Una pagina di storia italiana poco conociuta
Nella tarda primavera del '44 i partigiani, dopo aver distrutto tutti i ponti di accesso all'alta Carnia da Tolmezzo, costituirono ad Ampezzo un Governo Libero, il quale venne riconosciuto anche dagli Alleati e formato da tutte le forze politiche.
Questo Governo Libero fu uno dei primi ad essere costituito in Italia, dopo il fascismo, assieme a quello della Val d'Ossola. Quest'ultimo durò solo un mese, mentre il nostro resistette fino all'autunno.
In questo periodo i tedeschi e i repubblichini non lasciarono passare da Tolmezzo per l'alta Carnia nessun rifornimento alimentare, salvo qualche caso sporadico, cosicchè la popolazione dovette arrangiarsi da sola con le scorte che aveva oppure con immani sacrifici.
Attraverso la strada del monte Rest e Tramonti, scendeva in pianura a prendere dai contadini quel pò di grano che poi riusciva a riportarsi a casa con i mezzi dei partigiani ed il più delle volte col carico della gerla sulle spalle. Ai primi di ottobre del 1944 i tedeschi, con un'azione punitiva, occuparono tutta la zona libera immettendovi le truppe cosacche.
La Carnia dunque, governata da Hitler fino all'estate del '44, venne assegnata in premio a due divisioni di russi, una cosacca di Krassnoff e una caucasica, già impegnata contro la Polonia. La Carnia venne così dai tedeschi ribattezzata: "KOSAKENLAND in NORD ITALIEN"
Durante questo periodo i cosacchi compirono diverse azioni brutali contro i carnici occupando le case, asportando tutto quello che trovavano, in special modo alimentari e foraggi per i loro cavalli. Cosicchè i nostri bovini rimasero senza fieno.
L'occupazione durò fino ai primi di maggio del 1945, quando i cosacchi, di fronte all'avanzata alleata, persero la speranza di avere tutta per loro la Carnia come era stato promesso dai tedeschi. Si incolonnarono coi carri, ed attraverso il passo di Monte Croce Carnico, dopo diversi combattimenti con i partigiani, passarono in Austria dove vennero sterminati. (Nigris)
http://www.donneincarnia.it/ieri/cosacchi.htm




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