E gli statali non si ammalano più Crollo del 37,1% delle assenze


E gli statali non si ammalano più Crollo del 37,1% delle assenze


Complimenti a Brunetta!




Molto bene, restiamo in attesa di vedere il meglio.
Personalmente auspico che si affretti ad INCENTIVARE e non solo punire o minacciare di farlo.
Se riesce per tempo (poco, prima che la CGIL prenda le parti dell'opposizione inesistente), davvero è un genio.


Effetto Brunetta sugli statali
ROMA
«Nel luglio 2008 le assenze per malattia dei dipendenti pubblici si sono ridotte del 37,1% rispetto allo stesso periodo del 2007». Lo rende noto il ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, annuncianto la pubblicazione sul sito www.innovazionepa.it del secondo monitoraggio delle assenze. I dati osservati riguardano i mesi di maggio, giugno e luglio 2007 e 2008, registrati su un campione significativo di amministrazioni centrali, periferiche, Regioni e enti locali.
«Tenendo conto della variabilità, il calo delle assenze per malattia dell’intero universo dei dipendenti pubblici può dunque essere plausibilmente collocato in un range del 37-40% - sottolinea il ministero -. La variazione rappresenta quasi il doppio di quanto rilevato nel mese di giugno (-22,4%) e quattro volte la variazione di maggio (-10,9%)».
Ieri il ministro Renato Brunetta, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi sulla Finanziaria, annunciando che la pubblicazione dei dati di luglio sarebbe avvenuta oggi, non aveva anticipato cifre, ma aveva affermato: «Ne vedremo delle belle».
www.lastampa.it


Lo so che ci sarà chi dira che anche per il terzo mese consecutivo la congiuntura intrinseca... la legge... il rimborso... il miglioramendo della vita... l'ottimismo... falsano il calo dei malati immaginari nella pubblica amministrazione... MA...
A LUGLIO
http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2065515.htmlP.A.: A LUGLIO IN CALO DEL 37,1% ASSENZE MALATTIA
ROMA - A luglio le assenze per malattia, tra i dipendenti della pubblica amministrazione, sono calate del 37,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Lo rende noto il ministero della Funzione Pubblica spiegando che il calo si traduce in 25 mila persone in più al lavoro e, quindi, "più servizi e maggiore qualità delle prestazioni".
Data la "variabilità dei dati il calo - precisa la nota - può essere plausibilmente collocato tra il 37 ed il 40%".
La variazione - spiegano dal ministero - rappresenta quasi il doppio di quanto rilevato nel mese di giugno (-22,4%) e quattro volte la variazione di maggio (-10,9%). Inoltre in ben 53 amministrazioni su 70 coinvolte le assenze si riducono di oltre il 30% con punte che vanno oltre il 75%. ''I risultati testimoniano la grande risposta positiva che l'azione legislativa e di sensibilizzazione ha indotto sui comportamenti dei dipendenti pubblici, a dimostrazione degli ampi margini di recupero di efficienza e di produttivita' che esistono all'interno delle amministrazioni.
I dati - aggiunge il ministero - testimoniano come non sempre le amministrazioni in cui il calo e' piu' sensibile sono quelle meno efficienti. Anzi: spesso accade il contrario. L'aumento della presenza dei dipendenti negli uffici pubblici (la stima e' di oltre 25 mila persone in piu') comporta piu' servizi e piu' qualita' delle prestazioni offerte: meno code, maggiore reperibilita', minori chiusure per carenza di personale, ecc. Il fenomeno rappresenta inoltre un passo necessario verso l'auspicato recupero di produttivita' del settore pubblico''.
E non finisce qui: ''Quanto al futuro, e' necessario dare vita a un'azione di ulteriore riduzione e di parallelo consolidamento dei risultati fin qui realizzati. Da un lato, serve definire una politica delle retribuzioni dei dipendenti pubblici che sia in grado di introdurre elementi di premialita' collegati alla maggiore presenza, oltre che ai risultati ottenuti. Dall'altro, saranno attuate misure capaci di dare voce ai cittadini misurando il loro grado di soddisfazione rispetto ai servizi resi disponibili dalla pubblica amministrazione''.
A GIUGNO
http://www.barimia.info/modules/arti...icle.php?13155Effetto Brunetta, a giugno meno malati immaginari
E' bastato l'annuncio del giro di vite lanciato dal ministro della Funzione pubblica Brunetta, sulle malattie nella P.A., per far diminuire le assenze. Secondo i dati del ministero, su un campione di 27 amministrazioni centrali, periferiche ed enti previdenziali, il numero delle giornate di assenza per malattia si è ridotto del 15%.
Questo relativamente al bimestre maggio-giugno, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Chiamatelo, se volete, effetto Brunetta. Ma se il numero dei malati è calato, difficile credere che ora stiano tutti bene: più logico pensare che i malati immaginari fossero parecchi. La contrazione delle assenze è quasi raddoppiata a giugno (-20%). L'Aran ha dimezzato assenze, all'Inps e a ministero Esteri -30%, mentre al dicastero Economia sono aumentate del 10%.
A MAGGIO
http://notizie.interfree.it/ultimora...iogiugno.shtmlstatali: effetto brunetta, assenze in calo del 15,3% in maggio-giugno
Roma, 27 lug. - (Adnkronos) - Calano significativamente le assenze per malattia dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Nei mesi di maggio e giugno 2008 nel 74% delle 27 amministrazioni il numero delle assenze per malattia e', infatti, risultato in calo rispetto all'anno precedente: in ben 7 amministrazioni le assenze si riducono di oltre il 15%, con punte che vanno oltre il 50% mentre negli stessi mesi, ulteriori 7 amministrazioni registrano, invece, una diminuzione superiore al 10%. E' quanto emerge da un'indagine pilota condotta dal ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione.


Angeletti: le misure di Brunetta sono ineccepibili
di Antonio Signorini
Il segretario Uil promuove i provvedimenti del governo sugli statali: "Di fronte a certi abusi è inevitabile ricorrere a norme che colpiscono tutti". Poi l'affondo: "Si può migliorare la produttività garantendo premi a chi si impegna. Il sistema è così sfasciato da indurre la gente a oziare"
Roma - Segretario Luigi Angeletti, cosa è questo silenzio dei sindacati sui primi risultati ottenuti dal ministro Renato Brunetta? Lo hanno notato anche le opposizioni. Ieri Tiziano Treu del Pd ha detto che non potete più restare in silenzio.
«Non capisco. Sono sorpresi perché non protestiamo?».
Andiamo al punto: per il segretario generale della Uil è vero che c’è stato un calo nelle assenze per malattia tra i dipendenti pubblici dopo la cura Brunetta?
«Ma certo. Il solo fatto che se ne parli significa che un effetto c’è stato. Al di là dei numeri mi pare evidente che molti, visto il clima, hanno preferito stare dentro le regole».
Quindi ammette che c’è stato, e magari c’è ancora, chi le regole non le rispetta?
«Partiamo da una banalità. I sindacati difendono chi lavora. Potrebbe sembrare una battuta, ma chi non fa il suo dovere rende la vita difficile agli altri. Quello che si sta vivendo oggi, noi sindacalisti lo abbiamo sperimentato anni fa nel privato. L’abuso di diritti, come quello sacrosanto di starsene a casa se malati, da parte dei lavoratori era ed è ancora vissuto come un danno. In primo luogo perché c’è per forza un altro che deve svolgere il lavoro dell’assenteista. Poi perché diventa inevitabile il ricorso a norme che, non potendo distinguere, colpiscono tutti».
È una critica al ministro della Funzione pubblica?
«No, è una questione complessa. Nella pubblica amministrazione tutto è più difficile e non si può negare che ci siano casi clamorosi di assenteismo. Per questo non ho nulla da eccepire alle iniziative di Brunetta per fronteggiare il fenomeno».
Non è che la prudenza dei sindacati su questi temi è dovuta al fatto che rappresentano gli statali, ma che tra i lavoratori del privato, in alcune categorie, c’è sempre più intolleranza nei confronti del pubblico impiego?
«Io vengo dai metalmeccanici e capisco certi umori diffusi tra i lavoratori privati. Spesso siamo noi a spiegare che i loro colleghi pubblici non sono sempre fannulloni. E che la soluzione è fare regole che siano efficaci».
E come si fa?
«Non è semplice. Se ci fosse stata una ricetta pronta l’avrebbero già applicata. Servono norme che siano nei limiti del possibile selettive. I controlli non bastano».
Quindi non c’è soluzione?
«Si dovrebbe passare per la responsabilizzazione dei dirigenti, che tendono a scaricare le responsabilità su altri».
Loro dicono che hanno le mani legate. Che se prendono iniziative contro qualche fannullone si ritrovano contro sindacati e magistrati.
«Ecco, appunto. Sarebbe invece meglio che i dirigenti si
prendessero la loro parte di responsabilità».
Per fare cosa?
«Parlando di assenteismo, un dirigente sa chi sono quelli che ci marciano e quelli davvero malati. Non c’è bisogno di un medico per capire se un dipendente prende troppi giorni rispetto alla malattia che dichiara di avere o se si assenta in continuazione. La vera questione è incentivare la produttività. Ha ragione Brunetta quando dice che oggi la pubblica amministrazione funziona solo grazie alla buona volontà di una parte dei dipendenti pubblici. Impiegati che, se volessero, potrebbero anche non lavorare, visto che il sistema è talmente sfasciato da spingere le persone a non fare niente».
Brunetta ha detto che lo farà. Parte del suo piano è premiare chi lavora. Ma su questo è stato attaccato.
«Attenzione, quello è il problema del fondo per i premi. Che è stato bloccato con la manovra».
Hanno detto che li ridaranno, anche se su criteri diversi. Non ci crede?
«Quelli sono soldi che sono stati sottratti e devono essere ridati. Poi siamo favorevoli a discutere nuovi criteri per la produttività. La pubblica amministrazione contribuisce al Prodotto interno lordo esattamente come l’industria. E un aumento della produttività del 10% nella pubblica amministrazione farebbe aumentare il Pil di un punto. E un obiettivo del genere non è difficile da raggiungere».
Come?
«Con dei piani per obiettivi. I dirigenti devono cercare di raggiungerli. Se ci riescono vengono premiati, se falliscono se ne devono assumere la responsabilità».
E come premierebbe i dipendenti?
«Poniamo che un dirigente controlli un gruppo di 20, 30 impiegati e sappia che su dieci non si può proprio fare conto. Ecco, a questi non dovrebbe proprio dare il lavoro da svolgere. E dovrebbero essere esclusi dai premi per il raggiungimento dell’obiettivo».
www.ilgiornale.it
come dire...non si può che pensarla così, giù il cappello a un sindacalista che fa il sindacalista e non il politico.
E complimenti a Brunetta.




Non posso garantire l'esattezza della notizia. Ma una mia cugina che lavora in un assessorato all'Assemblea Regionale Siciliana mi ha raccontato che 4 dipendenti del suo assessorato sono stati licenziati per troppe assenze.
Se la notizia è vera si tratta di un fatto epocale.