credo che la questione, in Russia, sia dovuta alla mancanza di una significativa influenza illuminista.
Sono sopravissuti vecchi e arcaici concetti (per lo più di natura religiosa, ma che spesso affondano nella superstizione pre-cristiana), che convivono con innovazioni e conquiste (rese possibili dal regime sovietico e che nessuno mette in discussione).
Diritti come divorzio (anche se abusato, in quel paese), aborto ecc. non vengono assolutamente messi in discussione, le stesse religioni si guardano bene dall'attaccarli a grande voce.
Riguardo a certe contorsioni ziuganovskye, comuni a tutti i russi, queste spariscono quando si attaccano certi episodi della storia nazionale.
Per fortuna nessuno ha dimenticato i 27 milioni di vittime causate dai nazifascisti, e alla fin della fiera a nessuno importa più di tanto di granduchi fucilati o precipitati vivi (Alapayevsk, 1918), o di vittime delle repressioni (il grosso gente che meritava quella fine).
La prova? prendete un russo (sia esso comunista o anticomunista) e aspettate il momento di mettere la mano al portafogli. A quel punto diventano tutti uguali: lasciano che ad aprirlo siano gli altri.





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