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    Cool A proposito di UOMINI.......

    http://www.corriere.it/cronache/08_l...4f02aabc.shtml


    il video del discorso ha spopolato in rete ed È diventato un libro

    È morto Randy Pausch, commosse
    il mondo con la sua «Ultima lezione»


    Docente alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, era malato di cancro. A settembre l'addio ai suoi studenti


    L'addio a Pausch sul sito della Carnegie Mellon WASHINGTON - Nella sua ultima lezione il professor Randy Pausch, che insegnava scienze informatiche alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ha detto di non voler essere compatito e di non voler parlare della morte, MA DELLA VITA. Lui, 47 anni - sposato con tre figli - è morto per un tumore che nonostante le cure ha invaso il suo organismo in modo irreparabile. L'ultima lezione ai suoi studenti è stata registrata e - messa in Rete - ha avuto un successo strepitoso (guarda il suo intervento alla trasmissione di Oprah Winphrey sottotitolato in italiano). Pausch parla dei sogni di quando era bambino, dell'importanza di sognare e della possibilità di realizzare i propri desideri. «Non possiamo cambiare le carte che ci vengono servite, SOLO IL MODO IN CUI GIOCHIAMO LA MANO» è la celebre frase con cui il 18 settembre ha spiegato ai ragazzi l'importanza di non rinunciare mai a vivere, in un discorso piena di umorismo e ottimismo.

    INNO ALLA VITA - Una lezione di vita, un saluto profondo che ha commosso non solo gli allievi della Carnegie Mellon ma tutto il mondo. E che è diventato un libro tradotto in 30 lingue ed edito in Italia da Rizzoli ( «L'ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore»), in cui i temi della last lection vengono sviluppati e approfonditi. «Ho un problema di sistema - aveva annunciato il docente di fronte a 400 studenti -. Benché abbia sempre goduto di forma fisica strepitosa, ho ben dieci metastasi al fegato e mi restano solo pochi mesi di vita». L'incontro finale tra il docente e i suoi studenti, tra ironia e riflessioni profonde, si era trasformato in un commosso INNO ALLA VITA. «TROVATE LA VOSTRA PASSIONE E SEGUITELA - disse -, non smettete di cercarla perché altrimenti ciò che state facendo è solo aspettare la Mietitrice». Lui, citato da Time tra le cento persone più influenti del mondo, la morte l'ha affrontata a viso aperto: «Non la battiamo vivendo più a lungo, ma vivendo bene e pienamente, perché ella verrà per tutti noi» aveva detto.






    IL VIDEO -http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_6 b0863e2-5a58-11dd-bcb1-00144f02aabc&vxBitrate=300
    25 luglio 2008

  2. #2
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    Predefinito

    VALTELLINESE, VIVE A TRIESTE

    http://www.corriere.it/sport/08_agos...4f02aabc.shtml


    SPORT ESTREMI

    Traversata a remi dell'Oceano Pacifico,
    ecco l'impresa di Alex Bellini


    Gli scatti con i pericoli della vita a bordo e la natura affidati a un peschereccio a 4mila miglia dal Perù


    Alex Bellini mentre cambia il carrello di voga OCEANO PACIFICO - Ai primi di luglio Alex Bellini incontra la prima imbarcazione dopo quattro mesi e mezzo di navigazione e 4.000 miglia percorse dalla costa del Perù. E’ il Lady Chris, un piccolo peschereccio di Papeete, nella Polinesia francese, con 4 marinai sbalorditi dal trovare in pieno Oceano Pacifico una barca a remi con l’italiano a bordo. Loro pensano sia un naufrago, offrono cibo, bevande, vorrebbero prenderlo a bordo. Ma lui, gentilmente, rifiuta. Ha promesso a se stesso e al mondo che avrebbe percorso le 8.000 miglia dal Perù all’Australia unicamente vogando, in solitaria e in totale autosufficienza. E non intende cambiare idea.

    DOCUMENTI ESCLUSIVI - Però Bellini affida ai marinai un CD di foto e un DVD con circa 3 ore di filmati con la domanda che vengano inviate alla giovane moglie Francesca in Italia. Detto fatto, due giorni fa Francesca Bellini ha trovato nella cassetta delle lettere il pacchetto mandato dai marinai polinesiani. E nelle ultime ore ha fatto pervenire il materiale a Corriere.it. Sono documenti esclusivi. Illustrano la vita a bordo, costretto in meno di 8 metri di vetroresina, nella minuscola cabina, sul seggiolino da vogata, il rito della desalinizzazione dell’acqua di mare. Oltre alle visite degli uccelli, i pesci volanti, i granchi, i tramonti, le albe e le onde lunghe del Pacifico.
    SOLITUDINE - Francesca dice di essere stata particolarmente colpita dalle foto del marito di un aereo della marina militare francese planato pochi metri sopra di lui per riprenderlo dall’alto. «Mi ha fatto impressione vedere la sua solitudine in mezzo al mare, il suo essere immerso nella natura e allo stesso tempo la potenza del mezzo meccanico sulla sua testa che in poche ore sarebbe arrivato ad un aeroporto sulla costa», spiega. Nelle ultime settimane, navigando circa 700 miglia a sud dell’Equatore, Bellini ha incontrato condizioni di tempo particolarmente cattive. Se nella prima parte del suo lungo cammino riusciva a percorrere sino a 50 miglia ogni 24 ore, ultimamente spesso non arriva a 20.

    PERICOLI - Dai primi di luglio i marosi lo hanno capottato due volte (il suo natante è fatto per raddrizzarsi da solo). In queste condizioni è sovente meglio gettare l’ancora marina e attendere. Ma le correnti lo stanno spostando verso l’arcipelago delle Tonga e lui è costretto a remare per cercare di correggere la deriva. Sul suo sito, letto ormai regolarmente da migliaia di appassionati, ricorda l’incidente del novembre 2004, quando al tempo del suo primo tentativo di attraversata dell’Atlantico partendo da Genova fece naufragio contro le scogliere dell’isola di Formentera. E farà di tutto per evitarlo. Dice Francesca: «E’ talmente preoccupato dalla minaccia delle Tonga, che rema sino a 15 ore al giorno. Limita il diario di bordo a poche righe e scatta poche foto».
    Lorenzo Cremonesi
    06 agosto 2008

 

 

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