Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Tutto in famiglia....

  1. #1
    Viribus Unitis
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    Predefinito Tutto in famiglia....

    A Trieste si continuano a vedere, e leggere, fatti alquanto inquietanti. Dopo il noto senatore di forza itaglia che ha fatto nominare l'amante presidente dell'autorità portuale, ora abbiamo l'assessore ai lavori pubblici che, essendo legato a una crocerossina, vuole addirittura che al Corpo Infermiere Volontarie della CRI venga concessa nientemeno che la cittadinanza onoraria.
    A prescindere che il discorso sul corpo in questione, sulle beghe e faide al suo interno e sulle figuraccie rimediate in itaglia e all'estero sarebbe molto lungo, come si permette questo signore di farsi bello agli occhi della fidanzata usando poteri pubblici ?
    Signori dell'opposizione, dove vi siete nascosti ? Siete tutti alla ricerca di un avvocato di fiducia da stipendiare con i nostri soldi ?

  2. #2
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    Guardati bene l'opposizione: ti sembra sia gente al di sopra di ogni sospetto clientelare? Illy era sì una brava persona, ma... non ti sembra che le consulenze parassitarie ai suoi amici o a qualche raccomandato fossero un po' troppe? E cosa ha fatto Antonaz con i soldi destinato agli immigrati? nessun progetto utile, solo soldi per conferenze di gente che vive blaterando degli aspetti socio-psico-pluto-pippo-economici dell'immigrazione.
    Sono l'ultimo a difendere la destra, ma mi sembra che le magagne destre siano piuttosto da altre parti, tipo itaglianizzazione forzata, distacco dall'Europa, mano libera alle Finanziarie.

  3. #3
    Viribus Unitis
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    Ah non ne faccio una questione di parti politiche, ma di persone...quanto alla disonesta' bipartisan sono completamente d'accordo con te. Quanto ad Antonaz, ma l'hai guardato bene ? Solo guardandolo in faccia e il modo in cui si atteggia passa la voglia di votarlo, a meno di non essere pesantemente foraggiati

  4. #4
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    Ultimatum di Lippi a Dipiazza: «O io o Bandelli»
    il Piccolo — 25 gennaio 2009 pagina 21 sezione: TRIESTE

    di MATTEO UNTERWEGER «O il sottoscritto o Bandelli. Uno dei due è di troppo all’interno della giunta comunale». Lo scossone che fa tremare d’improvviso le pareti del municipio è forte. Molto forte, visto che la firma sul messaggio, tutt’altro che velato, è quella del vicesindaco e assessore allo sport Paris Lippi. Parole che chiamano in causa senza mezzi termini un’altra anima non solo dello stesso partito, Alleanza nazionale, ma di quell’esecutivo di centrodestra che governa il Comune dalla primavera del 2006. Una bella gatta da pelare per il sindaco Roberto Dipiazza che domani, di fronte ai suoi assessori, dovrà replicare all’ aut aut di Lippi. Sì, perché il numero due di palazzo Cheba porterà la propria offensiva politica nel faccia a faccia settimanale con gli altri componenti della giunta. E la spaccatura, nell’aria già da tempo stando alle voci di corridoio, verrà in qualche maniera ufficializzata. Come annuncia senza alcun problema proprio Lippi: «Bandelli è un mio collega che, per quanto sia un assessore fattivo, tante volte sconfina nel territorio altrui, non rendendosi conto che ci sono altre persone e altri assessorati. Mi fa ridere che si prenda dei meriti - prosegue il vicesindaco - attraverso interventi su lavori pubblici che sono stati proposti dal mio assessorato, quello allo sport. Non è la prima volta che accade una cosa del genere, gliel’avevo già fatto notare ma non è servito. Anche con Giorgio Rossi, nel corso del precedente mandato di Dipiazza, era successo qualcosa di simile: solo che, allora, mi ero spiegato con lui e il problema non si era più ripresentato. Con Bandelli, invece, ne ho parlato cinque volte senza veder cambiare nulla. Per questo, lunedì al sindaco lo dirò chiaramente: se dovessi essere bypassato ancora una volta, quella sarà l’ultima con gli assessori Lippi e Bandelli assieme in Comune, perché chiederò subito a Dipiazza di scegliere uno solo fra i due. Non sarà possibile rimanere entrambi, anche per evitare fratture in seno alla giunta». La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Le dichiarazioni rese l’altro giorno alla stampa dall’assessore ai Lavori pubblici, Bandelli appunto, aventi per oggetto gli interventi previsti dal Piano delle opere comunale per quanto concerne gli impianti sportivi cittadini. Sport, appunto. Materia di competenza di Lippi, certo di poter contare anche su un appoggio politico interno ad An, di cui peraltro è presidente provinciale: «La mia posizione è condivisa dai massimi dirigenti del partito». Nomi, però, non ne fa. Lo scontro, comunque, coinvolgerà tutto il centrodestra cittadino: non bisogna dimenticare infatti che a fine marzo anche Alleanza nazionale confluirà in quel soggetto unico rispondente al nome di Popolo della Libertà. L’accusa implicita verso Bandelli è quella di una sua eccessiva caccia alla visibilità individuale, anche a discapito degli altri assessori, ai quali «dovrebbe portare rispetto». A ennesima dimostrazione che, fra i due, non corra buon sangue, ecco partire da Lippi un’altra frecciata: «Capisco che Franco abbia delle ambizioni, che in ogni caso non so quanto possano essere reali...». Il riferimento è chiaro e si aggancia alla corsa per il posto di candidato del centrodestra per le elezioni del 2011, quelle che dovranno designare il nuovo sindaco, l’erede di Roberto Dipiazza. Il diretto interessato, Franco Bandelli, sceglie di non replicare, evitando in qualche modo di gettare altra benzina sul fuoco. «Non intendo commentare le parole di Lippi - dice - Sono solo profondamente amareggiato dalle sue dichiarazioni». Nessuna risposta pepata ma, al tempo stesso, niente messaggi distensivi. La palla passa a Dipiazza.

  5. #5
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    Lippi-Bandelli, nel mirino la Rosolen
    il Piccolo — 26 gennaio 2009 pagina 15 sezione: TRIESTE

    di ELISA COLONI
    Un posto in Consiglio regionale. E la candidatura a sindaco. La resa dei conti tra l’assessore allo sport (nonché attuale vicesindaco) Paris Lippi e l’assessore ai lavori pubblici e ai grandi eventi Franco Bandelli è soprattutto un affare di poltrone. Ieri Lippi ha ufficialmente accusato il collega di giunta di continue intromissioni nelle sfere di competenza altrui. Ma d ietro il duro scontro tra i due esponenti della giunta Dipiazza, che ha provocato uno squarcio profondo in seno a un’Alleanza nazionale decisamente disusa a mettere in piazza le proprie beghe interne, non c’è solo un problema di sovrapposizioni di deleghe e di relativa visibilità mediatica. La partita è molto più complessa. E si gioca su più fronti. Dalla politica agli equilibri interni al partito, passando per una serie di rapporti personali tra amicizie e affetti. Da qui gli imbarazzi che ieri hanno indotto quasi tutti i maggiorenti del partito a staccare rigorosamente i telefonini e a rendersi irreperibili per l’intera giornata. Partita complessa, si diceva. Che parte da lontano, cioè dalle elezioni regionali dello scorso aprile. La lista di An, tra i nomi di peso, contemplava Paris Lippi, il cui ritorno sugli scranni di piazza Oberdan veniva dato per assai probabile. La sorpresa però è arrivata puntuale. Con un nome e un cognome: Alessia Rosolen. L’allora consigliera comunale ha incassato ben 2383 voti, superando così nettamente Lippi al quale non è rimasto che restare in Comune. Ma la vicenda non si è affatto chiusa lì. Malgrado le sue resistenze, Rosolen è stata chiamata a far parte della giunta di Renzo Tondo. Più d’uno i motivi: quote rose (allora) da rispettare; desiderio del governatore di avere quanti più assessori «interni» - eletti, cioè - possibile; equilibri territoriali interni ad An. A Rosolen non è rimasto che prendersi le deleghe a Lavoro, Università e ricerca. Deleghe e uffici pesanti, tanto più per una donna che ha sempre preferito le battaglie squisitamente ideologiche e politiche all’attività amministrativa. Risultato, il doppio ruolo per lei di consigliere e assessore regionale. Nasce da questa situazione l’aut-aut posto ieri da Lippi al sindaco e destinato a sfociare in un confronto interno alla giunta comunale che si riunirà oggi. Il vicesindaco infatti non ha mai accettato che Rosolen sia entrata nella giunta Tondo senza lasciare libero il posto di consigliere in piazza Oberdan, quello che lui stesso aveva già ricoperto in passato. Un fastidio, del resto, che non è passato inosservato tra le sempre più frequenti assenze di Lippi alle sedute di giunta, dove non si è fatto vedere neanche la scorsa settimana in occasione della pur importante approvazione del bilancio. Dalla politica ai legami personali. In molti dicono che Lippi abbia più volte investito della questione il vecchio amico Roberto Menia, con cui ha condiviso mille battaglie nelle file del Msi e poi di An, ottenendone l’appoggio per riuscire a vedere sbloccata la situazione in suo favore. Ma ecco il colpo di scena. Per la prima volta, in un partito di cui Menia a livello locale e regionale è leader indiscusso, una voce si sarebbe levata a dirgli no. Rosolen avrebbe rifiutato di cedere il proprio scranno in consiglio regionale - a favore di Lippi, naturalmente - suscitando così lo sconcerto generale per la presa di posizione. Ma anche l’ira di Lippi. E naturalmente di Menia. Questo, almeno, dicono fonti interne al partito che rifiutano però di uscire allo scoperto. Ma perché adesso Lippi contro Bandelli? Anche qui, Rosolen entra direttamente in gioco. L’assessore regionale non è solo colei che occupa la poltrona cui Lippi ambisce, ma è anche la compagna di Bandelli. Da qui l’attacco frontale, o meglio obliquo: dietro Bandelli, nel mirino c’è Rosolen. Ancora un frammento, per completare il puzzle. A fronte dell’ormai non nascosta ambizione di Bandelli a succedere al sindaco Dipiazza, in An dicono che le ultime eventuali resistenze interne al partito potrebbero svanire se per Lippi si aprisse la porta del consiglio regionale. E si liberasse la poltrona che Rosolen lascerebbe libera

  6. #6
    Viribus Unitis
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    Citazione Originariamente Scritto da Cenerentola82 Visualizza Messaggio
    Lippi-Bandelli, nel mirino la Rosolen
    Ma perché adesso Lippi contro Bandelli? Anche qui, Rosolen entra direttamente in gioco. L’assessore regionale non è solo colei che occupa la poltrona cui Lippi ambisce, ma è anche la compagna di Bandelli. Da qui l’attacco frontale, o meglio obliquo: dietro Bandelli, nel mirino c’è Rosolen.
    Centro ! Ecco come mai il buon Bandelli aveva tanto a cuore la concessione della cittadinanza onoraria al Corpo Infermiere Volontarie CRI, la Rosolen è, tra le altre cose, crocerossina. Che ci sia stato un pizzico di interesse personale ?

 

 

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