
Originariamente Scritto da
Pacifiko
Giovanni Battista Ramusio (Treviso 1485 - Padova 1557) - NAVIGAZIONI E VIAGGI - Volume terzo, sulle testimonianze di Marco Polo (Venezia, 15 settembre 1254 – Venezia, 29 gennaio 1324)- Dei viaggi di messer Marco Polo, gentiluomo veneziano - LIBRO PRIMO).
E i saraceni di Tauris sono perfidi e mali uomini, e hanno per la legge di Macometto che tutto quello che tolgono e robbano alle genti che non sono della sua legge sia ben tolto, né gli sia imputato ad alcun peccato, e se i cristiani gli ammazzassero o gli facessero qualche male, sono riputati martiri; e per questa causa, se non fossero proibiti e ritenuti per il suo signore che governa, commetterebbono molti mali. E questa legge osservano tutti i saraceni. E in fine della vita loro va a loro il sacerdote, e dimandali se credono che Macometto sia stato vero nunzio di Dio, e se rispondono che lo credono sono salvi: e per questa facilità di assoluzione, che gli concede il campo largo a commettere ogni sceleraggine, hanno convertito una gran parte de' Tartari alla sua legge, per la quale non gli è proibito alcun peccato.
Cap. 9.
Interessante. Siccome i cristiani se vengono ammazzati sono reputati martiri, allora gli si fa persino un piacere se li si sgozza.
[...]Gli abitatori osservano la legge di Macometto, e sono micidiali, perfidi e maligni, e attendono molto alle crapole e bere, perchè hanno buon vino cotto*.[...]
Cap. 23.
*[...]i saraceni non bevono vino, per essergli proibito dalla sua legge; si risponde che glosano il testo di quella in questo modo, che se 'l vino solamente bolle al fuoco, e che si consumi in parte e divenghi dolce, lo possono bere senza rompere il comandamento, perchè non lo chiamano dopo piú vino, conciosiacosachè, avendo mutato il sapore, muta eziandio il nome del vino.[...]
Cap. 11