Un gesto che voleva essere di riconciliazione tra le diverse anime culturali e politiche della Capitale ha offerto l'occasione per una contestazione al sindaco di Roma. Gianni Alemanno questa mattina si e' recato, infatti, a San Lorenzo per commemorare le vittime del bombardamento del 19 luglio 1943. Risultato: una decina di cittadini lo hanno invitato a gran voce ad andarsene perche' "in questo quartiere i fascisti non sono entrati nemmeno nel 1922, vogliono entrarci sessant'anni dopo?". Presenti anche le delegazioni dell'Associazione nazionale familiari martiri delle Fosse Ardeatine, che hanno esposto il medagliere di fianco al sindaco, e dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia che invece hanno scelto di non mostrare il medagliere al sindaco. I contestatori non era giovani dei centri sociali, ma anziani pensionati che i giorni della dittatura fascista e quelli, drammatici, del bombardamento li ricordano ancora bene. Qualcuno si lascia andare alle lacrime, altri prendono di petto il sindaco rinfacciandogli gli anni del Fuan, quando i giovani di Valle Aurelia e di San Lorenzo si scontravano per le strade. Da parte sua Alemanno ha cercato, dal Parco dei caduti di San Lorenzo, di calmare gli animi: "E' un luogo questo in cui ricordiamo gli orrori della guerra e gli effetti della dittatura". Non e' bastato, tra la folla, circa duecento persone in tutto, qualcuno ha gridato: "La dittatura era fascista, dillo!". Alemanno ha fatto riferimento ai "valori su cui si fonda la democrazia nel nostro Paese: valori di liberta' e di pace. Questa deve essere anche occasione di confermare il ripudio della guerra sancito dalla nostra Costituzione". In precedenza Alemanno si era fermato in preghiera sotto la statua che commemora la visita di Pio XII al quartiere bombardato.
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