ibiza o che dire dei casi in cui si va in gita per 5 giorni a parigi e 3 giorni si passano ad eurodisney?

    se già a scuola ai giovani non vengono fatte apprezzare le bellezze del mondo e vengono portati solo in discoteca, è normale che crescendo loro abbiano una concezione di "turismo" circoscritta alle discoteche e ai locali notturni (contro cui ovviamente non ho niente, solo che fa male vedere che la cultura con la "C" maiuscola viene schifata).

    il mercato si è adeguato: posti "relativamente poco costosi", alla portata delle tasche dei giovani, che offrono divertimento allo stato puro. che in un luogo del genere ci sia di tutto è normalissimo. quando concentri in un posto giovani da tutto il mondo venuti apposta per divertirsi e fare casino, quantità incredibili di alcool e droghe, offri terreno fertile anche ai balordi purtroppo, è inevitabile.

 

 

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