Sono note le vicende coloniale in Libia, ma nel 1970 uno stato serio sarebbe intervenuto a difesa dei propri concittadini all'estero, forse era troppo filoarabo per far sentire la voce grossa.
E ora dopo il danno (espropri nel 1970) la beffa (il risarcimento per il colonialismo)
Qualcuno giustamente si sente truffato!
LIBIA
MONITO RIMPATRIATI, CONTENZIOSO NON SI CHIUDE SENZA NOI
I rimpatrati italiani dalla Libia hanno avvertito che prima della chiusura del contenzioso tra Roma e Tripoli deve essere data risposta alle loro rivendicazioni. Dopo l'annuncio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che si lavora alla firma di un trattato di amicizia tra Italia e Libia entro la fine di agosto, l'associazione dei rimpatriati (Airl) si chiede "con impegno quale il governo si stia adoperando per ridare dignita'" agli italiani costretti a fuggire dalla Libia nel 1970. In particolare si chiede un indennizzo per i beni che furono confiscati dopo la rivoluzione di Gheddafi, "valutati ad oggi in tre miliardi di euro". "Vorremmo - ha dichiarato Giovanna Ortu, presidente dell'Airl - poter celebrare anche noi il quarantennale della nostra cacciata in un clima di ritrovata amicizia sia con la Liba che con l'Italia, la quale pero' finora si e' dimostrata matrigna ingrata e priva di qualsiasi considerazione nei nostri confronti ancor piu' di Tripoli". (AGI) - Roma, 25 luglio -





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Ma risarciscilo con i tuoi soldi..