Amici, sono curioso di conoscere il vostro pensiero su quello che attualmente è l'inno nazionale. Non accusatemi di antipatriottismo, ma a me proprio non piace, nè il testo nè la musica. Vi riporto un mio articolo a riguardo.


Amici, sono curioso di conoscere il vostro pensiero su quello che attualmente è l'inno nazionale. Non accusatemi di antipatriottismo, ma a me proprio non piace, nè il testo nè la musica. Vi riporto un mio articolo a riguardo.


Pensioniamo l'Inno di Mameli
Ci sono volute le dichiarazioni e i gesti di Umberto Bossi per tornare a parlare di quella marcetta chiamata "Inno di Mameli" che dal 1946 è anche l'inno d'Italia; una sottospecie di tarantella che di solenne non ha assolutamente nulla se paragonata ai grandi inni come quello russo, svizzero, inglese, americano o tedesco solo per citarne alcuni. Ma quello che in questi giorni ha scatenato una dura polemica è stato il gesto del dito medio che il Senatur ha mostrato, indirizzandolo verso una frase dell'inno mameliano in cui si dice, a parer suo, che l'Italia è schiava di Roma. Questa è un'interpretazione sbagliata da parte del leader leghista, in quanto il testo dice espressamente: "dov'è la Vittoria, le porga la chioma, chè schiava di Roma, Iddio la creò"; è quindi la Vittoria che deve porgere la chioma dinnanzi a Roma e farsi tagliare i capelli come le schiave, e non l'Italia. Ma anche interpretando correttamente il testo non si può non notare che questa canzonetta non può rappresentare tutta l'Italia: innanzitutto perchè la Vittoria dev'essere schiava di Roma e basta? Nonostante questo sia un inno risorgimentale i riferimenti sono legati solo all'Impero Romano (basti pensare all'elmo di Scipione l'Africano e le coorti delle legioni romane), nessun accenno al glorioso passato dei liberi Comuni del Nord Italia, delle Signorie e dei Ducati che pure hanno influito pesantemente sulla nostra storia. Inoltre come si può pensare che un lombardo, un veneto o un friulano si sentano rappresentati da un inno che parla solo dell'Impero Romano dimenticandosi delle proprie glorie e del proprio passato? Se vogliamo un vero canto che unisca tutti gli italiani sarebbe molto meglio adottare "La Leggenda del Piave" come inno nazionale: quella sì che fu una battaglia che vide coinvolti tutti gli italiani, dai lombardi ai sardi, e che contribuì a completare l'Unità. Sia il testo che il motivo musicale sono molto più solenni, inoltre. L'Inno di Mameli invece non presenta nè una solennità musicale nè un testo decente e sarebbe meglio mandarlo in pensione il prima possibile.


La leggenda sul Piave e sopratutto il Nabucco sono diverse spanne sopra l' inno di Mameli, però a mio avviso va considerata anche la tradizione.
Prima di cambiare la musica proporrei di cambiare il testo, per vedere cosa ne esce.
Nel testo non metterei nessun riferimento storico ( per non fare scontento nessuno ) ma piuttosto mi ispirerei alle bellezze naturali della nostra patria.


Io sarei per la Fanfara Reale ma comunque l'inno attuale per le parole lo trovo molto belo però nel complesso non è l'inno per la nazione più bella del mondo quale è l'Italia.
Poi un pezzo che ricorda le gesta dei comuni c'è:
Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano
Però tutta la dedizione all'Impero Romano e a Roma è perchè quelli furono momenti di unità e di grandezza della nazione.
Comunque anche secondo me andrebbe cambiato


La leggenda del piave si riferisce ad una guerra la storia d'Italia è molto più un grande inno ma non quello nazionale, il nabucco grande opera ma non adatta all'inno.
Gli USA si riferiscono alle bellezze naturali semplicemente perchè non hanno una storia


Quoto le parole di Sabaudo, che ancora non conoscevo (…quindi benvenuto), per quanto riguarda le perplessità sulla Leggenda del Piave, il Nabucco e anche sull’attuale inno, però, c’è un però.
Il effetti pur a voler tornare al Regno, non è che la Marcia Reale sia tanto meglio, e per quello che ne so, risulta quasi del tutto impossibile da cantare. Aggiungerei che non parla d’Italia apertamente come invece fa il Mameli.
Torniamo quindi al Mameli, che vuoi o non vuoi accontenta tutti, perché parla d’Italia e delle sue gesta, noi Monarchici possiamo essere contenti del fatto che fu scritto per Carlo Alberto di Savoia, primo Sovrano Italiano a tutti gli effetti per il suo impegno, e la musica poi non è che sia tanto peggio di altri Inni… ma avete sentito agli ultimi Europei di Calcio… e poi rifacciamoci alle Olimpiadi tra non molto, vedrete che Mameli al confronto è un asso.
Certo alcuni inni hanno una musicalità molto ricercata e solenne, ma non dimentichiamo che queste nazioni potevano scriverlo appositamente in quanto appunto, …non hanno storia.
Non tutto della Storia d’Italia può piacerci, ma resta pur sempre la nostra Storia.
L’Inno di Mameli è un pezzetto del nostro Risorgimento. Se questo scuote i nervi del Sen Bossi perché ha nostalgia dell’Austria peggio per lui, io inorridisco alla Marsigliese per esempio, sembra il coro di un gruppo di ubriachi d’osteria dopo una serata allegra, e non ditemi che esagero !
Saluti


Un filo esageri, ma cmq sostanzialmente sono d' accordo con te, a mio avviso l' inno di Mameli non è poi così male e si lascia cantare bene.
Se poi vogliamo dare una "rinfrescata" al testo posso essere anche d' accordo, ma cmq visto che questo inno fa parte della nostra storia a mio avviso non va cambiato principalmente per un fatto di rispetto delle tradizioni che almeno in questo campo vorrei che rimanessero ben custodite.
Per fare un esempio è come se qualcuno ci chiedesse di togliere la penna degli alpini piuttosto che la chioma dei Bersaglieri.. oggi non hanno nessun senso pratico, ma è la nostra tradizione e la nostra storia e come tale va conservata e rispettata.
Tornando a Bossi ( e a molti dei quali ho letto gli interventi anche sul forum camera ) io non voglio togliere a loro la libertà di esprimere il loro disappunto per un Italia unita, la libertà di pensiero prima di tutto, va difesa anche nel loro caso, ma comunque se da una parte ascolto le tue critiche che siano fondate o no, dall' altra pretendo rispetto verso quello in cui io credo.


Da Monarchico, quando sento l'inno di Mameli me ne sto seduto.
Se qualcuno mi domanda perchè, glielo dico tranquillamente.
Dio solito non ne segue nulla, ma attendo fiducioso qualche "democratico" che inizi una rissa (spero solo verbale) in nome delle solite ritrite retoriche.
Quando - poche volte al di fuori di manifestazioni nostre - sento la Marcia Reale, se posso mi alzo. sennò l'ascolto commosso.