
Originariamente Scritto da
Aymeric
Veramente quando visitò Napoli nel '38 disse che gli sembrava di essere finito in
sudamerica (il mondo arabo non l'ha mai nominato, e tra parentesi talvolta ha perfino parlato bene degli Arabi cmq) sebbene non fosse mai stato oltreoceano

Il giorno precedente alla sua visita era stato a Gaeta (mi pare) insieme a Mussolini ad una festa di contadini della Ciociaria e dell'Irpinia ed aveva dato un giudizio molto positivo su di loro. A Roma 3 giorni prima aveva addirittura affermato che "gli Italiani assomigliavano ai Tedeschi come nessun altro popolo"... A Venezia nel '33, secondo quanto racconta Ciano, "trascorse tutto il tempo della traversata lamentandosi e magnificando i popoli di montagna rispetto ai decadenti popoli di mare", al punto che agli astanti dovettero trattenersi dal gettarlo in un canale

..insomma era un po' "umorale"

...
Cmq effettivamente non mi risulta che sia vissuto a lungo a Napoli, credo si confonda con Lenin, che effettivamente ha trascorso molto tempo a Capri, dove aveva una villa, o con Bakunin, che vi aveva anche diversi figli. Napoli fu sede di molte frequentazioni naziste (ma più che altro perchè ai Nazisti piaceva come località di villeggiatura

):
Napoli diventa subito per i Tedeschi una città-convalescenziario , idealmente posta a metà strada fra Berlino e la costa africana, lontana dai teatri della guerra europea , sporca ma sprofondata in un clima eccezionale, accattivante, cordiale, finanche servile. Già dunque nel '40-41 la città pullula di soldati e ufficiali tedeschi, vi è una sezione del partito nazionalsocialista, un nucleo di Hitlerjugend, un'associazione italo-germanica che svolge una febbrile attività di tipo cultural-propagandistico. Per ministri e gerarchi del Reich in visita in Italia, Napoli è una tappa d'obbligo. L'escursione a Capri, Pompei, Sorrento ecc. fa parte addirittura di una convenzione turistica che risale almeno a Goethe. Così a sud di Roma ci vengono tutti, con la tacita determinazione di rimanerci il più a lungo possibile [...].
Venire a Napoli in "convalescenza", addirittura "morire" a Napoli, diventa l'aspirazione segreta di moltissimi soldati tedeschi. Si stabilisce un ponte aereo fra il fronte cirenaico e la città. All'aeroporto gli "ospiti" troveranno un'autoambulanza in attesa; per chi guarisce c'è il miraggio di Capri o di Sorrento. Dalla Germania vengono, nella primavera del 1942, cinquanta mutilati, per trascorrere a Capri un lungo periodo di convalescenza. E' il primo nutrito gruppo di grandi feriti della guerra europea, che troveranno nell'isola l'illusorio risarcimento delle loro terribili menomazioni. Alla stazione di Napoli accolgono gli ospiti rappresentanze della camicie nere e dei gruppi rionali, reparti d'onore di avanguardisti e giovani fascisti, il console tedesco a Napoli, i membri dell'associazione italo-germanica, dell'Associazione mutilati di guerra e dei fasci femminili. E' un momento di generale commozione, solenne e importante, mentre la banda suona l'inno dei due paesi alleati. A Capri i mutilati divengono gli ospiti di maggior riguardo. E' chiaro che i nazisti vogliono dare particolare solennità all'avvenimento, quasi a sottolineare il ruolo che essi vogliono assegnare, non solo nell'immediato, ma nel futuro, a "Die Insel". Prima di tornare in Germania, i mutilati visitano Pompei. E' l'obiettivo dei fratelli Troncone ci restituisce una immagine addirittura simbolica del rapporto che i Tedeschi stabiliscono con la terra che li ospita. Non un rapporto con i vivi, ma un rapporto con cose "morte": strade vuote e splendidi orizzonti archeologici su cui indugia la portantina dell'ufficiale mutilato.
Napoli 1940-45, Longanesi
Preziosi invece fu Direttore della demografia della Razza nella Repubblica Sociale e fu fortemente sostenuto da Hitler in persona, che addirittura sembra averlo suggerito come possibile successore di Mussolini; una volta affermò che "era il suo uomo" e che in Italia "si fidava solo di lui". Pare lo avesse conosciuto molti anni prima, forse già negli anni '20, quando aveva tradotto in italiano i Protocolli dei Savi di Sion ed in effetti molti scritti di Preziosi concordano in maniera impressionante col Mein Kampf.
Hitler, della qual cosa si discuteva sul forum tempo fa, nomina i meridionali un paio di volte (negativamente) nel Mein Kampf (non ho la citazione sottomano ma se non sbaglio diceva che "fra qualche anno la Germania arriverà a un punto di caos razziale simile a quello che già si riscontra in Italia meridionale", ma si basava su scritti che arrivavano proprio dall'Italia). In generale però dei mediterranei se ne fregava (non ritenendoli un suo problema, lui aveva in mente un espansione ad est). Nei
Discorsi a Tavola Hitler afferma che alcune aree dello stato italiano non sono particolarmente pure dal punto di vista razziale, ma che anche in Germania ci sono aree analoghe. I progetti degli ultimi anni, fatti quando ormai non avevano più un reale potere di influire sugli eventi bellici, contano assai meno (c'è anche un piano per creare in Ucraina, una volta sgombrata dalla popolazione, una grande piantagione di
ortiche "che contengono fibre" e di conseguenza sono un alimento nutriente ed adatto a rintemprare la razza

). E cmq non so quanto sia frutto della mente di Hitler o quanto dei vari deliri di qualche suo collaboratore. Resta il fatto che un simile piano avrebbe dovuto attuarlo Preziosi?
