Pridi sceglie Pesaro per la sua rentree. Un indubbio successo per Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia di Pesaroe vero azionista di riferimento dei DS marchiagiani (conosciuto anche come sosiaì di Lenin)!

http://www.corriereadriatico.it/arti...6D6A293742DF33
Il cammino dell’integrazione è però ancora irto di difficoltà secondo l’ex presidente del Consiglio
Prodi: “L’Europa non può fare a meno di noi”


PESARO - “L'Italia può contare in Europa, perchè l’Europa non può fare a meno dell’Italia”, a patto che il nostro Paese prosegua nel cammino dell’integrazione. E’ l'opinione dell’ex premier Romano Prodi, presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004, intervenuto ieri ad un dibattito durante la manifestazione “Pesaro Europa”, in cui ha partecipato alla presentazione del suo libro “La mia visione dei fatti” dedicato ai suoi cinque anni di governo europeo.

“Da soli non esistiamo - ha spiegato, rispondendo alle domande di Pier Virgilio Dastoli, della rappresentanza della Commissione europea in Italia, di Giampiero Gramaglia, direttore dell’Ansa, e dai giovani redattori di un giornale del liceo scientifico di Pesaro -, sui grandi temi bisogna avere una politica comune, altrimenti le voci dei singoli Paesi non vengono ascoltate”. Il cammino dell’Europa è inevitabile - secondo Prodi -, “fatale, ma noi arriveremo all’Unione europea solo dopo una lunga crisi. Io speravo che si potesse cogliere questo traguardo in modo illuministico, ragionato. Ma - ha aggiunto - vedo che ci arriveremo solo dopo aver toccato il fondo”, cioè dopo aver provato “quello che vuol dire stare senza Europa”.

In questo senso, la crisi economica che ci sta colpendo, nonostante lo scudo protettivo dell’euro, “è un segnale di come siamo a rischio, di come dipendiamo dagli altri”. Ad esempio per l’aumento del prezzo del grano “perchè Cina e India si sono messe a mangiare”. L’ex presidente della Commissione europea crede che il Mondo “debba essere gestito in modo multilaterale, ma anche noi dobbiamo poter dire la nostra”. Prodi è altrettanto sicuro “che non abbiamo toccato il fondo, quel punto che ci obbliga a dire cambiamo”.

In conclusione, per l’Italia “non c'è altra via che l'integrazione”, superando una serie di problemi (rifiuti, immigrazione, sicurezza) che sembrano allontanare il nostro Paese dall’orbita europea. Questi fattori “sono di ostacolo, a giudizio di Prodi, ma non debbono frenare tale processo. Bisogna risolverli per essere più vicini all’Europa. Ma poi - ha concluso - anche gli altri Paesi hanno i loro problemi...”.

Non sono mancati accenni alla politica italia. Prodi ha detto di non considerarsi “un Cincinnato”, cioè pronto a rientrare in politica quando glielo chiedono, “perchè nessuno è indispensabile”, ma non esclude un suo futuro impegno a livello europeo o internazionale. “Ci sono mille modi di vivere la vocazione alla politica - ha concluso l’ex presidente del consiglio - la vita mi indicherà quale strada seguire. Certo la mia esperienza passata può aiutarmi ad essere utile nel dialogo di cui c'è molto bisogno in questo momento”.