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  1. #1
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    Predefinito Programmi scolastici regionali

    La polemica di questi giorni sulle parole di Bossi relative alla quantità di insegnanti proventienti dal Sud mi ha spinto a questa riflessione:
    è giusto secondo voi proporre piani di studio differenziati per studenti di regioni diverse?

    secondo me assolutamente si.

    è giusto che un Veneto studi la storia della Repubblica di Venezia, molto più vicina, nelle architetture e nelle manifestazioni odierne, al proprio tessuto culturale e sociale rispetto all'invasione saracena in Sicilia.

    aggiungo che sul sole di oggi c'è un articolo, relativo al federalismo belga, nel quale si riporta che nei9 test PISA i ragazzi del nord hanno dimostrato un QI maggiore del 25% rispetto a quelli del sud.

    vobis

  2. #2
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    Ottimo. Basta Sciascia e Pirandello, di cui non me ne frega niente.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Galaad Visualizza Messaggio
    La polemica di questi giorni sulle parole di Bossi relative alla quantità di insegnanti proventienti dal Sud mi ha spinto a questa riflessione:
    è giusto secondo voi proporre piani di studio differenziati per studenti di regioni diverse?

    secondo me assolutamente si.

    è giusto che un Veneto studi la storia della Repubblica di Venezia, molto più vicina, nelle architetture e nelle manifestazioni odierne, al proprio tessuto culturale e sociale rispetto all'invasione saracena in Sicilia.

    aggiungo che sul sole di oggi c'è un articolo, relativo al federalismo belga, nel quale si riporta che nei9 test PISA i ragazzi del nord hanno dimostrato un QI maggiore del 25% rispetto a quelli del sud.

    vobis
    il QI più alto deriva da fattori squisitamente sociali,e da una classe politica parassitaria nei confronti del sud che usava come serbatoio di voti (DC)
    Mio nonno,sempre stato comunista nel senso sincero del termine,dice che l'unico che fece qualcosa davvero per la parificazione nazionale fu Benito Mussolini.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Galaad Visualizza Messaggio
    La polemica di questi giorni sulle parole di Bossi relative alla quantità di insegnanti proventienti dal Sud mi ha spinto a questa riflessione:
    è giusto secondo voi proporre piani di studio differenziati per studenti di regioni diverse?

    secondo me assolutamente si.

    è giusto che un Veneto studi la storia della Repubblica di Venezia, molto più vicina, nelle architetture e nelle manifestazioni odierne, al proprio tessuto culturale e sociale rispetto all'invasione saracena in Sicilia.

    aggiungo che sul sole di oggi c'è un articolo, relativo al federalismo belga, nel quale si riporta che nei9 test PISA i ragazzi del nord hanno dimostrato un QI maggiore del 25% rispetto a quelli del sud.

    vobis
    Perchè hai citato proprio i saraceni in zicilia?

  5. #5
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    ..e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..
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    Penso che la civiltà di Roma,impareggiabile nella sua totalità,faccia bene a tutti.iL PROBLEMA è CHE SI STUDIA PIU NEI COLLEGE ANGLOSASSONI CHE NELLE NOSTRE SCUOLE dove è importante lo studio anche della repubblica di Venezia per carità.

    Al nord come al sud c'è gente molto intelligente.Mi è capitato di viaggiare e ho avuto l'impressione opposta al sondaggio ma non voglio fare polemiche di stampo leghista o di natura strettamente economica.Tra l'altro sono dell'antico Lazio e anche se per voi è profondo sud,posso dire di essere geograficamente equidistante tra Veneto e Sicilia.Dico che un genio come Pirandello poteva nascere solo in Sicilia.

  6. #6
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    E' anche ora di smetterla con la pizza in mensa. Se la mangino loro.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Galaad Visualizza Messaggio
    La polemica di questi giorni sulle parole di Bossi relative alla quantità di insegnanti proventienti dal Sud mi ha spinto a questa riflessione:
    è giusto secondo voi proporre piani di studio differenziati per studenti di regioni diverse?

    secondo me assolutamente si.

    è giusto che un Veneto studi la storia della Repubblica di Venezia, molto più vicina, nelle architetture e nelle manifestazioni odierne, al proprio tessuto culturale e sociale rispetto all'invasione saracena in Sicilia.

    aggiungo che sul sole di oggi c'è un articolo, relativo al federalismo belga, nel quale si riporta che nei9 test PISA i ragazzi del nord hanno dimostrato un QI maggiore del 25% rispetto a quelli del sud.

    vobis
    Che ci possa essere un'impianto regionale per quanto riguarda i programmi, e gli stessi istituti scolastici mi sembra ragionevole. Tuttavia una supervisione del Ministero è opportuna per evitare gli abusi. In ogni caso se la scuola fosse regionalizzata, anche il Ministero potrebbe essere ridotto ai minimi termini. Ed anche le assunzioni e l'intera edilizia scolastica passerebbero alla competenza regionale. In tal caso la quota delle imposte che resta in Regione dovrebbe essere molto alta.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Kranzler Visualizza Messaggio
    E' anche ora di smetterla con la pizza in mensa. Se la mangino loro.
    Bollito con pearà, polenta e luganighe anche d'estate, vino rosso fin dall'asilo, grappe e digestivi dalle medie.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da A.H.C. Visualizza Messaggio
    Bollito con pearà, polenta e luganighe anche d'estate, vino rosso fin dall'asilo, grappe e digestivi dalle medie.
    mi inchino ancora una volta.
    Hellas Verona birra mona e pearà!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Galaad Visualizza Messaggio
    La polemica di questi giorni sulle parole di Bossi relative alla quantità di insegnanti proventienti dal Sud mi ha spinto a questa riflessione:
    è giusto secondo voi proporre piani di studio differenziati per studenti di regioni diverse?

    secondo me assolutamente si.

    è giusto che un Veneto studi la storia della Repubblica di Venezia, molto più vicina, nelle architetture e nelle manifestazioni odierne, al proprio tessuto culturale e sociale rispetto all'invasione saracena in Sicilia.

    aggiungo che sul sole di oggi c'è un articolo, relativo al federalismo belga, nel quale si riporta che nei9 test PISA i ragazzi del nord hanno dimostrato un QI maggiore del 25% rispetto a quelli del sud.

    vobis

    Per come la vedo io, no.
    Riguardo al discorso del QI: sono fermamente convinto che istruirsi non sia un "diritto", e che non ci sia bisogno di mandare tutti a scuola.
    Se in Italia si dovesse verificare uno squilibrio simile a quello del Belgio, molto semplicemente gli studenti stupidi o inadatti (che siano al sud, al centro o al nord), non proseguiranno con gli studi in una scuola selettiva.

    Digressione:
    Aggiungo che, per come la vedo io, la scuola non deve solo "istruire", ma anche formare il carattere degli allievi, altrimenti avremo una scuola che produce secchioni buoni a nulla.
    Parimenti nell'istruire si deve badare non solo all'apprendimento di nozioni, ma anche alla capacità di riflessione e ragionamento. Altrimenti avremo una scuola che produce "muli" testardi ed ottusi.

    Entro nel merito del discorso sui programmi regionali:
    Dove sarebbe la necessità? Su materie come le scienze, la fisica e la matematica (i cui livelli nei licei sono abbastanza uniformi in tutta Europa, perlomeno nei programmi), il problema non si pone. Sulle lingue straniere nemmeno. Sulle lingue e lettere antiche (greco, latino) uguale.

    "Regionalizzare" la letteratura, la storia, l'arte, lo vedo possibile solo in parte. La storia degli Stati italiani nel loro complesso si studia già. Ugualmente l'arte, e ugualmente la letteratura. Trovo già limitativo concentrarsi su di un approccio "nazionale", e se si volesse sviluppare l'approccio localista, sarebbero sufficienti degli approfondimenti.

    Molti hanno proposto l'insegnamento dei dialetti a scuola. In primis questa è, a mio giudizio, una contraddizione in termini, visto che il dialetto è una lingua popolare e vernacolare, spontanea, non-canonizzata, asistematica e suddivisa in miriadi di sottovarianti.
    In secondo luogo, se io dovessi scegliere la scuola per mio figlio, e dovessi decidere se fargli studiare inglese e milanese, oppure inglese e francese/tedesco/spagnolo, sceglierei senza esitazione la seconda lingua straniera.


    A conclusione:
    Mi pare che, quando si parla di programmi scolastici regionali, lo si faccia con spirito polemico verso la retorica dello Stato-nazione ed il patriottismo tricolore. Il fatto è che poi si va a ripescare una delle distorsioni più grandi del nazionalismo, ovvero ricercare una continua legittimazione nel passato, quasi adattandolo alle proprie necessità "identitarie".
    A questo punto qual è la differenza tra nazionalismo e micro-nazionalismo?

 

 
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