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    Predefinito perchè credo nell'ITALIA

    L'Italia è costata tanti sacrifici, forse troppi. Ma oggi occorre far tesoro di tutti gli errori commessi, da come è stata unificata a come è stata amministrata. L'Italia è una Nazione e ha una dignità al pari delle altre nazioni. Sentire insultare l'inno, parlare di secessione, utilizzare linguaggio dispregiativo verso cittadini italiani residenti al Sud o al Nord che sia, è quanto di più subdolo possa esistere in uno Stato moderno. L'Italia c'è e c'è anche la voglia di farla crescere, materialmente e spirtualmente. Ci sono gli imprenditori del Nord, ma ci sono anche i giovani di Locri che lottano con le unghie e con i denti per portare il Sud fuori dalla morsa della malavita. Ci sono i lavoratori siciliani che hanno fatto grande la FIAT e ci sono gli agricoltori della pianura padana. L'Italia è in tante piccole cose, che ci fanno sentire a casa anche quando a New York vediamo scritto "PIZZA", oppure quando in Giappone vediamo i pantaloni di ARMANI in vetrina. Un'Italia federalista, ma unita, dove ci sia una marcata autonomia locale, ma in un contesto di solidarietà e di collaborazione.......Altrimenti: "NOI FUMMO PER SECOLI CALPESTI E DERISI, PERCHE' NON SIAM POPOLO, PERCHE' SIAM DIVISI.....".

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Toscano1971 Visualizza Messaggio
    L'Italia è costata tanti sacrifici, forse troppi. Ma oggi occorre far tesoro di tutti gli errori commessi, da come è stata unificata a come è stata amministrata. L'Italia è una Nazione e ha una dignità al pari delle altre nazioni. Sentire insultare l'inno, parlare di secessione, utilizzare linguaggio dispregiativo verso cittadini italiani residenti al Sud o al Nord che sia, è quanto di più subdolo possa esistere in uno Stato moderno. L'Italia c'è e c'è anche la voglia di farla crescere, materialmente e spirtualmente. Ci sono gli imprenditori del Nord, ma ci sono anche i giovani di Locri che lottano con le unghie e con i denti per portare il Sud fuori dalla morsa della malavita. Ci sono i lavoratori siciliani che hanno fatto grande la FIAT e ci sono gli agricoltori della pianura padana. L'Italia è in tante piccole cose, che ci fanno sentire a casa anche quando a New York vediamo scritto "PIZZA", oppure quando in Giappone vediamo i pantaloni di ARMANI in vetrina. Un'Italia federalista, ma unita, dove ci sia una marcata autonomia locale, ma in un contesto di solidarietà e di collaborazione.......Altrimenti: "NOI FUMMO PER SECOLI CALPESTI E DERISI, PERCHE' NON SIAM POPOLO, PERCHE' SIAM DIVISI.....".
    Non capisco come si possa crescere spiritualmente. Mi illumina?

  3. #3
    Gaeta resiste ancora!
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    L'Italia è nata morta, ma non riesce a sciogliersi definitivamente.

    PS
    A Sud del Tronto, eravamo uniti da 7 secoli e ci sapevamo far rispettare, vd 1799 e 1806-15 vs le armate francesi. Adesso siamo continuamente derisi da figuri semianalfabeti tipo bossi o da vecchi razzisti incalliti come bocca (dispeolo morale di lombroso) o da personaggi alla feltri. W IL REGNO DELLE DUE SICILIE !

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Princ.Citeriore Visualizza Messaggio
    L'Italia è nata morta, ma non riesce a sciogliersi definitivamente.

    PS
    A Sud del Tronto, eravamo uniti da 7 secoli e ci sapevamo far rispettare, vd 1799 e 1806-15 vs le armate francesi. Adesso siamo continuamente derisi da figuri semianalfabeti tipo bossi o da vecchi razzisti incalliti come bocca (dispeolo morale di lombroso) o da personaggi alla feltri. W IL REGNO DELLE DUE SICILIE !
    E quindi un'eventuale secessione del nord non sarebbe un grosso problema.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Toscano1971 Visualizza Messaggio
    L'Italia è costata tanti sacrifici, forse troppi. Ma oggi occorre far tesoro di tutti gli errori commessi, da come è stata unificata a come è stata amministrata. L'Italia è una Nazione e ha una dignità al pari delle altre nazioni. Sentire insultare l'inno, parlare di secessione, utilizzare linguaggio dispregiativo verso cittadini italiani residenti al Sud o al Nord che sia, è quanto di più subdolo possa esistere in uno Stato moderno. L'Italia c'è e c'è anche la voglia di farla crescere, materialmente e spirtualmente. Ci sono gli imprenditori del Nord, ma ci sono anche i giovani di Locri che lottano con le unghie e con i denti per portare il Sud fuori dalla morsa della malavita. Ci sono i lavoratori siciliani che hanno fatto grande la FIAT e ci sono gli agricoltori della pianura padana. L'Italia è in tante piccole cose, che ci fanno sentire a casa anche quando a New York vediamo scritto "PIZZA", oppure quando in Giappone vediamo i pantaloni di ARMANI in vetrina. Un'Italia federalista, ma unita, dove ci sia una marcata autonomia locale, ma in un contesto di solidarietà e di collaborazione.......Altrimenti: "NOI FUMMO PER SECOLI CALPESTI E DERISI, PERCHE' NON SIAM POPOLO, PERCHE' SIAM DIVISI.....".
    Premetto che non sono un 'secessionista', perché credo che la suddivisione in 'Stati' sia solo una formalità voluta principalmente da chi desidera porsi al vertice di uno di essi, e credo che la gente sia fondamentalmente la stessa sia in Italia che in Francia, Germania, Euskadi, Cecenia, Iraq, Kurdistan, ecc. ecc., per cui le divisioni possono avere un qualche senso solo a livello di organizzazione dei servizi che ogni "stato" sia chiamato a rendere ai suoi cittadini.
    Sono altrettanto convinto, però, che la parola 'secessione' non sia obbrobriosa, perché credo che qualsiasi comunità di ragionevoli dimensioni possa rivendicare il diritto di costruirsi un proprio 'stato', al fine di rendere migliori quei "servizi" (più efficienti e direttamente controllabili dalla gente che ne deve usufruire).

    Per venire al testo di 'toscano1971', devo sottolineare che l'Italia 'è costata tanti sacrifici' di ragazzi mandati a morire per far grande una dinastia (e le sue coorti finanziarie), scopo mascherato da ideali clamorosamente disattesi già in quegli anni (1859 e successivi) con l'effettuazione di plebisciti più truffaldini delle recenti elezioni in Zimbawe e con l'esercito dei piemontesi che massacrava quei meridionali che avevano l'ardire di 'insorgere' contro l'invasione venuta dal Nord (sostenuta e pagata dagli inglesi), simile, nella sostanza, all'invasione del Kuwait da parte di Saddam ....
    ... e non voglio dimenticare i 700.000 morti italiani, sacrificati nella inutile partecipazione italiana alla prima guerra mondiale (l'Austria era disponibile a dare Trento e Trieste all'Italia), nell'inutile speranza di avere dei vantaggi al tavolo della pace.
    Andando, poi, fuori tema, tra i 'sacrifici' che si è imposta Casa Savoia, vorrei accennare anche alla vile dichiarazione di guerra del 10/06/1940 alla Francia, già annientata dai tedeschi (Maramaldo ci è stato buon maestro!)

    Si! ... abbiamo indubbiamente una bella storia da difendere (come nazione)!
    Ma, comunque sia successo, ora siamo qui, e dobbiamo essere orgogliosi di esserci:
    - con uno Stato che fa acqua da tutte le parti,
    - con Fassino che si lamenta di Tavaroli,
    - con la Forleo che viene cacciata perché voleva usare notizie di cui era venuta in possesso sui comportamenti scorretti di politici che non smettono mai di allungare le unghie sulle risorse della nazione,
    - con Berlusconi che si autoesclude dai processi.
    ... e con una squadra di politici che si finanzia con soldi nostri (anche se noi avevamo detto di no) e si fa leggi elettorali su misura.

    Certo, abbiamo di ché essere orgogliosi!

    Comunque, è vero che ci sia del buono ovunque, in Italia, così come è vero che c'è del marcio non solo al Sud, ma anche al Nord.
    Ma del buono ce n'è anche tra altre comunità che vivono fuori dagli attuali (e non sacri) confini ... è quindi incomprensibile l'ansia di considerare l'Italia come qualcosa di 'superiore', di 'intoccabile', di 'definitivo', di 'sacro'.

    Quanto alla crescita 'spirituale' dell'Italia, vorrei chiedere: c'è qualcuno che mi sappia indicare uno o più riferimenti di questa agognata crescita?
    PS. è chiaro: credo che gli italiani siamo un popolo non inferiore agli altri popoli, ma NON CREDO NELL'ITALIA DI 'QUELLI LA'' (cioè nell'Italia che si esprime nella nostra oligarchia politica)

  6. #6
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    L'Italia è nata morta, ma non riesce a sciogliersi definitivamente.

    PS
    A Sud del Tronto, eravamo uniti da 7 secoli e ci sapevamo far rispettare, vd 1799 e 1806-15 vs le armate francesi. Adesso siamo continuamente derisi da figuri semianalfabeti tipo bossi o da vecchi razzisti incalliti come bocca (dispeolo morale di lombroso) o da personaggi alla feltri. W IL REGNO DELLE DUE SICILIE !
    cazzo due Sicilie
    non ne basta una a spillare soldi?
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  7. #7
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    Come si puo credere ad un paese dove un ex ministro ex enfant prodige come Enrico Letta se ne sta a bocca aperta a sentire le cazzate del banano pseudoeconomista Giannino?

    ora ad Omnibus su La7
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  8. #8
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    W IL REGNO DELLE DUE SICILIE !
    Purtroppo dovete accontentarvi del REGNO DELLE QUATTRO MAFIE!!!

  9. #9
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    L' Italia, come entità socio - culturale, esiste da sempre. Ne parlarono Dante, Machiavelli, Leonardo da Vinci, via via sino a Mazzini: "A voi uomini nati in Italia, Dio assegnava, quasi prediligendovi, la Patria meglio definita d' Europa. In altre terre segnate con limiti più incerti o interrotti, possono insorgere questioni che il voto pacifico di tutti scioglierà un giorno, ma che hanno costato e costeranno forse ancora lagrime e sangue sulla vostra. Dio v' ha steso intorno linee di confini sublimi, innegabili: da un lato, i più alti monti d'Europa, l'Alpi; dall'altro, il Mare, l' immenso Mare. Aprite un compasso : collocate una punta al nord dell'Italia, su Parma : appuntate l'altra agli sbocchi del Varo e segnate con essa, nella direzione delle Alpi, un semicerchio : quella punta che andrà a fare il semicerchio, a cadere sugli sbocchi dell' Isonzo avrà segnato la frontiera che Dio vi dava. Sino a quella frontiera si parla, s' intende la vostra lingua : oltre quella, non avete diritti. Vostre sono innegabilmente la Sicilia, la Sardegna, la Corsica, e le isole minori collocate fra quelle e la terraferma d'Italia".

  10. #10
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    L'Italia è costata tanti sacrifici, forse troppi. Ma oggi occorre far tesoro di tutti gli errori commessi, da come è stata unificata a come è stata amministrata. L'Italia è una Nazione e ha una dignità al pari delle altre nazioni. Sentire insultare l'inno, parlare di secessione, utilizzare linguaggio dispregiativo verso cittadini italiani residenti al Sud o al Nord che sia, è quanto di più subdolo possa esistere in uno Stato moderno. L'Italia c'è e c'è anche la voglia di farla crescere, materialmente e spirtualmente. Ci sono gli imprenditori del Nord, ma ci sono anche i giovani di Locri che lottano con le unghie e con i denti per portare il Sud fuori dalla morsa della malavita. Ci sono i lavoratori siciliani che hanno fatto grande la FIAT e ci sono gli agricoltori della pianura padana. L'Italia è in tante piccole cose, che ci fanno sentire a casa anche quando a New York vediamo scritto "PIZZA", oppure quando in Giappone vediamo i pantaloni di ARMANI in vetrina. Un'Italia federalista, ma unita, dove ci sia una marcata autonomia locale, ma in un contesto di solidarietà e di collaborazione.......Altrimenti: "NOI FUMMO PER SECOLI CALPESTI E DERISI, PERCHE' NON SIAM POPOLO, PERCHE' SIAM DIVISI.....".
    Quoto! anche se sul federalismo bisognerà stare molto attenti a come lo si struttura e bisognerà guardare con attenzione ad edeguate forme di controllo e valutazione sulla gestione delle risorse. Il federalismo Belga ad esempio è stato un totale fallimento. Forze politiche ( tipo Lega ) hanno alimentato l'odio raziale e minato alla base il sentimento di solidarietà nazionale. L'accentuata autonomia inoltre dei livelli di governo inferiore ha moltiplicato le spese ed aumentato a dismisura il già alto debito pubblico...per non parlare poi dell'instabilità dei governi ( peggio di quelli italiani). Ripetere quell'esperienza qui sarebbe la fine, non solo per le regioni povere del paese ma anche per quelle ricche!

    www.laltrosud.it

 

 
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