In passato il 29 luglio poteva essere perfino data di regicidi.
Oppure, per lo meno, /quando che matura il grano/ nasceva una bambina/ con una rosa in mano/.
Ma nell’anno del Signore 2008 è invece dura, nella riunione del Foglio, riuscire a trovare un qualche argomento su cui scrivere che non sia stato rinviato a settembre.
A settembre, ripartirà il dialogo tra Pd e governo, ondata di dipietrismo-
grillismo permettendo.
A settembre, ci sarà l’inciucio sulla Rai.
A settembre gli americani decideranno per chi votare alle presidenziali tra Obama e McCain.
A settembre, potrebbe essere commissariata l’Alitalia: per evitare uno sciopero che blocchi l’esodo di ferragosto.
A settembre.
A settembre. “Ma non è che io posso mandare la politica in vacanza adesso!”, si lamenta il direttore, che invece è l’opposto contrario dello spirito vacanziero: più pimpante che mai.
“Io vado in vacanza il 10”, risponde Cundari.
“Appunto: hai il tempo di scrivere 10 brillanti articoli!”.
Solo Frattini si aggira stancamente tra Stati Uniti e Inghilterra.
Ma l’economia non conosce vacanze. Anzi, è lei che in questo momento rischia di mandare in vacanza forzata un bel po’ di gente.
Forte, Fortis, Tremonti, Doha, e il giornale inizia a vertebrarsi.
Un elogio del valdese neosegretario di Rifondazione Ferrero, Annalena sull’autobiografia di Oriana Fallaci dal '700 in poi, Langone che intervista Ripa di Meana a proposito di libertinaggi danno un po’ di pepe.
Nicoletta ricorda l’imperatore Adriano in mostra a Londra e lo chalet abusivo dei rom che sarà esposto alla Biennale.
Roma ieri e oggi, direbbe Lando Fiorini… Meotti vuole esaltare i campioni israeliani delle Paraolimpiadi: atleti che per lo più non sono nati handicappati, ma lo sono diventati in guerra.
Per una volta l’autore di queste note non si dovrà occupare del surrealismo magico della politica latino-americana ma di quella turca, con presidente e premier che stanno per venire messi fuori legge dalla Corte costituzionale.
E poi inchieste, inchieste, inchieste. “Proponiamo tesi e verifichiamole”. Fine riunione.
“Ma Milano non aveva niente da dire o è saltata la linea?”.
In realtà c’era solo Andrea Affaticati: gli altri in vacanza.
E dite ancora che tra romani e milanesi gli sfaticati sono i romani!
di Maurizio Stefanini www.ilfoglio.it 29 07 08
saluti




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