Già spiegato altre volte, ma visto che, a differenza di Eric_Ost, ti rivolgi con un minimo di garbo, rispondo
Giuliano l'Apostata sosteneva che la religione ebraica fosse una "superstitio barbarica", ma che, al tempo stesso, Jahvè fosse il dio del popolo giudeo. In pratica, considerava Jahvè come un dio etnico, come il nume protettore di un popolo così come nel mondo greco-romano vi erano divinità protettrici di città o regioni.
Pertanto, riteneva che fosse giusto rispettare in primis Jahvè in quanto divinità, in secundis la religione ebraica poichè la Legge era considerata il corrispondente giudaico del Mos Maiorum.
Poi, per il resto, sappiamo bene che era uso presso i Romani ingraziarsi le divinità protettrici dei propri nemici tramite sacrifici.






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