
Originariamente Scritto da
brunik
A quattro giorni di distanza dallo sbarco nemico in Sicilia, (9 e 10 luglio) ) considero la situazione sommamente delicata, inquietante, ma non ancora del tutto compromessa. Si tratta di fare un primo "punto" della situazione e stabilire che cosa si deve e vuol fare.
La situazione è inquietante
a) perchè dopo lo sbarco, la penetrazione in profondità è avvenuta con un ritmo più che veloce:
b) perchè il nemico dispone di una schiacciante superiorità aerea;
c) perchè dispone di truppe addestrate e specializzate (paracadutisti, aliantisti);
d) perchè ha quasi incontrastato il dominio del mare;
e) perchè i suoi Stati Maggiori dimostrano decisione ed elasticità nel condurre la campagna.
Prima di decidere il da farsi, è assolutamente necessario - per valutare uomini e cose - di conoscere quanto è accaduto. È assolutamente necessario perchè tutte le informazioni del nemico (il quale dice la verità quando vince) e persino passi ufficiali dell'alleato impongono un riesame di quanto è accaduto nelle prime giornate.
i°) Le divisioni costiere hanno resistito il tempo necessario - hanno dato, cioè, quello che si riteneva dovessero dare?
2°) La seconda linea, quella dei cosidetti capisaldi, ha resistito o è stata troppo rapidamente sommersa?
Il nemico accusa perdite del tutto insignificanti, mentre ben 12 mila prigionieri sono già caduti nelle sue mani.
3°) Si può sapere che cosa è accaduto a Siracusa, dove il nemico ha trovato intatte le attrezzature del porto e ad Augusta, dove non fu organizzata nessuna resistenza degna di questo nome e si ebbe l'inganno noto di una rioccupazione di una base che non era ancora stata occupata dal nemico?
4 °) La manovra delle tre divisioni Goering, Livorno, Napoli, fu condotta con la decisione indispensabile e un non meno indispensabile coordinamento?
Che cosa è accaduto della Napoli e della Livorno?
_5°) Dato che la direzione dell'attacco - logica - è lo stretto, si è predisposta una qualsiasi difesa del medesimo?
6°) Dato che la "penetrazione" è ormai avvenuta, ci sono mezzi e volontà per costituire almeno un « fronte » siciliano, verso il Tirreno, così come fu in altre epoche contemplato e studiato?
7°) Le due divisioni superstiti Assietta e Aosta, hanno ancora un compito verso ovest e sono in grado di assolverlo?
8°) Si è fatto e si vuol fare qualche cosa per reprimere il caos militare, che si sta aggiungendo al caos civile determinato dai bombardamenti in tutta l'isola?
9 °) Nel caso previsto e prevedibile di uno sbarco e di una penetrazione, esiste un piano?
10°) La irregolarità e la miseria dei collegamenti, ha dato luogo a notizie false che hanno determinato una profonda depressione nel paese.
11) Lo scadimento della disciplina formale e sostanziale delle truppe continua, con manifestazioni sempre più gravi, che rivelano la tendenza alla « capitolazione ».
Concludendo, la situazione può ancora essere dominata purché ci siano, oltre ai mezzi, un piano e la capacità di applicarlo. Il piano non può essere sinteticamente che questo:
a) resistere a qualunque costo a terra;
b) ostacolare i rifornimenti del nemico con l'impiego massiccio delle nostre forze di mare e del cielo.
Mussolini