Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Malano, ItaGlia

  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Malano, ItaGlia

    e dove erano i solerti cacciatori di ROM dei giorni nostri ?


    http://www.corriere.it/vivimilano/cr...cina_rom.shtml




    Boldinasco occupata DA DUE ANNI. Doveva diventare un residence
    Campo rom abusivo in cascina del Comune
    Oltre 200 immigrati vivono nella costruzione agricola di via De Lemene, in zona Montestella. I residenti: abbiamo paura







    MILANO - Fuori, nel giardinetto dall'altra parte della strada, sono in quattro. Uomini rom che armeggiano intorno a un camion. Lavorano sulle gomme e sul motore. Il rimorchio è stracolmo di pezzi di auto. Specchietti, marmitte, carburatori. A pochi metri di distanza, tre camper con i bambini che giocano. E poi materassi e mobili abbandonati a terra. Più avanti, un motorino già mezzo smontato. Là c'è il portone della cascina Boldinasco (guarda la mappa), monumento della storia agricola milanese che risale al 1700.
    Una cascina del Comune, che sulla carta dovrà essere trasformata in residence per le giovani coppie, moderna dimensione dell'edilizia sociale propagandata da Palazzo Marino. Ma che ormai, da oltre due anni, è occupata da un gruppo di zingari. La dividono con alcune famiglie sudamericane e con il «giamaicano», quell'uomo di colore che tutti chiamano così e che gli abitanti della zona vedono ogni tanto spacciare nei giardinetti. Lui è l'unico che non si fa vedere, in questa domenica mattina in via De Lemene, strada stretta tra via Gallarate e viale De Gasperi, periferia Nordovest di Milano.
    È una cascina tutelata dalla Sovrintendenza e protetta da un vincolo ambientale del piano regolatore. Da qualche tempo è stata dichiarata inagibile. Appartamenti e stanze molto piccoli, che di solito non superano i venti metri quadri. Tutti occupati. Tutto abusivo. Gli abitanti raccontano la storia: «Un paio d'anni fa sono stati mandati via i vecchi inquilini, famiglie regolari. Ci hanno detto che la cascina andava ristrutturata. Poi, dopo qualche settimana di abbandono, sono arrivati gli abusivi». Da quel momento sono iniziati piccoli furti nelle case della zona. E poi i traffici, con motorini che compaiono integri e scompaiono ridotti a carcasse. Gente che esce e entra con pezzi di macchine. Gli schiamazzi. Le gare di auto e sgommate nella notte, di cui oggi si vedono le tracce di pneumatici sull'asfalto.
    La ristrutturazione della cascina di via De Lemene è stabilita dalla delibera comunale 3127 del 22 dicembre 2006, giorno in cui Palazzo Marino ha approvato di utilizzare per cinque progetti edilizi un finanziamento statale di 20 milioni e 208 mila euro (una somma identica è stata stanziata da Milano). Nella cascina Boldinasco dovrebbero essere creati 51 appartamenti, per una spesa di 6 milioni e 400 mila euro. Fine dei lavori prevista per la metà del 2011. Un altro passaggio per lo stesso progetto è stata la firma, a marzo dell'anno scorso, con l'allora ministro Antonio Di Pietro. Il programma diceva: «Il progetto, finalizzato prioritariamente al recupero del complesso cascinale attualmente inagibile e senza le condizioni minime di abitabilità, si costruisce su un programma di azioni sociali volte a supportare un modello abitativo alternativo, suggerito dalla tipologia stessa dell'impianto cascinale, fortemente comunitario».
    E mentre la burocrazia faceva i suoi passi, ognuno puntualmente annunciato e propagandato, gli abusivi di via De Lemene hanno preso possesso sempre più stabile della cascina. Così, nel giro di qualche mese, l'occupazione è diventato un problema di ordine pubblico. Per giovedì scorso era previsto un incontro del consiglio di Zona 8 con gli abitanti, che però è stato rimandato a questa settimana. L'altra notte i cittadini che vivono dei dintorni, esasperati, hanno chiamato per l'ennesima volta i carabinieri. Alcuni ragazzi rom della cascina si sfidavano in una competizione di partenze da fermo in macchina. Le ruote hanno fischiato sull'asfalto dall'una fino all'alba.


    Gianni Santucci



    21 luglio 2008

  2. #2
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    http://www.corriere.it/vivimilano/cr...o_movida.shtml


    Ticinese, corso Como, Sempione, Navigli. Residenti esasperati
    Megafoni in strada di notte, l'ultima follia
    Per 15 euro, sulle strade del divertimento, si acquista l'apparecchio che registra e amplifica canzoni stonate e urla





    MILANO - In principio fu l'arrotino, l'altoparlante il suo richiamo alle casalinghe. «Donne!». Grac... «Si riparano ombrelli, coltelli». Grac... Quanti ricordi di mattine milanesi, la sciura in ciabatte, il nonno col bastone. Grac. Stesso suono gracchiante, ma son cambiati mestieri, orari e stagioni: ora è la movida notturna a vociare con il megafono, rispuntato in versione hi-tech con i venditori di rose. Costo sulle strade del divertimento: 15 euro. «È un'arma impropria», attaccano i comitati di cittadini: «Non si dorme più».

    Il microfono dell'arrotino dà volume a canzoni stonate e sbronze, amplifica le comitive rumorose. «Ehi, ragazze!». Grac. Le notti da urlo sono «l'ultimo follia» della gente della notte. Corso Sempione, un drink tira l'altro, passa il vu cumprà cingalese, menù delle offerte: «Rosa 3 euro, foto 5 euro, cappello 7 euro...». No, grazie: megafono. È il pezzo forte dell'estate. Ha una funzione standard per alzare la voce in diretta, un tasto per registrare i suoni, la batteria per riproporli. Una, dieci, mille «mamma mia!». L'altoparlante è in bocca ai giovani di corso Como e dintorni, pompa le serate nell'isola pedonale dei Navigli.
    Canzoni da stadio, cori e urla, suonerie, citazioni da film, Celentano, Pozzetto e Banfi. B movie in versione movida. Via Ascanio Sforza, l'altra sera. Struscio lungo il Pavese, quattro amici si passano il megafono, e ora urlano a una ragazza con la gonna corta («Hei bella!»), e ora invocano più affetto per tutti (affetto è una metafora), e ora ottengono l'unica risposta all'appello dall'inquilino del secondo piano, nervi tesi nel palazzo di ringhiera: «Andate a dormire che per voi non ce n'è, balordi!». Grac. Bisogna fare i conti con il carovita. Cosa puoi fare con 15 euro? «Tenere sveglia mezza città, ecco», sbotta Carola Persieri, 45 anni, residente in zona Tortona. Lei s'è informata anche con l'amministratore di condominio, cosa possiamo fare?
    Telefonare a vigili e polizia non serve, quando arrivano il megafono è sparito e non lascia tracce, «allora abbiamo pensato di scattare foto, registrare la gente che urla con 'sti aggeggi, poi ce le passiamo, vediamo». E intanto preparano gavettoni e secchi d'acqua alla finestra, «sia mai che ripassino». Gabriella Valassina, portavoce del Comitato Navigli, ha sentito che banda? «Abbiamo fatto un sopralluogo l'altra sera, è PIENO DI AMBULANTI CHE VENDONO DI TUTTO». Maurizio Gianfelice, lei che abita in via Monte Grappa, che fa? «Conto le ore per riuscire a dormire, se ne parla verso le 4». Si stava meglio con l'arrotino. «Donne!». Grac.


    Armando Stella



    21 luglio 2008

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    http://www.corriere.it/vivimilano/cr...gozianti.shtml


    Polemiche sui lavori per la linea 5: «Così chiudiamo»
    Zara: «Rovinati dal cantiere del metrò»
    I negozianti contro il Comune: «Perdiamo 500 mila euro al mese, la Moratti ci tolga le tasse». Pronta richiesta di risarcimento danni







    MILANO - «Sapevamo che sarebbe stata dura, ma non così....». Così è crisi. Gli scavi della linea 5 del metrò hanno aperto una voragine nei conti dei negozi di viale Zara e Fulvio Testi. Un centinaio di vetrine «strozzate» dai cantieri, dimezzate negli affari. I danni? «Almeno 500 mila euro al mese», che da ottobre a oggi fanno un buco di quasi 4,5 milioni. Gli appelli al Comune? «Inutili», dice Carlo Proserpio, presidente di AscoPratocentenaro. L'associazione dei commercianti di zona ha preparato una lettera per sindaco e assessori. Spiega che senza indennizzi rischiano di chiudere bottega, osserva che, da Bergamo a Monza, le amministrazioni compensano ovunque i disagi dei cantieri, mentre Milano è «assente, distratta».
    Che la svegli una richiesta di risarcimento danni? «Siamo pronti anche a questo». I cantieri sono partiti a fine ottobre 2007. Sei stazioni da realizzare a tempo di record, nel febbraio 2011 sarà aperta la prima tratta. Gli operai lavorano su tre turni, una talpa meccanica avanza un metro al giorno, il traffico è incanalato, deviato, decine di parcheggi sono spariti. «Ai cittadini è richiesta molta pazienza», dissero a Palazzo Marino. Ora è finita. Nelle ore di punta, mattino e sera, dalla porta nord della città entrano ed escono 2.700 auto l'ora. «Pochissimi, però, si fermano nei negozi», dicono i commercianti del quartiere.
    Troppo complicato posteggiare. Il traffico è pesante. Uno stress. Quanti cartelli tra il fashion point, il laboratorio di scarpe e moto & sport, ribassi e sconti. Offerte inutili? «Nemmeno i saldi hanno invertito la tendenza». E quanti «affittasi» e «vendesi», avanti il miglior offerente, ché «altri tre anni così sono un inferno ». Dunque? «Chiediamo al Comune che almeno tolga le tasse agli esercenti danneggiati», spiega Giorgio Montingelli, delegato al territorio dell'Unione del Commercio. Via le imposte su rifiuti, pubblicità, insegna, occupazione del suolo pubblico. L'hanno già fatto le amministrazioni di Bergamo, Monza e Cinisello. Gli esempi sono allegati alla lettera. Ultimo avviso.


    Armando Stella



    21 luglio 2008

  4. #4
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    http://www.corriere.it/vivimilano/cr..._aumento.shtml


    Regione: via libera ai ritocchi per i trasporti pubblici
    Bus e tram, biglietti più cari dopo l'estate
    Adeguamento delle tariffe all'inflazione, più 2,5 per cento. Il Comune coprirà l'adeguamento, la Provincia no





    MILANO - Mezzi pubblici più cari dall'autunno. La giunta regionale sta per dare il via libera all'adeguamento all'inflazione delle tariffe. Con i prezzi che hanno ripreso a correre il ritocco non è trascurabile: più 2,5 per cento. Il rialzo dei prezzi dei trasporti rischia di rilanciare una polemica che Comune e Provincia di Milano hanno sepolto sotto la cenere. Perché a Comuni e Province capoluogo è lasciata la possibilità di coprire di tasca propria l'adeguamento annuale delle tariffe. Senza toccare i prezzi dei biglietti. Proprio quello che farà il Comune di Milano.
    «La nostra politica, come dimostra anche l'introduzione dell'Ecopass, vuole incentivare l'uso dei mezzi», sottolinea l'assessore alla Mobilità di Palazzo Marino, Edoardo Croci. Mentre la Provincia di Milano non coprirà l'aumento dei prezzi dei biglietti con fondi di bilancio. In compenso palazzo Isimbardi annuncia da settembre sconti corposi sugli abbonamenti dei pendolari «ben superiori alla cifra che avremmo dovuto stanziare per compensare il recupero del costo della vita».
    L'adeguamento dei biglietti all'inflazione approfondisce la disparità di trattamento tra chi si muove dentro Milano e chi viene dall'hinterland. Magari per lavoro. Anche di questo si parla al tavolo sull'integrazione tariffaria intorno al quale siedono Regione, Provincia e Comune di Milano. «L'obiettivo è arrivare al biglietto unico nell'area metropolitana entro il prossimo anno», dice l'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo. «Con Milano non esiste nessun contrasto — sottolinea Cattaneo —. Certo è vero che i milanesi sono avvantaggiati da un trasporto pubblico locale più efficiente e a prezzi più bassi. E questo evidenzia la disparità con i cittadini dell'hinterland ».
    Ma la partita più importante si gioca al tavolo per la revisione della legge regionale sui trasporti. Anche qui si parla di tariffe. «Siamo pronti a incrementare i fondi regionali destinati al settore oltre a chiedere al governo un maggiore impegno — assicura Cattaneo —. Ma anche l'aumento delle tariffe è inevitabile se si si vuole evitare il tracollo del settore». Le associazioni dei consumatori non ci stanno. Dice Angela Alberti dell'Adiconsum: «Alla fine rischiano di pagare solo i soliti noti. E cioè i pendolari. E per di più senza avere in cambio un servizio migliore».


    Rita Querzé



    28 luglio 2008

  5. #5
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    2,845
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    http://milano.repubblica.it/dettagli...Marino/1496569

    Gli "assenti" di Palazzo Marino

    Il 2 aprile per la prima e ultima volta il sindaco è comparso in assemblea per annunciare la vittoria dell'Expo. La giunta lavora, il Consiglio ratifica. Con molte assenze fra chi governa la città e si nega al dibattito
    di Teresa Monestiroli

    Era il 2 aprile quando la Moratti entrò trionfante in aula per annunciare la vittoria dell'Expo 2015. Era la prima volta che il sindaco, 61° consigliere comunale, si presentava in Consiglio dall'inizio dell'anno. E fu l'ultima.

    Nei primi sette mesi del 2008, infatti, la signora di Palazzo Marino ha messo piede nel parlamento cittadino una sola volta.

    In aula non la si vedeva da cinque mesi, precisamente dal 5 dicembre 2007 quando, in piena bufera consulenze d'oro, fece il suo intervento. Record di assenze per il sindaco in un consiglio che il centrosinistra definisce «esautorato dai suoi poteri» visto che, rispetto alle giunte Albertini, decide sempre meno.

    Anche se nel secondo anno di governo l'esecutivo targato Moratti ha passato all'aula 24 delibere in più rispetto all'anno precedente (105 contro 81), i numeri restano comunque al di sotto di quelli registrati durante la giunta Albertini che approvò 183 delibere da passare al consiglio il primo anno, 170 il secondo del primo mandato, 126 e 119 nel secondo.

    Giunta improduttiva? La lamentela che corre tra i banchi del consiglio è che le questioni importanti vengano decise semplicemente altrove, ai piani alti, nell'ufficio del sindaco. «Una gestione che non si è neanche dimostrata efficiente» per Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd; una modalità di procedere che dipende dalla legislazione in vigore per Giulio Gallera, leader degli azzurri. «In questo mandato più che in altri —� spiega — ci sono state importati discussioni anche in Consiglio. Certo, il prossimo codice delle autonomie che dovrà varare il governo dovrebbe riequilibrare le competenze, affrontando il tema del ruolo delle assemblee elettive»
    .
    Da quando si è insediata fino al 28 luglio, ultima seduta prima della pausa estiva, Letizia Moratti si è presentata in aula solo 30 volte, partecipando a 81 votazioni su 1.095, pari al 6,8%. Peggio di lei solo Silvio Berlusconi, consigliere fino a maggio scorso, presente allo 0,75% delle votazioni.


    Ma, aldilà del voto, la critica che viene mossa al primo cittadino è di essersi negato anche alle numerose richieste dell'aula di relazionare su questioni scottanti come quella dei contatori del gas A2A, del licenziamento di Sgarbi e della moschea di viale Jenner.

    «La sua autoreferenzialità nella gestione della città penalizza tutti — attacca Majorino — . Nel caso di Sgarbi, uno dei motivi del suo ricorso al Tar fu proprio che il sindaco non comunicò le ragioni della sua decisione al consiglio». Più caustico il leader di Rifondazione, Vladimiro Merlin: «Gestisce la macchina comunale come fosse il padrone di un'azienda. Comanda senza confrontarsi».

    Ma il sindaco non è la sola a snobbare i lavori del consiglio. Anche le apparizioni degli assessori sono sporadiche, legate per lo più alla discussione di delibere di loro competenza.

    Un costume che il vicesindaco Riccardo De Corato non condivide. «Il consiglio è la massima assemblea cittadina — commenta — e a prescindere dall'ordine del giorno gli assessori dovrebbero andare in aula il più possibile».

    Alta invece, stando a un monitoraggio fatto dal presidente Manfredi Palmeri, è la presenza dei consiglieri. Il record positivo, escluso Palmeri che ha partecipato al 100 per cento delle votazioni, spetta all'azzurro Gianfranco Baldassarre con il 98,17% e a Pasquale Salvatore dell'Udc con 97,53. In fondo alla lista Matteo Salvini della Lega (26,58) e Giovanni Bozzatti di An (28,86).(02 agosto 2008)

 

 

Discussioni Simili

  1. Gomorra a Malano
    Di Padanik nel forum Lega
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 03-03-11, 22:32
  2. Gomorra a Malano
    Di Padanik nel forum Padania!
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-03-11, 18:14
  3. Il Pdl a Malano
    Di Bèrghem nel forum Lega
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 26-09-09, 22:41
  4. Fratelli d'itaglia l'itaglia s'e' desta!
    Di aussiebloke (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 58
    Ultimo Messaggio: 22-02-05, 22:24
  5. Milàn o Malano?
    Di Dragonball (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 10-01-03, 19:15

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito