continua a rompere i coglioni con la riforma epocale della detassazione degli straordinari e nella realta' i lavoratori non incasseranno piu' nemmeno quelli tassati , almeno quelli che continueranno ad avere uno stipendio
http://archiviostorico.corriere.it/2...80724014.shtmlL' allarme Negli ultimi sei mesi il ricorso alla cassa integrazione è aumentato del 48%
Lavoro, la crisi arriva a Milano «Sono a rischio 11 mila posti»
I sindacati: per gli over 40 anni è difficile trovare una nuova occupazione
Torna la crisi. «E dopo le ferie sarà peggio». Si profila un autunno caldo per i metalmeccanici. Non c' entrano gli scioperi, ma la difesa del posto di lavoro. Nel comprensorio di Milano sono 144 le aziende in crisi per un totale di quasi 4 mila operai in mobilità, cassa integrazione o con una lettera di licenziamento pronta a partire. Numeri che si trasformano in emergenza su scala regionale: 327 imprese nei guai e 11.767 lavoratori alle prese con gli ammortizzatori sociali. Un dato «allarmante» per i sindacati che lamentano negli ultimi sei mesi un ricorso alla cassa integrazione straordinaria del 48% in più, di quella ordinaria del 24% e della mobilità pari al 44%. Se di fronte alla crisi è difficile intervenire, a preoccupare ancor di più le organizzazioni dei lavoratori è la situazione di chi resta senza lavoro: «Per gli operai non specializzati over 40, è molto difficile ricollocarsi sul mercato - spiega Roberto Benaglia, segretario generale della Fim Cisl lombarda, che ieri ha presentato il 23esimo Rapporto semestrale sul comparto metalmeccanico -. E ancora più critica è la ricaduta sugli impiegati che lavorano nelle aziende metalmeccaniche». Secondo la Cisl la crisi che sta colpendo il settore è la peggiore degli ultimi due anni. Tanto per intendersi dal primo semestre 2007 - dopo decenni di costante perdita di posti di lavoro - c' era stato un recupero degli addetti fino ai 28.259 occupati attuali in Lombardia (8.413 a Milano). Un terzo dei lavoratori (11 mila) è quindi a rischio chiusura. Male, oltre alla crisi nera di capoluogo e hinterland, anche i distretti «d' acciaio» Bergamo (1.432 posti), Brescia (1.717) e Lecco (993). «Dopo due anni abbastanza tranquilli e positivi, la crisi si riaffaccia sul settore metalmeccanico lombardo e questo ci preoccupa - spiega la Fim Cisl -. L' aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali è netto, e soprattutto è aumentato il numero di casi in cui questi sono utilizzati per chiusure di stabilimenti. Si segnala oltretutto lo stop alle assunzioni». Le aziende che hanno usato nel primo semestre 2008 ammortizzatori sociali sono state 327 (235 nel semestre precedente): oltre 5 mila i lavoratori in cassa integrazione ordinaria (196 aziende, 76 in più del semestre precedente). E crescono anche fallimenti e liquidazioni volontarie delle piccole e medie imprese. Le ragioni della crisi sono chiare: aumento del costo delle materie prime (metalli e petroli in primis), delocalizzazione, congiuntura economica negativa. Aggiungere poi, gestioni imprenditoriali non sempre all' altezza e scarso accesso al credito. Ma come uscire dal buio? «Niente bacchetta magica - spiega Benaglia -. Serve sostegno al sistema del credito delle pmi, maggiori stanziamenti per gli ammortizzatori sociali e innovazione: le aziende che più hanno speso per innovarsi non hanno smesso di crescere». E la detassazione degli straordinari? «Ecco, la prima cosa che gli imprenditori hanno tagliato sono state proprio le ore extra. Il governo dovrebbe riflettere».
Giuzzi Cesare




Rispondi Citando
